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Terremoti, imbarazzi ed epifanie – Dal nuovo sciame sismico all’elezione di Tajani a presidente del Parlamento Europeo.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

tajaniAgosto, ottobre, gennaio. Gli sciami sismici si ripetono e, pure, duole dirlo, le sceneggiate italiche davanti a disastri naturali prevedibili, almeno visto il contesto geografico. Tanto grave e ad un tempo ridicola, non è esagerato scriverlo, sta diventando la situazione, che ormai la Stampa straniera quasi non da più queste notizie, o se le da le toglie subito dalla prima pagina.

A noi italici però tanta fortuna non è concessa e quindi eccolo il solito bombardamento di notizie che oltre al danno procurano la beffa: Gentiloni avrebbe disposto un rafforzamento della presenza dell’esercito nelle zone terremotate (sai che paura che si metterà addosso la crosta terrestre!), il Presidente della Repubblica decreta che le popolazioni colpite vanno aiutate, Mentana inizierà presto la sua nuova raccolta fondi, i piddini si ripetono urbi et urbi ricordando che non è questo il momento di fare polemiche (chissà quando potrebbe esserlo, magari quando il M5S sarà al governo?!!), la Gruber continua indefessa a cazziare il “codice etico” dei pentastellati, e il TG1, mentre raccontava il “disastro”, ha pensato bene di menzionare  che allo scopo di “calmare” l’emergenza darà una mano anche l’ex ministro per le riforme trombate, Maria Elena Boschi.

Ho cambiato subito canale. Ho cambiato canale offesa nell’anima, sempre pensando a quelle popolazioni ferite e umiliate dalla solita politica del dire per non fare, da cotanto attendismo studiato: prima o poi, infatti, passerà anche questa e fra tre mesi saremo punto e a capo. E quindi mi sono tornati in mente gli ultimi sei mesi spesi dal nostro ex-PdC a bombardare gli italiani con lo spettro delle sue riforme, a rintriciullirli con gli slogan profumatamente pagati dal contribuente: certo che non c’era tempo di lavorare a quel famoso piano ventennale che potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi legati ai terremoti in Italia, così come il piano messo in piedi negli anni 20 (!!) in Giappone, li ha risolti in quella terra (dove, peraltro le scosse sono senz’altro più sostanziali!)!! Dove vuoi che lo travasse il tempo, Renzi?? Che poi, Giovanni Floris avrebbe potuto pure intervistarlo in merito, ma ieri sera era molto più urgente fare le pulci alla Raggi sul caso Marra e compagnia, vuoi mettere?

Ed è meglio fermarsi qui. In compenso (sai che culo!) noi italiani possiamo celebrare in questi giorni l’elezione de nuovo presidente del Parlamento Europeo, tal Tajani. Il nome mi ricorda un altro politico di lunga data, ma non intendo neppure andare ad informarmi chi sia. Ciò che mi ha colpito quanto ho sentito questa notizia sono state in realtà le due “epifanie” che mi hanno interessata. Non appena ho saputo la “gioiosa” informazione, infatti, ho avuto come la netta sensazione che quella nuova fosse cosa marginale, che la stessa riguardasse solamente i soliti riti con cui si autoglorificano questi politici d’antan, ma che non avesse alcuna connessione con nessun pregnante argomento politico attuale. Come non bastasse, quando ho ascoltato una parte del discorso di ringraziamento di questo signore, in sede europea, mi è parso quasi di stare a fare un viaggio nel tempo, in un passato lontano. Non solo costui parlava in italiano (alla faccia dell’interazione continentale e degli skills richiesti ad una moderna dirigenza!), ma anche con un passo antico, stanco, scontato, tale da mettere i brividi addosso nella sua pesantezza!

E questa sarebbe la classe politica che, tra le altre cose, vorrebbe risolvere i problemi dell’Europa del futuro e dei terremoti in Italia?  Se così fosse, meglio fare contento il ministro Poletti ed emigrare subito, preferibilmente su quel pianetino quasi abitabile di Alfa Centauri, almeno colà dovremmo essere quasi al riparo dall’influenza nefasta di questi ectoplasmi che dirimono scaltramente sulla nostra vita civile e intanto tirano altrettanto abilmente a campare.

Rina Brundu

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