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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che IL FATTO QUOTIDIANO non dice (2) – La figura barbina l’ha fatta Mentana non Grillo. Il problema comunicazionale dei pentastellati è solo l’esagerato ricorso all’iperbole d’antan.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

grillotravaglioCapisco che in Italia anche il giornalista più trendy, come è sicuramente il caso di Marco Travaglio, debba conservarsi un qualche amico pure in previsione del futuro della famiglia, ma io resto convinta che il giornalista orfano e asociale sia per sua natura il miglior giornalista che possa esistere. Resto anche convinta che se Marco Travaglio e la sua redazione continueranno a fare il loro lavoro come lo stanno facendo non dovranno preoccuparsi troppo del futuro e, soprattutto, che siano gli interventi di Travaglio a dare lustro ai programmi di La7 dove viene invitato, quello della Gruber prima degli altri, non viceversa.

Come ho postato in altre occasioni, con Marco Travaglio non sono d’accordo nell’esagerata venerazione di Enrico Mentana che il direttore de IL FATTO propone. Non sono stata d’accordo quando non troppi giorni fa lo ha quasi eletto giornalista dell’anno e non sono d’accordo nel merito. Non molto datato è pure un mio post in cui sottolineavo gli strani sondaggi pro-PD post-Referendum che il TG7 aveva cominciato ad esternare urbi et orbi in netto contrasto con tutte le altre informazioni che si avevano in quel momento rispetto a quegli argomenti. Confesso però che a non piacermi è soprattutto lo stile grossolano, a momenti campagnolo, di Mentana nel cui tg si danno le notizie come se si fosse seduti al bar di paese: “Ahò, Enrì, l’hai saputo che l’ISIS ha attaccato un’altra volta?”. E Enrì: “Uhm… no…. dimme pure Celà…”. Inutile che continui, del resto Crozza ha saputo cogliere questo spirito rustico e un po’ provinciale molto meglio di quanto potrò mai fare io.

La vera caduta di stile di Mentana la si è però avuta in questi giorni in cui ha minacciato di querelare Beppe Grillo perchè il logo del TG7 compariva nel collage di loghi delle testate informazionali che, secondo il Grillo che dirimeva dal suo blog, ma anche secondo un buon 80% di italiani, raccontano bufale. Apriti cielo! Mentana si è incazzato e ha trattato Grillo come fosse reo del peccato capitale di lesa maestà mediatica (per la serie le critiche debbono andare solo in una direzione secondo i quotati giornalisti italiani). Ci si chiede perché lo abbia fatto e ancora non lo si è capito. In primis non si capisce che significazione si possa attribuire a un collage di loghi generalmente rappresentativo di un cloud di testate informative, in secondis dubito molto che Grillo stesse rivolgendo specificatamente le sue accuse a Mentana, o anche al gruppo La7, dato che prima di arrivare a loro la fila di scribacchini contro cui prendersela, garantisco, è molto lunga. Ma, soprattutto, ritiene forse Mentana di essere incriticabile solo perché Travaglio lo elegge giornalista dell’anno o perché fa informazione televisiva su un servizio che non è quello pubblico?

Il problema comunicazionale dei pentastellati è che tendono troppo alla retorica imbastita di iperbole d’antan, un linguaggio che fa a pugni con il loro dirsi proiettati nel futuro. Se invece di usare il termine altisonante, anche un pò ridicolo, giuria-popolare o tribunale-del-popolo, Grillo avesse semplicemente detto che avrebbe richiesto una critica corrosiva ai navigatori del suo blog, nonché le loro impressioni sulla qualità del giornalismo italiano, lo stracciarsi le vesti in pubblico di Mentana sarebbe apparso ancora più fuori luogo di quello che è sembrato e soprattutto gli sarebbe stato tolto l’artiglio querelante subito e senza colpo ferire.

Di fatto, che la cosa piaccia a Mentana oppure no, la sana capacità di critica è un diritto protetto e inalienabile di ogni cittadino e infatti io l’ho appena esercitato, abbastanza corrosivamente come credo sia nel mio stile  (anche se il mio stile è pure il restare sempre nel merito del problema senza mai scadere nell’offesa personale). L’ho esercitato sia contro l’intoccabile Mentana che, in questa occasione, contro il bravissimo (1) Marco Travaglio, del resto qualcuno dovrebbe pure farlo almeno di tanto in tanto.

(1) Tengo a precisare che questo aggettivo non è usato per motivi di “captatio benevolentiae”, ma solo perché Travaglio è sicuramente bravo… fosse stato bravino avrei scritto bravino.

Rina Brundu

A corredo un youtube link anche se su queste robe dietrologhe non concordo, in codesta maniera si può dire tutto di tutti che è come dire nulla, bisognerebbe stare su un tema…

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