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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’angolo del neurone rincoglionito (24) – Il sapiosessuale e l’improbabile Aspasia di Mileto.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

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Socrate e Alcibiade a casa di Aspasia (Jean-Leon Gerome, 1861)

Confesso che erano settimane che cercavo un argomento “adatto” a reinverdire i fasti di questa gloriosa rubrica di Rosebud, ma nulla mi soddisfaceva. Inoltre, avendo chiuso quasi completamente le porte in faccia all’intrattenimento televisivo italico, il materiale scarseggiava. Oggi però, muovendomi all’insegna del mitico motto di Paul Valery: “Avendo consacrato queste ore alle vie dello spirito, mi sento in diritto di essere sciocco per il resto del giorno”, mi sono soffermata a vedere il programma “Forum” (Rete4), condotto dalla Palombelli. L’argomento? Vita, morte e miracoli dei sapiosessuali.

Cheee??! Proprio così, dicesi sapiosessuale, almeno nell’intendimento dell’autore, tal Darren Stalder, che avrebbe creato il termine nel 1998, chi prova attrazione fisica per le menti brillanti. Naturalmente, non è che avevamo bisogno della mente neppure troppo brillante di Stalder per fare due più due quattro, e su questo sito avevamo già parlato  di questo argomento nel lontano luglio 2014, con il pezzo “Da “The Mentalist” a “Bones”: il nuovo sexi, smart e politically incorrect”, che tratta la stessa tematica in salsa più rilassata e satirica.

In realtà, ciò che richiamava atmosfere da “angolo del neurone rincoglionito”, durante la trasmissione che ho visto oggi, era proprio il tocco satirico e rilassato mancante. In virtù di questo, abbiamo dovuto sorbirci le contorsioni dialettiche di due attori, perché questo parevano, che erano tutto fuorché bravi e che hanno messo  in scena le disavventure di una sedicente scalcinata coppia italica la quale, dopo sei mesi di passione si sposa, viaggia fino in Cina per il viaggio di nozze e in quell’occasione lui si scopre non più attratto da lei causa l’essersi la moglie rivelata un’emerita oca (animale peraltro intelligentissimo, almeno a sentire la Palombelli che ne difendeva le ragioni).

Premesso che la dolce-metà in questione  – evidentemente affascinata da tutto ciò che è epidermide –  non era un fenomeno ma sicuramente era una bella ragazza, il dubbio che mi resta è: ma l’infelice marito, durante quei famosi sei mesi meravigliosi, l’aveva davvero scambiata per Aspasia di Mileto, la donna amata da Pericle? Confesso che, sempre a proposito di menti brillanti, categoria in cui codesto sfortunato partner si catalogava con prepotenza, il dubbio mi assilla, fermo restando che io con un tal dilemma posso conviverci. Loro invece hanno dovuto separarsi: sic!

Rina Brundu

Aspasia di Mileto – La relazione con Pericle

Considerata la concubina di Pericle, fu da questi presa come compagna dopo una lunga convivenza (ripudiò la moglie e la sostituì con Aspasia, non potendola però prendere in moglie perché straniera rispetto ad Atene) [1]. Proprio un legame così consolidato, secondo alcuni studiosi, appare incompatibile con le tesi che la vedrebbero una semplice etera. I due non si sono sposati, ma sono semplicemente vissuti more uxorio fino alla morte, dato che lo stesso Pericle aveva emanato una legge che vietava il matrimonio tra un ateniese e una straniera.[2]

Aspasia ebbe da Pericle un figlio, il cui nome è tramandato come Pericle il Giovane; eccezionalmente, questi fu iscritto nelle liste dei cittadini: la legge, infatti, non concedeva lo status di ateniese a chi fosse nato da donne straniere; l’eccezione fu fatta per esplicita richiesta di Pericle al popolo ateniese, dopo che questi aveva visto morire di peste i due figli legittimi Santippo e Paralo; per non morire senza discendenti, lo stratega implorò il popolo di concedere la cittadinanza al figlio bastardo.[3]

Aspasia, donna colta, era nota anche in virtù delle sue qualità intellettuali: secondo la tarda e aneddotica testimonianza di Plutarco ella sedusse lo stratego “in quanto dotata di una certa saggezza e abilità politica”[4], e il suo parere era molto influente: a tale proposito, egli cita il socratico Eschine di Spetto, che attribuì a una supposta relazione con Aspasia la folgorante ascesa di Lisicle, semplice mercante di pecore divenuto leader della fazione democratica alla morte di Pericle[5]; nel suo ascendente sul marito il biografo di Cheronea individua inoltre la responsabilità della guerra di Samo, che Tucidide più prosaicamente riconduce alla contesa tra quella polis e i Milesii per il possesso di Priene e al desiderio di taluni cittadini Sami di sovvertire la costituzione cittadina[6]. Più acclarato appare invece il ruolo a lei attribuito da alcune fonti del V-IV secolo a.C. di maestra di retorica per uomini di spicco della società del tempo: malgrado siano collocate nella cornice satirica della prima parte del “Menesseno”, le notizie fornite da Platone, il quale riferisce di discussioni attorno all’arte retorica tra la donna e numerosi Ateniesi[7], e ci svela anche un inedito rapporto con Socrate, del quale fu maestra, persino severa nel redarguirlo quando si rivelava lento nell’apprendere[8], sono in parte corroborate da Senofonte nelle Memorabilia[9].

(tratto dalla pagina wikipedica italiana dedicata ad Aspasia di Mileto)

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