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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Bufale Web, informazione, censura e intento politico. Il caso Maurizio Blondet e Facebook. Solidarietà e sull’importanza dei siti di opinione non omologati: altro che populismo!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su Rosebud… (Ignazio La Russa. aka rb)

Rina Brundu

dictatorship-1542662_960_720Non sono sempre d’accordo con i contenuti degli articoli di Maurizio Blondet, anche se so bene che ha moltissimi followers che stravedono per lui (incluso un mio caro amico che è secondo a nessuno in termini di know-how su una variegata serie di tematiche soprattutto scientifiche molto pregnanti). A urtarmi di più è spesso, specie in calce ai pezzi, dunque nei commenti, l’utilizzo del termine “ebreo” in maniera non condivisibile, e che proprio per l’ammirazione che ho per quel popolo, per i suoi artisti e per i suoi scienziati, non incontra il mio favore. Non sono neppure d’accordo sulle critiche a Papa Francesco che, a parte gli aspetti religiosi di cui non mi interessa un tubo, più il tempo passa più appare il vero gigante dirigenziale di questi tempi, un gigante buono, saggio e con le palle quando serve.

blondetMa le mie idee non sono quelle di Blondet e lui deve buttare giù le sue, qualunque esse siano. Non a caso ho spesso ripreso alcuni dei suoi pezzi su Rosebud e per la sua cortesia e disponibilità lo ringrazio. Tuttavia, grande è stata la mia sorpresa quando, pochi giorni fa, passando dal suo sito, ho trovato un breve post in cui denunciava una censura facebookica subita (il pezzo lo linko qui e pubblico anche il messaggio, vedi seconda immagine, comparso nella bacheca dei follower che volevano fare lo sharing del suo pezzo). “Cazzo!” mi sono detta “che l’arguta triade censoria Napolitano-Boldrini-Pitruzzella abbia già colpito da par suo?”.

Eviterò di riportare qui di seguito quali sono stati i pensieri che ne sono seguiti e le imprecazioni: non avrei problemi a fare la galera per difendere la libertà di pensiero e la libertà di stampa, ma che gloria mi darebbe il finire dietro le sbarre per essermi idealmente opposta alle “cogitazioni” di questi tre “giganti filosofici” dei nostri tempi, i cui pensieri, le esternazioni, le azioni li spiegano meglio di quanto potrebbe mai fare il loro più genuflesso esegeta?

Solidarietà dunque a Maurizio Blondet perché non importa se noi condividiamo o meno i pensieri altrui, noi dovremmo operare sempre partendo dal presupposto di doverli difendere, di difenderne il loro esistere in libertà, finanche quando quella libertà si ritorce contro di noi. Altra cosa è il diritto di ogni altro essere a difendersi da qualsiasi attacco qualora avesse ragione di sentirsi offeso e per questo esistono i tribunali, i giudici, la magistratura, anche la polizia postale che dovrebbe essere sempre il nostro primo punto di approdo.

Certo è però che i paletti che modellano i confini della nostra libertà non possono essere collocati seguendo i desideri di Tizio e di Caio, non importa da quale alto pulpito parlino, e male fa Facebook a mettere dietro a questi personaggi perché gli internauti troverebbero prima o poi altri luoghi dove esprimersi liberamente: è nella natura dell’essere umano, dai tempi della carboneria prima e dopo. Anche perché quando si guarda alla recente polemica tutta-italiana del voler mettere il bavaglio alla Rete, l’intento “politico” era chiaro come il sole, anzi qualcuno di questi epici censori del pensiero altrui, non si è fatto scrupolo di negarlo. Dopo oltre un mese hanno finalmente capito che il calcio in culo diretto verso il ducetto di Rignano è partito dalla Rete e che è stata sempre la Rete ad assestarglielo nelle parti basse. La corsa ai ripari è stata dunque consequentia-rerum ma sfortunatamente non hanno ancora realizzato che il loro è il canto del cigno, lo capiranno presto.

Per il resto del mondo raziocinante credo sia invece ben chiaro, specie in periodo di libera-stampa (un ossimoro, ormai) completamente assoggettata ai desideri dell’editore che la sovvenziona, quanto sia importante avere online siti di opinione non-omologata, come quello di Blondet ma anche come Rosebud. Questo status-quo fa tutta la differenza che esiste tra l’abitare un mondo di uomini e donne degni di questo nome e l’abitare un pianeta distopico popolato da cagnolini condotti al guinzaglio: altro che populismo! Mentre a noi che li facciamo vivere questi luoghi virtuali, spetta senz’altro il compito di lavorare per renderli migliori, nella forma e nella sostanza, con rispetto, ma non mi stancherò mai di ripeterlo, in libertà, che non significa mai seguire la corrente.

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

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