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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Di editoria che cambia – Sei un giovane autore, hai scritto un libro e vorresti pubblicarlo ma hai un problema… L’EDITING. Otto consigli utili.

Ipazia Books - Strumenti editoriali

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Gli intellettuali sono razionali
lucidi, imparziali, sempre concettuali
sono esistenziali, molto sostanziali
sovrastrutturali e decisionali.
(Giorgio Gaber)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Il lessico di quel dannatissimo sito della Brundu fa tutt’uno con il pensiero che esprime in parole, costituisce la manifestazione del pensiero e quindi della sostanza del fatto e della sua verità. (Eugenio Scalfari aka Rina Brundu)

Rina Brundu

white-male-1856173_960_720Il problema dell’editing non è solo un problema dei giovani autori. Dirò di più: se non si è mai pubblicato un testo con un editore valido si corre anche il rischio di non capire di cosa si sta parlando quando si menziona questo termine. In realtà, mi è capitato di vedere interi tomi pubblicati su carta stampata, specie dai cosiddetti editori a pagamento o comunque editori minori, senza editazione e lo spettacolo non è dei più edificanti. Di fatto, una cosa è pubblicare un documento online, anche come ebook, un’altra cosa è pubblicare un testo che poi abbia funzione di vero e proprio libro. In questo caso l’editing è una conditio-sine-qua-non.

Ma cos’é l’editing? Prima di tutto bisogna specificare che questa attività editoriale non ha nulla a che vedere con una correzione grammaticale di un qualsiasi scritto: quest’ultima è infatti una operazione propedeutica che va fatta subito dopo la scrittura del libro, ed è diventata molto importante soprattutto in tempi di scrittura digitale, laddove talvolta la velocità di scrittura non sta al passo con la velocità del programma con cui si scrive e tante parole si presentano monche, quando non ridondanti o modificate (ogni blogger degno di questo nome ne sa qualcosa, ma anche le redazioni più trendy dei giornali patinati come ben notiamo ogni volta che troviamo un refuso di varia natura in un articolo).

L’editing vero e proprio io lo definirei come lo scarto che esiste tra uno scritto originale e uno scritto professionalmente elaborato e preparato per una lettura che abbia un gusto comune. Diversamente dalla scrittura che è una attività dell’anima, l’editing è una mera attività artigianale che si migliora nell’applicarsi come avviene per qualsiasi altro lavoro umano. L’editing ha bisogno di applicazione costante dunque, ma anche di tempo e per un editing davvero sostanziale servono sempre più occhi perché “il taglio” che si effettua agisce a livelli multipli: su una frase con sezioni ridondanti, così come su una espressione stonata, ecc.

A mio avviso il miglior editing è quello che, a dispetto delle indispensabili sforbiciate (un buon editor ti riporta un libro di 200 pagine alle sue cento pagine più congeniali senza perdere “un attimo” della significazione che l’autore ha inteso dare), preserva lo stile autorale al 100% e, anzi, lo innalza allo scopo di farne emergere la sua unicità. L’editing può diventare pure una operazione abbastanza “dolorosa”, in virtù della quale si riesce finanche a riconoscere un autore mai pubblicato, o comunque un autore alle prime armi, dal fatto che se “tagli” qualcosa nel suo scritto lui o lei si risente. Arriva persino a offendersi. Ecco, l’editing è, tra le altre cose, l’abitudine del professionista a non “risentirsi”, ma a ricercare sempre la migliore soluzione possibile per lo scritto, in qualsiasi suo punto, sapendo di fare solo il bene di quel lavoro. Sull’altro versante l’editing può diventare anche esagerazione, ricordo in questa occasione la pedanteria con cui la grande Oriana Fallaci usava dirimere anche per ore sul posto da assegnare a ciascuna parola dentro una data frase, ma qui naturalmente stiamo nel “realm” del professionismo scritturale davvero tale.

A questo proposito, e a titolo di opinione, voglio aggiungere che se è vero che un autore può diventare un buon editor, è molto più difficile che un buon editor diventi anche un “buon” autore.  Ciò deriva, sempre secondo me, proprio dal fatto che la vera scrittura scaturisce prima di tutto dall’anima. Fermo restando che nel mio immaginario un buon autore non fa mai neppure equazione con un autore che vende (l’epopea scritturale di Kafka, docet!), se volessi dare un esempio di editazione meravigliosa citerei senz’altro i libri di Elena Ferrante. Come ho scritto più volte, e nonostante il suo successo editoriale, io non amo questa autrice (un mio problema, naturalmente!), ma vero è che i suoi libri sono editati pregevolmente. Sono talmente tanto bene editati che proprio per questo non ho difficoltà alcuna nel credere a quelle voci di alcuni mesi fa che raccontavano di come l’autore Elena Ferrante fosse in realtà la sua stessa editor. A mio avviso questo non solo è possibile ma è molto, molto probabile.

La scrittura però, e qui mi ripeto, almeno per quanto mi riguarda è sofferenza dell’anima (vale a dire che è kafkiana nella sua essenza), mentre solo in seconda battuta è capacità artigianale. Il problema nei testi di Elena Ferrante è dato dal fatto che mentre il secondo elemento suindicato è pregevolmente presente, il primo manca quasi completamente, così come è assente la forte tempra filosofica che fa di un testo un capolavoro. Che ne fa un classico. Nessuna meraviglia dunque se quegli scritti si trasformano, ad attento guardare, in meri feulletons. Chiunque abbia dubbi in merito è pregato di leggerli insieme ai testi di autrici come Virginia Woolf, Christa Wolf o similari: capirà meglio di cosa sto parlando.

Back to square one. Paradossalmente oggi viviamo tempi in cui pubblicare è facile, sia in formato digitale che in formato cartaceo, ma i libri sono malamente editati (e questo lo dico anche pensando a dati editori di nome, laddove mi sono presa la briga di andare a verificare dati lavori che un’altra sforbiciata l’avrebbero voluta senz’altro, soprattutto in quanto destinati ad un più grande pubblico di lettori e nel loro essere legati a degli autori più conosciuti).

Dato che ho avuto la fortuna, venti anni fa ormai, di pubblicare il mio primo libro con un editore davvero tale, di lavorare con una bravissima editor, di svolgere il lavoro di editor in diversi momenti della mia vita professionale, di averlo studiato su manuali validi e di essere sempre più affascinata da questa attività, colgo l’occasione, in chiusura di questo scritto (1), di dare almeno qualche piccolo consiglio in merito ai giovani autori (o agli autori alle prime armi), che hanno scritto un libro e vorrebbero pubblicarlo. Spetterà poi a ciascun lettore decidere se questi consigli sono validi e dunque se questo mio elucubrare si è risolto in qualcosa di utile o è rimasto un mero cazzeggio.

Eccoli qui di seguito: enjoy!

  • Se hai scritto un testo che ritieni valido a cui tieni molto non pubblicarlo subito, neppure su Amazon, senza prima averlo fatto vedere a un professionista: meglio spendere qualcosa per editarlo piuttosto che pagare una pubblicazione che poi resterà incompleta e sotto uno standard scritturale accettabile, per sempre.
  • Mai tradurre un testo in un’altra lingua senza prima averlo editato, il rischio non è solo di spendere molto di più di quanto si dovrebbe con la traduzione, ma soprattutto di spendere per nulla.
  • Nel caso tu voglia optare per una pubblicazione a pagamento assicurati che l’editore includa il servizio di editing nel pacchetto, fatti dare il nome dell’editor, nonché una lista di lavori editati da lui  o da lei.
  • Ricordati che l’editing è un lavoro che richiede tempo e deve essere svolto in via collaborativa tra l’editor e l’autore.
  • Non offenderti quando l’editor taglierà interi passi del suo scritto. Nel tempo la tua awareness (coscienza), scritturale si affinerà e vedrai che il 99% delle volte aveva ragione lui o lei, e che nulla di importante è andato perduto nel tuo scritto.
  • Nel dubbio ricordati sempre: tagliare!
  • Per quanto puoi tenta di proteggere il tuo stile (sia a livello prettamente scritturale-tecnico che contenutistico) e se senti che l’editing non fa per la tua anima procedi indipendentemente ma accollatene ogni responsabilità (io lo faccio spesso).
  • Tenta di sviluppare un tuo senso per l’editing, scoprirai alla fine che come scrittore non potrai più fare senza.

(1) Il va sans dire che questo articolo non l’ho editato, non avrei il tempo di farlo, così come accade per il 99% dei post di questo blog. Ne profitto anche per ricordare che noi non editiamo neppure i pezzi de L’Approdo, per una mera scelta editoriale che ha sempre a che vedere con il tempo limitato che si può dedicare a dei lavori che non hanno un ritorno economico, la rivista è infatti distribuita gratuitamente. Altra cosa sono invece le attività dell’editore Ipazia Books che offre anche i servizi di editing professionale. Per ulteriori informazioni visitare www.ipaziabooks.com

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

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