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Buon anno, nonostante i governi sub diktat renzisti

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Nico Grilloni

happy-new-year-couple-with-fireworks-animated-gif (1).gifNell’ultimo giorno dell’anno è quasi istintivo fare una sorta di bilancio dei dodici mesi che vanno in archivio cercando di fornire un profilo il più possibile aderente alla realtà. Per certo il 2016 è stato un anno che nel mondo dell’arte (tout court) ha registrato la dipartita di molti personaggi di certo rilievo, ma poiché lo sguardo al passato si accompagna con uno sguardo al futuro appare opportuno volgere l’attenzione a ciò che potrà essere più che a ciò che è stato. E credo, con maggior pervicacia, al mondo politico nostrano che non sembra godere ottima salute. E questa diagnosi mi sembra sia piuttosto facile dopo la conferenza stampa di fine anno nella quale il premier Gentiloni ha espresso il nulla. Come ha ben titolato l’Huffington Post ciò che ne è venuto fuori è infatti il profilo di “un governo di (moscia) continuità con Matteo Renzi”. E questo titolo non può non essere condiviso anche perché Gentiloni usa una sua strategia comunicazionale che, sebbene diversa da quella di chi l’ha preceduto, ha un eguale tasso di furbizia la cui intercettazione non credo presenti difficoltà di sorta. Gentiloni sa qual è l’opinione che i cittadini hanno del suo governo, sa che, nella maggior parte, lo si considera come longa manus di Renzi, ma gioca d’anticipo rilasciando affermazioni che intenzionalmente tenderebbero a stoppare domande più ficcanti sul suo operato, sulle sue scelte. Un esempio: nessuno gli ha chiesto alcunché sulla promozione a sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Maria Elena Boschi, ma Gentiloni non solo ha detto che la Boschi è risorsa di grande qualità per il paese, ma ha anche subito aggiunto: l’ho voluta io. E con questa chiosa il premier ha tentato di affermare sia una sua autonomia sia una cesura, una discontinuità col governo Renzi. Ma noi che siamo cattivi anche nell’ultimo dell’anno, vogliamo ricordare al premier il vecchio, splendido, illuminante detto “Excusatio non petita, accusatio manifesta”. Ma dov’è l’accusatio? Beh, Gentiloni sa che la critica più seria fatta alla composizione del suo governo risiede proprio nella rinnovata presenza della Boschi che, sia per coerenza con le dichiarazioni della medesima in merito al suo futuro politico nel caso della sconfitta del sì al recente referendum, sia per l’estrema contiguità col precedente premier, sarebbe stato opportuno lasciare a casa. E invece così non è stato. Anzi la si è inserita in una posizione non solo prestigiosa ma anche strategicamente utile proprio a Matteo Renzi. Perché sulla scrivania di Gentiloni non ci sarà carta che non potrà essere osservata, letta, riletta e studiata dal sottosegretario che, proprio per le sue mansioni, ha accesso a tutto quanto avviene nella presidenza del Consiglio e a tutti gli incartamenti, anche i più riservati, che stazionano sulla scrivania del premier. Come a dire, sic et simpliciter, che la Boschi fa da cane da guardia – cane il cui padrone è Matteo Renzi – al premier Gentiloni. Che pertanto, ma senza alcuna possibilità di convincerci del contrario, potrà continuare a ribadire, ma inutilmente, la sua indipendenza da qualsiasi influenza o diktat renziano.

Qualcuno all’interno del PD ha però detto che noi, noi cittadini, conosciamo poco Gentiloni che, contrariamente alle nostre intuizioni, sarebbe come mano di ferro in guanto di velluto. Vero è che del premier, aldilà dei suoi natali nobiliari, si conosce ben poco avendo sempre e ovunque mantenuto un basso profilo, ma da qui a credere che un cucciolo di panda possa trasformarsi in un feroce re della foresta ce ne passa. In altri termini il governo-Gentiloni è un po’ come la fine d’anno. Si pensa, si spera che l’anno nuovo possa essere diverso dal vecchio, ma poi, nel volgere di qualche giorno, ci si accorge che il nuovo è tale solo cronologicamente. Ha infatti il medesimo tragitto del vecchio con le sue consuetudini e, nella fattispecie, con le sue nefandezze.

P.S. Ma per una volta cerchiamo di essere ottimisti come vuole la festa dell’ultimo dell’anno. E in questa atmosfera che ancora sa del Natale, lasciamo da parte le pur doverose critiche all’establishment che comunque sa di stantio, e auguriamoci un buon anno. Auguriamocelo nel privato del blog che ci ospita e nel pubblico di chi ha la pazienza e la perseveranza di leggerci. Forse ce lo meritiamo. Almeno nel segno della coerenza.

Nico Grilloni

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2 Comments on Buon anno, nonostante i governi sub diktat renzisti

  1. Buon anno anche a te, Nico. Ho ricevuto il tuo pezzo prima di uscire e non potevo non fermarmi a postarlo. Grazie per tutti gli altri che hai mandato durante l’anno in tempi politici davvero brutti.
    Ma brindiamo nonostante quelli, a dispetto di quelli.
    rb

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  2. Un ottimo articolo, molto caustico e illuminante….grazie a chi lo ha scritto e a chi l’ha pubblicato. Buon anno a tutti, in particolare a Rina, augurandoci che il 2017 sia migliore del precedente.
    Danila

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