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Italialaica: “Ben venga quindi lo studio della religione nelle scuole”. Andiamo bene! Una forte confutazione al pezzo di Marcello Vigli “Religione a scuola”. E sulle “posizioni” di Massimo Cacciari sul tema.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

download-6Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza

Immanuel Kant

Avvertenza Ti ricordo che se sei uno spirito molto religioso e/o coltiva una spiritualità di tipo tradizionale, il contenuto di questo post potrebbe offendere la tua sensibilità. Per questi motivi ti invito a non procedere nella lettura e ti invito anche a non frequentare Rosebud: ci sono tantissimi altri siti molto più adatti. Di fatto ti invito a rispettare la mia casa dell’anima proprio come vorresti essere ripettato tu in casa tua. Grazie.

Premetto che non conosco Marcello Vigli e quindi non intendo dirimere sulle sue visioni più generali rispetto al problema “religioso”. In questo contesto mi preme solo confutare in maniera abbastanza forte, un unico rigo che questo autore scrive in un suo pezzo titolato “Religione a scuola”, ovvero in un post apparso sul sito Italialaica.it. Più precisamente intendo confutare il punto in cui Vigli scrive: “Analogamente le costruzioni teologiche, anche quelle che chi ha fede considera elaborazioni di una rivelazione divina, si inseriscono legittimamente nei “sistemi” che la filosofia e le scienze nel tempo hanno elaborato per interpretare la realtà. Ben venga quindi lo studio della religione nelle scuole superando pregiudiziali anticlericali, che sono da rifiutare perché inducono ad ignorarla o non riconoscerla autentica espressione della dimensione umana.  Come tale va studiata non come materia autonoma ma all’interno delle discipline  storiche e filosofiche...”.

Premetto anche che quando mi abbonai alla newsletter del sito italialaica.it non conoscevo questo luogo virtuale, ma forse tale era stata la contentezza nel trovare un angolo di mondo italico online non piegato alla superstizione di norma imperante nel Bel Paese, che la sottoscrizione deve essere stata consequentia-rerum, finanche automatica. Di tutto mi aspettavo però, tranne di leggervi autori incensanti la necessità di insegnare la religione (o anche solo la storia delle religioni) a scuola, o impegnati a riportare sul sito le opinioni di questo o quel cardinale. Naturalmente ho già proceduto all’unsubscribing immediato, perché a mio avviso con la scuola e la formazione dei giovani non si scherza: di sicuro non c’é nulla di più pericoloso per una mente giovane del vestirla con un abito di tipo religioso, qualunque esso sia, ovvero con un abito che la tarlerà a vita, creerà uomini e donne proni ad inginocchiarsi in Chiesa piuttosto che portati allo studio, alla cogitazione, alla investigazione filosofica, alla libera azione mentale, a servirsi della loro “propria intelligenza” per citare Kant. La nostra mente, infatti, può funzionare da par suo solo quando si trova in quel suo stato virginale ideale (per ovvie ragioni comunque difficile da tenere tale per lungo tempo nell’individuo adulto average, e non solo per colpa della religione), ovvero quando lavora privata di ogni gravame incensante pratiche superstiziose tutte da dimostrare su piano empirico e/o dogmi opinabili: da questo punto di vista i risultati ottenuti dai grandi pensatori greci insegnano, così come insegnano i risultati ottenuti da tanti grandi filosofi degli anni passati! Preciso inoltre che nel mio mondo la teologia non rientra comunque nel realm delle scienze (in senso lato, anche se forse è meglio scrivere materie) nobili proprio come l’alchimia non ha nulla a che spartire con la vera scienza; ne deriva che lo stesso approccio lo adotto anche per i discepoli, gli adepti, i divulgatori a vario titolo di queste cosiddette dinamiche teologiche e/o alchemiche.

In realtà io ritengo che se la scuola italiana continua a vivere nello stato comatoso in cui si trova (basti dire che ho personalmente testimoniato il comportamento di una maestra che prima di fare lezione, distribuiva quella che lei chiamava “acqua benedetta”!!!), è anche a causa di questa tipologia di pensiero “impegnato” connivente con codeste pratiche da dimenticare, con codeste seduzioni di tipo religioso che se hanno cullato, e sovente procurato molto dolore, in un periodo più “naif” e più giovane del nostro percorso storico di crescita intellettuale, non hanno ragione alcuna di procurare ulteriore danno in un’epoca più capace e illuminata. E senza dimenticare che l’alta spiritualità dell’anima sta alla religione come l’algida figura di una regina sta all’abito di un mendicante!

La religione, qualsiasi religione, dovrebbe stare fuori dalle scuole senza se e senza ma, e se il nostro fosse uno Stato laico come si dichiara, questo ideale status-quo sarebbe stato fatto rispettare già tanto tempo fa. Lo status della “materia religione” è invece senz’altro equiparabile allo status delle cosiddette “tradizioni popolari”. Da questo punto di vista chi fosse interessato, per enne motivi, anche fosse solo perché ama questa tipologia di story-telling, di narrazione iperbolica, lo fa/la fa sentire bene, dovrebbe poter trovare un corso universitario che soddisfi le sue necessità di acculturazione. Questa opzione diventa quanto mai auspicabile anche perché al tempo dei nostri studi universitari si è di norma individui già capaci di cogitare, criticare, fare delle scelte con coscienza, un privilegio che purtroppo lo Stato italiano non sembrerebbe voler concedere ai suoi cittadini più giovani, indottrinati ancora prima che possano capire dove stanno nel mondo. Cosa ci può essere di più terribile per un qualsiasi essere raziocinante? A confronto la dannazione eterna di biblica memoria è quisquilia, pinzillachera!

E che dire di questa ciliegina sulla torta che Vigli ci propone, ovvero di questo “estratto” dai pensieri sul tema di Massimo Cacciari? Eccolo, in versione bignami: “La nostra tradizione religiosa insegnata obbligatoriamente a scuola. Non solo, la teologia dovrebbe essere presente in tutti i corsi universitari di filosofia…. Per me è fondamentale il fatto che non si può essere analfabeti in materia della propria tradizione religiosa. È una questione di cultura, di civiltà.”.

Non voglio cadere nel disrispetto verso le persone, soprattutto verso chi ha più conoscenza, esperienza e saggezza di quelle che non posseggo io, perché non è questo il mio intento, e non voglio neppure accollarmi ulteriori accuse di saccenza, senza dimenticare che non posso neppure “impiccare” nessuno a qualche “boutade” scritta magari per motivi certamente validi. Tuttavia, da persona che diversamente dal prof Cacciari ritiene che in tutti i corsi universitari, ma soprattutto in tutte le classi di tutte le scuole di ogni ordine e grado, dovrebbe essere insegnata la matematica, la fisica, dovrebbero essere insegnati i principi basici del metodo scientifico, dovrebbe essere insegnata la filosofia, dovrebbero essere insegnate lingue moderne multiple, il coding, l’informatica in senso lato, la robotica… ecco, quando testimonio Cacciari dirimere così “acutamente”, l’unica cosa che mi torna in mente è quel mitico aforisma dell’immenso Henry David Thoreau: “Al giorno d’oggi vi sono professori di filosofia ma non filosofi”. E, come Totò, ho detto tutto.

Rina Brundu

PS Nel caso in cui Vigli e Cacciari passino di qui, li prego invece di non prendersela, scriverei le stesse cose contro chiunque, a qualsiasi titolo, in qualsiasi modo, per soddisfare le ragioni di qualsiasi cogitamento, sostenga l’insegnamento della religione, in qualsiasi salsa, nelle scuole: in realtà secondo me non vi è crimine più grande contro i ragazzi e questo dovrebbe saperlo soprattutto un filosofo: chiedere al Kant di cui all’incipit per ulteriore chiarificazione! Per il resto, non ho dubbi che le tante casalinghe di Voghera che leggeranno questo scritto buttato di fretta, concluderanno che il “problema” è in me e dunque di che dovrebbero preoccuparsi Cacciari e Vigli?

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7 Comments on Italialaica: “Ben venga quindi lo studio della religione nelle scuole”. Andiamo bene! Una forte confutazione al pezzo di Marcello Vigli “Religione a scuola”. E sulle “posizioni” di Massimo Cacciari sul tema.

  1. Ho voluto leggere comunque questo tuo articolo, Rina, proprio perché mi tocca da vicino. Ma non mi schiero contro di te. Rispetto il tuo pensiero. Vorrei solo raccontare qualcosa riguardo a Cacciari, che ho conosciuto personalmente. Lui si è sempre dichiarato ateo, e su questo non ci piove, ma intratteneva una sana e bella amicizia con Madre Elisabetta, carmelitana di clausura, dotata di una grande apertura mentale. Cacciari ha tenuto alcune conferenze presso il Monastero dove Madre Elisabetta era priora. (E’ deceduta anni fa, a causa di un brutto male, ancora relativamente giovane). Cacciari è intervento ai suoi funerali, e ad un anno dalla morte, è venuto a Legnano per ricordarla. Da quanto disse, ha sostenuto la sua laicità di non credente, ma gli è anche piaciuto discorrere sull’argomento, per comprendere più a fondo le ragioni di coloro che credono. La religione fa parte della tradizione di ogni popolo, a partire dai nativi americani, che avevano uno stretto rapporto con la natura e il creatore (chiunque esso fosse). Vorrei dire che l’indottrinamento, e non solo religioso, ma anche politici, non piace neppure a me, perché non permette al singolo individuo di decidere autonomamente. Ma lo studio delle religioni, come materia, serve per comprendere il cammino dell’umanità esattamente come si studia la Storia. Questo mio pensiero nasce dal fatto che l’Uomo, nel suo percorso su questo Pianeta, ha sempre creduto che ci fosse qualcuno più in alto di lui: fosse il Sole, o gli dei greci, romani, egizi, ittiti, babilonesi, ecc. fino alle religioni monoteiste, proprio perché l’Uomo si è sempre sentito “piccolo” rispetto alla creazione. Poi è arrivata la scienza, che ha spiegato molte verità non svelate, ma ancora è lontana dall’aver scoperto tutto. Margherita Hack scienziata e atea, diceva:“Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.”
    E disse anche: «Gesù è stato certamente la maggior personalità della storia. Il suo insegnamento, se è resistito per 2000 anni, significa che aveva davvero qualcosa di eccezionale: ha trasmesso valori che sono essenziali anche per un non credente». (M. Hack, “Dove nascono le stelle”, Sperling & Kupfer, Milano 2004, pag. 198).
    Io aggiungo: anche Buddha! Concludo: nella storia della filosofia, abbiamo un certo Sant’Agostino, e tanti altri filosofi credenti. Il pensiero umano spazia in moltissimi campi, e ritengo vada rispettato. Anch’io sono contraria a certe forme religiose che sanno tanto di rituali quasi pagani, ma resto dell’avviso che per trattare un qualsiasi argomento, occorre conoscerlo a fondo, anche quindi le varie religioni che hanno imperato sui vari popoli. Ecco il motivo per cui Cacciari amava dialogare pacatamente e rispettosamente con quello spirito fino e anche scientifico di Madre Elisabetta. Anch’io trattavo con lei e mi dava risposte umane, non propriamente legate alla comune religione. Discorsi basati sulla natura umana, più che su quella divina!
    Danila

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  2. Devo dare ragione a Rina. La veste virginale Delle menti fragili non può essere stuprata da religioni di qualunque natura. Anzi è la natura la vera religione su cui dovremmo pregare e genufletterci. Cattolicesimo e gli “esimi” fuori dalle scuole. Ognuno si crei l’idolo che vuole. Rina si crea il bosone, io il panettone, lui… Non so.

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  3. Beh, non posso che sorridere al commento di Paola!! Ma posso solo aggiungere: la Natura, che è studiata dalla scienza, è anche “venerata” da tutte le religioni. Quindi mi pare che un punto in comune, tra scienza laica e religione “religiosa” possa sussistere.
    Danla

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  4. Ciao.
    Solo due cose.

    1. Su Cacciari. Premesso che non mi sono mai interessata all’argomento e dunque non ho fatti su cui dirimere, pertanto posso solo parlare in teoria, se Cacciari si dichiara ateo e scrive ciò che ha scritto è anche peggio. Un malfidato (non io, ma uno qualunque, anche io in verità) potrebbe pensare che Cacciari abbia scritto quelle cose furbescamente per ingraziarsi le autorità ecclesiastiche che restano sicuramente le autorità più potenti in Italia. Questo sarebbe grave, gravissimo, specialmente in una persona che si dichiara filosofo. E qui mi fermo.
    2. A dispetto del mio scrivere sempre determinato io tendo sempre a parlare per me, mai per gli altri. E i miei punti erano a) Questo è un Paese laico e la religione, qualsiasi religione (incluso il sanguinario culto atzeco del sole) non si dovrebbe insegnare nelle scuole, a nessun titolo. b) Se la scuola frequentata da mio figlio gli insegnasse “elementi religiosi” io diventerei idrofoba: perdonerei la lettura in classe dell’ultimo Playboy, perché é argomento del mondo, ma mai un insegnamento sulle pseudo dinamiche di pseudo mondi fictional fatti passare per reali, come è il caso di quelli proposti dalle religioni.

    Quale genitore sarebbe contento di un insegnante che tenti di convincere il suo piccolo che Qui Quo Qua sono veri? Penso nessuno. Per quanto strano possa sembrare è assolutamente la stessa cosa dell’insegnare che padre, figlio e spirito santo in carriola sono veri. Chi non capisce questo ha dei seri problemi e probabilmente non dovrebbe rapportarsi in nessun modo con l’educazione di un bambino.

    Io non sono un filosofo alla Cacciari ma se fossi stata al suo posto in quell’intervista, avrei detto che bene sarebbe che nelle scuole dei paesi moderni si insegnasse sin dall’asilo la filosofia, ovvero la capacità di cogitazione e di interrogazione, di comprensione senza indottrinamento. Se dopo un simile percorso, mio figlio (che non verrebbe mai battezzato fino a quando non lo deciderà lui, lei, se così desidera) ne viene fuori a venti anni e mi dice che la sua anima lo commanda religioso…. io probabilmente andrei in una stanza chiusa a lanciare un urlo fantozziano ma poi non farei nessuna difficoltà ad andare ad accompagnarlo alla sua ordinazione (chiedendomi naturalmente dove ho sbagliato, ma tenendomelo per me).

    Insomma, ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole, soprattutto debbono essere liberi i bimbi di crescere mentalmente liberi (scusate la cacofonia).
    Ciao

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  5. PS Chiarisco anche che ho scritto questo post solo perché ho letto simili sragionamenti su un sito che si fa passare come sito laico, l’avessi letto su un sito chiamato Radio Maria non avrei avuto nulla da obiettare. Di sicuro io su italialaica non ci passo più, non è un luogo che mi interessa per coltivare il mio spirito. Ciao

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  6. Ok Rina, grazie per la precisazione anche se conosco perfettamente il tuo punto di vista sull’argomento. Volevo solo dire, e lo ribadisco, che anche le religioni, o pseudo tali, hanno fatto parte della storia dell’umanità, volenti o nolenti. Tutto qui.
    Un caro saluto
    Danila

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  7. Certamente! Della storia dell’umanità hanno fatto parte i riti cannibali, la religione sanguinaria degli Atzechi in Sud America, della dea Kali in India, l’Inquisizione cattolica in Spagna, la grande religione dei greci e romani che oggi guardiamo alla stregua dei miti che erano, e oggi sono le marie, i crocifissi cristiani, i profetti di ogni tipologia, nascevano ieri, nascono oggi, nasceranno domani. Vero è però che in questo circolo pernicioso l’animo umano, attraverso il sacrificio di innumerevoli spiriti brillanti, Bruno tra i più grandi, la stessa Ipazia per le donne, attraverso la conoscenza ci ha indicato un’altra strada, inclusa la strada che dice che la spiritualità non ha nulla che vedere con le religioni.

    In genere però servono secoli per liberarci di queste ipocrisie, servirà tanto altro dolore purtroppo e purtroppo sono sempre date classi che “pagano” questi servaggi intellettuali scaltri, assicuro che i figli di dati personaggi che ho visto vivono altre dimensioni decisamenente più fortunate.

    Il mio punto però resta il fatto che questo è un paese laico e che la formazione dei ragazzi è elemento troppo importante perché tutto questo scaltro meccanismo fondamentalmente medievale nella sua natura, possa essere sopportato acriticamente. Ognuno faccia ciò che vuole ma ti garantisco che il primo “educatore” che si azzardasse a far passare simili discorsi a un mio caro, a un mio figlio, si ritroverebbe con una denuncia prima ancora di iniziare l’indottrinamento. Con l’educazione dei ragazzi non si scherza, gli adulti facciano quel che credono: la libertà individuale viene ancora prima della formazione!
    Ciao Danila, buon fine settimana.

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