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Il SISTEMA ROMA: e poi hanno il coraggio di parlare del “Caso Raggi”! Riflessioni brevi dopo la puntata di PIAZZAPULITA e un ricordo di Rainer Maria Rilke.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

trevi-fountain-298411_960_720Sporcizia dovunque nelle strade, cattedrali nel deserto e mai completate, opere pubbliche costruite per i diversi eventi sportivi del passato, dimenticate e in completo stato di abbandono. E poi un servizio di trasporto pubblico da terzo mondo, bus mancanti e altri, nuovissimi, parcheggiati da anni sotto il sole in attesa dell’arrivo, forse, di un improbabile Godot a condurli per le strade della capitale d’Italia. Questi sono solo alcuni degli “argomenti” scelti da Corrado Formigli per presentare il CRAC di Roma durante l’odierna puntata del suo programma PIAZZAPULITA.

Poi, quando si è passati al tema edilizia scolastica, la sagace redazione ha pensato bene di inserire nel servizio anche le datate immagini del Renzi della “Buona scuola” che nel 2014 presentava, alla lavagna, il suo piano di “ricostruzione”: so much per tanto impegno! Come sappiamo quel progetto è andato a finire proprio come gli altri: sepolto dalle esigenze dell’ex-premier di pensare soprattutto alle sue necessità di rappresentanza, dall’aereo trendy alla riassegnazione delle cariche RAI allo scopo di tenere l’azienda bene al guinzaglio, emergenze scottanti come si evince. Inutile dire che non appena è comparso l’ex PdC ho cambiato canale, date esperienze scottano, lasciano cicatrici indelebili e ripeterle non fa bene a nessuno.

Certo, ti resta in testa lo sconcerto per le immagini viste e le domande che ti vengono alla mente non sono neppure poche. Ti chiedi per esempio perché questi “programmi” sulla Roma stuprata dai suoi amministratori non siano andati in onda prima, quando il crimine si consumava. Ti chiedi se i responsabili siano in galera come sarebbe logico aspettarsi. E, soprattutto, ti domandi perché la curatrice del servizio quando mostrava quelle immagini non ha detto chiaro e tondo quale amministrazione le aveva autorizzate quelle opere, nonché chi le aveva mandate in malora? Insomma, io non ho sentito alcun nome e cognome di un qualsiasi responsabile durante quell’incipit di trasmissione: sono sorda io o Formigli ci ha rifilato la solita broda giornalistica inconcludente? Il dubbio, lo confesso, mi assilla.

Resta il fatto che davanti a questo disastro epocale, davanti a quello che più il tempo passa più ci appare come un ben definito sistema di corruzione amministrativa che si potrebbe chiamare SISTEMA ROMA, hanno pure il coraggio di montare i “casi Raggi”, allo scopo magari di mandare via la novella sindaca pentastellata per riprendere le passate abbuffate nel denaro pubblico: che si vergognino e con loro tutta la categoria di scribi, scribacchini e cosiddetti giornalisti-professionisti che, a vario titolo, dalle pagine dei siti e dei giornali trendy, si prestano a quest’orrendo gioco civilmente degradante per una città straordinaria e per una intera nazione.

“Ti ricordi ancora di Roma, cara Lou? Com’è  nella tua memoria? Nella mia rimarranno un giorno solo le sue acque, queste limpide, stupende, mobili acque che vivono nelle sue piazze; e le sue scale, che sembrano modellate su acque cadenti, tanto stranamente un gradino scivola dall’altro come onda da onda; la festosità dei suoi giardini e la magnificenza delle grandi terrazze; e le sue notti, così lunghe, silenziose e colme di stelle”. Queste righe le scriveva tanto tempo fa il poeta Rainer Maria Rilke e pare logico concludere che stesse parlando di un’altra Roma, io voglio sperare però che stesse parlando anche di quella futura: riportiamo Roma allo splendore che le spetta e la spazzatura dove dovrebbe stare, nei cassonetti e IN GALERA!

Rina Brundu

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