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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ritratto a cavallo – 2016 Annus Mirabilis, 2017 Annus Sabbaticus

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non vorrei che si stesse accortamente aggiustando il celeberrimo paradigma giornalistico di Alberto Arbasino, in virtù del quale «In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di “brillante promessa” a quella di “solito stronzo”, laddove solo a pochi fortunati l’età concede di accedere alla dignità di “venerato maestro”». Insomma, non vorrei che nell’Italia renzista post-rivoluzione digitale si passasse troppo velocemente dalla categoria di brillante rottamatore a quella di venerato padre della Patria ignorando l’imprescindibile step di astuto e scaltro stratega.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

happy-new-year-card-colorful-fireworks-animated-gif-image-2.gifSe dovessi descrivere con una metafora il mio 2016 lo paragonerei ad un grande albero di ciliege sui cui lunghi rami era appeso di tutto, ma che dopo uno strattonamento deciso si ritrova finalmente liberato, più verde e addobbato qui e là dei suoi frutti più maturi, sani e dolci. Vero è che il 2016 è stato un anno mirabilis anche a livello nazionale: raramente, forse mai, si era visto un popolo italiano così determinato a fare piazza pulita della sporcizia, soprattutto politica. Se è vero infatti che al tempo dell’Operazione Mani Pulite, fu la magistratura a fare una prima scrematura di quell’establishment amministrativo corrotto che aveva portato il Paese sull’orlo del precipizio, è pure vero che lo scorso 4 dicembre, anche se oramai dall’interno di quello stesso burrone, è stata la gente qualunque a dire basta: una prima in Italia, appunto, a maggior dimostrazione che non bisogna tirare mai troppo la fune altrimenti poi ce la si ritrova stretta attorno al collo, la disgraziata esperienza del renzismo docet!

Vero è che anche le rivoluzioni riuscite stancano, è nella natura umana stancarsi. Non ho difficoltà a dire che in questi giorni io mi sono stancata del sito. Questo mi dispiace, soprattutto in un periodo in cui prospera come mai prima, ma in genere io non amo le catene di sorta e non permetterò neppure ad un angolo virtuale di esserlo. Certo, l’esperienza mi ha insegnato a non prendere decisioni affrettate: so già che anche solo domani potrei necessitare di scrivere qualcosa che mi preme buttare nero su bianco, una nota, un post-it, uno sberleffo, un input-goliardico, un pensiero più cogitato e dunque non farò nulla che possa impedire queste manifestazioni dello spirito. Non riesco ad immaginare un destino peggiore di quello che hanno avuto coloro che non sono mai riusciti ad esprimersi, a liberare l’estro, ad essere se stessi, a raccontarsi: di fatto è un poco come vivere una intera esistenza in galera e, in alcuni casi, con l’aggravante di non sapere di essere prigionieri. Con l’aggravante di non sapere nulla di questa innaturale mortificazione dell’anima.

Onde per cui, benché sia determinatissima a fare di questo 2017 un anno sabbatico per Rosebud, in attesa di una nuova ripresa più impegnata, magari nel 2018, non ci saranno grossi sconvolgimenti sul sito: i vostri pezzi continuerò a pubblicarli, anche se vi chiedo di avere pazienza, a volte non sarà subito (di norma preferisco attendere di averne un paio sottomano), i miei interventi continueranno ad esserci quando motivazioni diverse lo richiederanno (speriamo, per esempio, che quest’anno che viene si possa andare anche a votare, a maggior rispetto della volontà di quel popolo in rivolta di cui sopra), quando lo chiederà la mia anima, ed è indubbio che ci saranno anche un maggior numero di post “protetti”, laddove dati argomenti preferisco discuterli solo con alcune persone.

È un periodo della mia vita in cui ricerco la strada per una maggior saggezza che, considerando gli anni che passano, potrebbe essere pure breve… nel senso che il cammino che rimane da percorrere si è per forza accorciato. E, francamente, nel percorrere quel cammino preferirei fare a meno di intrattenermi con i soliti pantofolai della cogitazione, con i soliti scribacchini che mandano la cravatta a rappresentarli perché in realtà privi di qualsiasi tempra filosofica, di qualsiasi capacità di ragionamento, di qualsiasi capacità di eleborazione e investigazione, anche a dispetto dei claims-to-glory anelanti, vari e avariati: ho già dato! Anche perché se voglio confrontarmi con la “pochezza” intellettuale mi basta la mia, non vi è alcun bisogno di aggiungere quella degli altri. Senza considerare che sono una che i suoi esami li ha fatti in molti campi, che ha avuto la fortuna di incontrare numerosi personaggi davvero brillanti e dunque poco mi impressionano le lauree, i diplomi, i tomi, nonché tutto l’altro ambaradan che sovente noi umani usiamo come schermo per nascondere il nulla che siamo.

Di buono c’é – lo realizzo soltanto adesso – che questo 2016 mirabilis e di infinite lotte, sembrerebbe essere riuscito a conservare integro il mio spirito battagliero: non è cosa da poco per un blogger d’assalto e per uno spirito-che-scrive determinato come lo sono io. Sempre che non si tratti del canto del cigno: then again, sempre meglio il canto ultimo di un cigno di un cigno che non ha mai cantato.

Buon anno a todos, con tutto ciò che desiderate… ci si risente fra qualche ora, o forse domani, o magari fra una settimana, o più difficilmente fra un mese, seguendo sempre e solo il diktat dell’anima, l’unico di cui mi è sempre importato e di cui continuerà ad importarmi.

Rina Brundu

PS – Un abbraccio particolare a tutte le persone che mi hanno voluto bene in questo anno, che continuano a seguirmi, che hanno riso e “partecipato” alla vita con me, anche se solo in maniera virtuale: al solito non vi prometto nulla, men che meno che migliorerò in futuro, ma se ci siete e continuate ad esserci so pure che un simile cambiamento non me lo chiederete mai: grazie per questo, baci!

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info@ipaziabooks.com

2 Comments on Ritratto a cavallo – 2016 Annus Mirabilis, 2017 Annus Sabbaticus

  1. grazie Emilio, buon anno anche a te. Tu sei certamente uno dei follower della prima ora, irremovibili, che non si riesce a mandare via neppure a spinte:) Grazie, alla prossima. rb

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