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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Web, censura, “informazione” e la vergogna dell’Italia. Al 100% dalla parte di Beppe Grillo: sono due mondi troppo diversi che si scontrano. Uno morirà, il loro. E “sull’intervento” di Mentana.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia. (Amleto: atto I, scena V a.k.a. William Shakespeare)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

C’é più giornalismo in Rosebud e tra i miei appunti sparsi, Eugenio, che non sogni la vostra “Repubblica”, tua e di De Benedetti, intendo. (Rina Brundu a.k.a. Rina Brundu)

Rina Brundu

mentana-grilloOggi ho fatto una cosa che non ho mai fatto in vita mia e che non farò più se mi conosco davvero bene: ho messo un like feisbukico su un sito che è il sito di un movimento politico italiano  e che, in dato modo, è pure  una risorsa informazionale, una pedina mediatica del Bel Paese: ho messo un like in calce all’ultimo post del Grillo esacerbato contro le trame mediatiche e pseudo-informative italiche. Il like l’ho messo con coscienza, se una simile espressione si può usare per un gesto così minimale: ho infatti sentito il bisogno di manifestare in una qualche maniera il mio sostegno alla battaglia che questo grande uomo (perché a questo punto lo possiamo davvero chiamare così, a dispetto dei suoi denigratori) sta combattendo e di farlo in maniera visibile, anche oltre le scritture sul mio blog.

Ma il like l’ho messo pure con altra intenzione, ovvero come testimonianza del fatto che il movimento pentastellato cattura l’interesse dei tanti, alcuni anche non freschi di calata dalla montagna, anzi, probabilmente i più, tra questi ultimi, hanno dei curriculum e delle esperienze formative anche internazionali molto più concrete e forbite di quelle della maggior parte dei ministri del corrente governo: way to go per i detrattori del so-called populismo! Dulcis in fundo, quel like è scaturito direttamente dalla notizia (vedi featured image) che adesso anche Enrico Mentana vorrebbe querelare Beppe Grillo per le sue giustissime esternazioni su una casta mediatica incommentabile: ah quanto ci sarebbe piaciuto leggere di un quotato giornalista italiano che invece avesse minacciato di querelare il presidente dell’Antitrust Pitruzzella, quando, pochi giorni fa, ha rilasciato le sue dichiarazioni sulla forte intenzione di mettere il bavaglio alla Rete, ma ovviamente questa sarebbe utopia! Certo,  tutto ci aspettavamo tranne di vedere Enrico Mentana entrare con questa modalità in codesta querelle, ma sempre buono a sapersi.

La nostra fortuna è che i ragazzi che hanno fondato e gestiscono Google, o lo stesso Mark Zuckerberg di Facebook, appartengono a generazioni diverse da quelle dei vari Napolitano, Pitruzzella, Boldrini, l’originale triade italiana in crociata censoria contro la Rete, ma soprattutto non capiscono e se ne fregano altamente quando sentono parlare di bannning online. Ci sono casi in cui questi colossi hanno sfidato a viso aperto gli Stati Uniti, l’FBI, la Cina e altri giganti sicuramente più intimidanti dell’italietta medievale di questi tempi, con loro grande onore e merito bisogna dire, ma non è questo il punto.

Il punto sta forse nel disonore che portano alla nostra nazione date esternazioni da alti pulpiti e che, nell’età in cui viviamo, fanno solamente sorridere nella loro naivetè, nella loro inutile battaglia di datati “giganti” di un mondo perduto, mai rimpianto, e in procinto di estinguersi, di morire, per sempre. Il punto sta pure nel fatto che la suddetta triade sta di fatto parlando a nome di un popolo senza avere alcuna legittimazione a farlo. Questo è senz’altro il caso della Presidente della Camera Boldrini, e dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, due pedine funzionali e due tra i più convinti sostenitori di quell’Esecutivo Renzi I le cui nefaste politiche sono state sonoramente bocciate dagli italiani, così come sono state respinte al mittente le loro modifiche alla Costituzione pensate solamente per fare vivere il renzismo in eterno.

Siamo insomma al paradosso: ci ritroviamo governati da un Esecutivo avatar, espressione della volontà anelante di un ex-Premier mai eletto, ovvero non legittimato dalla volontà popolare, e successivamente trombato da quello stesso popolo; dulcis in fundo ci ritroviamo succubi di crociate nefaste fatte a nostro nome ma che non ci rappresentano e soprattutto non vogliamo: pazzesco!

A ben vedere l’unica speranza che resta a questo nostro Paese continuamente disonorato da una casta politica, amministrativa (ma anche mediatica, come si evince), assolutamente non adeguata a rappresentarci, anche in virtù di una età anagrafica evidentemente penalizzante più di quanto si fosse pensato, è che il miglior futuro di quei suoi giovani che sembrano determinati a cambiare, sia davvero tale, ovvero brillante. Tanto brillante che un giorno, chissà, magari partirà proprio dall’Italia la proposta vincente che renderà la Rete patrimonio dell’umanità (sempre che non lo sia già), e dunque intoccabile, inscalfibile, terreno privilegiato dove possano vivere la nostra migliore identità, idealità, insieme ad ogni altra nostra espressione più profonda e più vera, magari a volte non proprio edificante ma vera, perché noi questo siamo: l’alfa e l’omega, il meglio e il peggio, mentre la Storia ci ha insegnato che nascondere una parte di questa modalità di essere dell’Essere generalmente non porta bene.

Diceva Gramsci: “La Storia insegna ma non ha scolari”. “Soprattutto in Italia” aggiungo io. Anche se é pure vero che proprio nella nostra nazione non mancano gli “ingegni” capaci di distinguere tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che è notizia valida e ciò che non lo è. Il colmo è che codesti rappresentanti “istituzionali” e “mediatici” che continuano ad insultare il loro popolo non si accorgono che è proprio in virtù di questa maggiore “intelligenza” e capacità di raziocinio della gente che il loro regno di mille anni è finito. E finirà. Presto, in maniera non violenta, ma forse proprio in forza dei “likes” messi con “coscienza” come è stato quello mio di oggi, e che nel suo non essere stato in alcun modo sollecitato, diventa finanche espressione plastica di cosa sia l’essenza della democrazia, di cosa sia la partecipazione volontaria alla vita democratica di un Paese, di cosa sia l’interesse profondo e sentito verso il suo well-being ultimo.

O per dirla con il linguaggio preferito dalla nostra casta d’antan, l’estremo insulto.

Rina Brundu

PS Mi scuso per il refuso nel nome di Grillo, nel primo lancio del post, ma di norma li riguardo o edito minimamente solo dopo la pubblicazion e purtroppo l’autocorrettore inglese fa il resto, sic.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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