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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Le pillole di Frankenstein (1). Giornalista italiano dell’anno 2016 – Non sono d’accordo con IL FATTO QUOTIDIANO: il miglior giornalista dell’anno non è Mentana ma Alberto Matano. Runner-up Marco Travaglio, ma non solo…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

mentanaCi tengo a precisare che non ho bevuto e comunque Capodanno è domani. Come non bastasse conosco anche la biografia wikipedica del giornalista RAI Alberto Matano (che riporto qui in calce) e dunque non mi sono ignoti alcuni dei suoi peccati più gravi. Allo scopo listo qui di seguito quelli davvero imperdonabili, giornalisticamente parlando:

  • Ha lavorato per “Avvenire”
  • Ha fatto la diretta della conferenza stampa di fine anno di Renzi (cribbio, che stomaco però!)
  • Ha avvallato le politiche renziste della RAI peggiore di sempre, come è senz’altro quella di questi anni
  • Lavora attualmente in RAI
  • Non lo si è mai sentito enunciare neppure una sola virgola contro il renzismo o contro chiunque in generale.

alberto_matano-jpegLo so, davanti ad un curriculum così ci si chiede perché il bell’Alberto (perché bellino lo è, almeno per chi guarda all’epidermide), non si sia dedicato ad altro nella vita, per esempio a fare il taglialegna in Canada, a fare l’Indiana Jones nei rii più sperduti dell’Amazzonia (lo vedrei bene come novello Harrison Ford), a coltivare patate nelle desolate lande della Patagonia and so on and so forth. No, lui ha voluto fare il giornalista, e con ogni ragione dico io. Perché lo dico? Perché, a dispetto dei peccati intellettuali capitali suelencati, e che se fosse per me punirei con Guantanamo a vita, quelle tre o quattro volte in cui l’ho visto per 60 secondi circa (al momento un minuto è il mio record di sopportazione delle apologie renziste RAI, magari in futuro riuscirà a resistere di più, o a fare un definitivo harakiri), Matano ha dimostrato una professionalità inusuale nei telegiornali italiani.

Mi spiego meglio. Quando ti parte il jingle del TG1 e tu sei lì che ascolti catarticamente incantata (si fa per dire), la scaletta delle notizie e poi ti vedi un Matano impeccabile, bello, elegante, vestito nel suo completo Armani (pagato con i nostri soldi, ma queste sono inezie, minimizie, bazzecole, piccolezze), che comincia a parlare con proprietà di linguaggio, che racconta le malefatte renziste senza ridere una volta manco di sghimbescio, tu ti impressioni: ecchecazz! Ma siamo davvero in Italia? Da dove viene tanta professionalità nel paese dei ministri Poletti e Fedeli senza laurea? Vorrei precisare che non sto scherzando e sfido chiunque a dirmi che a volte passano anche due minuti prima che un telespettatore scaltro e accorto cominci a dare un senso al sentito e quindi a realizzare che gli/le stanno rifilando la solita broda apologetica delle pseudo-imprese pseudo-politiche del ducetto di Rignano, e dunque ad optare per il cambio di canale imperativo e categorico.

Di converso, tutto l’opposto avviene con quell’Enrico Mentana direttore del TG7 che Il Fatto Quotidiano elegge quest’oggi giornalista dell’anno 2016. Di fatto, almeno per quanto mi riguarda, iniziare l’esperienza (perché ormai così la chiamo), del seguire il TG di Mentana e un pò come apprestarmi a camminare sui carboni ardenti ascoltandone anche la parte audio: ahh… uhmm… uhm…. sì… ecco… ahh….. uhm…. come ho già detto… siiiiiiiiiiiiii… uhmm… ahh… uhmmm… Che alla fine non sai neppure se per caso non hai cambiato stazione senza accorgertene e sei finito sul solito film porno dal finale scontato! Certo, poi capisci pure che non si tratta di coitus-interruptus, ovvero che Mentana le notizie te le dà, ma che sofferenza figlio mio, santiddio.

Per questi e altri motivi, non sono assolutamente d’accordo con Il Fatto Quotidiano: anche l’occhio e l’orecchio vogliono la loro parte e, purtroppo per lui, Mentana non può essere il giornalista dell’anno 2016. In realtà, se il vero giornalista italiano dell’anno, anche televisivo, è senz’altro quel Marco Travaglio che, specie nei suoi interventi nei vari programmi, ha tenuto alta la bandiera del professionismo italiano in un periodo davvero nefasto per questa tipologia di attività intellettuale…. è pur vero che solo un altro collega avrebbe potuto battere il direttore de IL FATTO: ovvero, l’elegantissimo e professionale Alberto Matano che legge, parola per parola (refuso per refuso?), le critiche al renzismo scritte da Rina Brundu.

Allora sì che non c’é ne sarebbe per nessuno, e pare anche di vederlo Angelino Alfano e gli altri colleghi sintonizzarsi veloci alle 8 di ogni sera di ogni santo giorno, che piova o tiri vento, e saltare per tutto il tempo sulla sedia come fossero anche loro sui carboni ardenti. O delle pillole di Frankestein, appunto!

Rina Brundu

frank

BIOGRAFIA

Alberto Matano (Catanzaro, 9 settembre 1972[1]) è un giornalista e conduttore televisivo italiano conduttore RAI e del TG1 delle 20.00.

Biografia
Comincia a scrivere per l’inserto domenicale del quotidiano Avvenire già negli anni dell’Università. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma nel 1995, collabora con l’agenzia televisiva Rete News a Montecitorio. Nel 1996 supera la selezione per la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.

La carriera televisiva comincia nel 1998 all’ Agenzia ANSA nella redazione di Bloomberg Tv. Diventa giornalista professionista nel gennaio 1999. Pochi mesi dopo firma il primo contratto in Rai al Giornale Radio. Da quel momento segue i principali avvenimenti della politica italiana e i vertici istituzionali. Nel 2004 diventa giornalista parlamentare. Al Giornale Radio Rai conduce anche edizioni speciali e il “Filo diretto” per le elezioni politiche.

Nel 2007 Gianni Riotta lo chiama al TG1. Qui continua a seguire la cronaca politico-parlamentare. Nel 2009 ottiene la nomina a caposervizio della Redazione Interni. Nello stesso anno debutta in video con il settimanale musicale TG1 Note. Nel 2010 diventa conduttore del TG1 di Mezzasera, poi della nuova edizione del TG1 60 secondi. Nel 2012 conduce Unomattina estate. Nel 2013 è uno dei volti del telegiornale delle 13.30 e nello stesso anno approda all’edizione delle 20.00.

Ha condotto l’edizione straordinaria per la nascita del Governo Monti, le dirette delle Conferenze stampa di fine anno del Presidente del Consiglio dei ministri Renzi nel 2014 e nel 2015 lo Speciale TG1 “Aspettando il Presidente”, la telecronaca del Giuramento del Presidente della Repubblica Mattarella, molte edizioni straordinarie del TG1 (tra le altre quelle sull’attacco alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi e sulla strage di Sousse in Tunisia), tutte le dirette da Milano dei principali eventi di Expo 2015, tra cui le cerimonie di apertura e di chiusura. È il conduttore di Speciale TG1 in diretta (tra gli altri quello sulla visita del Papa a Cuba e sugli attentati di Bruxelles). Ha condotto lo Speciale TG1 in prima serata sulla strage di Nizza con l’annuncio in diretta del colpo di stato in Turchia.

Ha condotto l’edizione 2015 del Premio Giornalistico Marco Luchetta e “I Nostri Angeli” da Trieste. Sempre su Rai 1 le edizioni 2015 e 2016 del programma Nostra Madre Terra da Assisi. Ha poi partecipato come ospite ad alcune puntate speciali di Affari tuoi e di Ballando con le stelle. In coppia con Emma D’Aquino ha partecipato come concorrente al quiz Gli italiani hanno sempre ragione ed è stato narratore di una puntata di Techetechetè su Rai 1. Ha condotto l’edizione 2016 del premio di Giornalismo Biagio Agnes.

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