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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età cazzara (12) – Ancora sul caso Lotti e sull’omertà mediatica italiana. Sulla rivoluzione informazionale promossa dal Sesto Potere!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

lottifattoOggi sono rimasta senza parole: e pensare che ci sono abituata! Pensare che ritenevo che nessuna nuova trama della mediocre stampa italiana mi avrebbe sorpreso! Vero è che dopo la sorpresa mi è venuto da ridere: la naiveté in dato modo induce sempre alla risata scalcagnata. E chi non riderebbe nel vedere sette su dieci dei primi quotidiani di una nazione medio-grande come l’Italia che dedicano la loro home alla scomparsa della pur rimpianta Carrie Fisher (già Principessa Leila del mitico Star Wars), pur di non parlare dell’immondo caso Consip che vede un ministro dell’attuale Esecutivo Renzi II, pardon, Gentiloni I, indagato “per favoreggiamento e rivelazione di segreto”?

A scanso di equivoci ribadisco che qui non si sta parlando di giornaletti italiani qualunque (vedi gli screenshot in calce), ma dei maggiori quotidiani italiani, quelli che dovrebbero essere i mastini, i cani da guardia della libera informazione e dulcis in fundo i fustigatori delle malefatte della casta politica. Fortunatamente per noi viviamo tempi digitali dove, come ha dimostrato il recente Referendum italiano e l’elezione di Trump in America, dell’informazione proposta da queste “testate” ne possiamo fare tranquillamente a meno. Per fortuna viviamo tempi dove il potere di “intermediazione” è oramai ridotto all’osso, specie grazie a una popolazione che nonostante tutto ha un livello culturale average di norma superiore a quello che vive dentro queste redazioni, sovente costituite da residuati mediatici di un’età differente e forse già dimenticata, certo però che non si può che sorriderne.

In qualsiasi altro Paese ci si sarebbe anche chiesti: ma non c’é nessuno che controlla il “ritorno” che producono questi quotidiani? Insomma, chi ti compra un giornale che hai sorpreso in infinite occasioni a nasconderti i fatti? Non lo possiamo fare in Italia, purtroppo! Nel nostro Paese questi dubbi vengono resi ridondanti da due  fattori importanti: 1) le sovvenzioni pubbliche che ancora ricevono la maggior parte di queste “imprese” di business (insomma, paradossalmente li stiamo pagando di tasca nostra per non informarci!) e 2) il fatto che i giornali in generale non esistono per “informare”, quando piuttosto per agire come contundente arma politica tesa a proteggere gli interessi personali e/o corporativi di Tizio e di Caio.

Che dire di più? Onore e gloria al Sesto Potere! Onore e gloria alle menti raziocinanti che lo hannno reso possibile. Onore e gloria a quella Rete che ci ha infine liberato da cotanta tirannia e ha promosso la più grande rivoluzione informazionale, culturale, politica e civile della Storia. E chissà, forse un giorno lo capiranno anche i direttori di queste datate testate votate all’omertà mediatica per elezione, formazione, per destino, e così facendo smetteranno di rendersi ridicoli. Sic!

Rina Brundu

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