PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Speciale Teoria degli Antichi Astronauti – un bignami sui-generis. Da Erich von Däniken alla nascita dell’uomo sitchiniano schiavo di miniera a un eccezionale documento NASA sulle “visioni” di Ezechiele.

Serie “Attento a non aprire troppo la mente perché quel poco di cervello che ti resta potrebbe caderne e spiaccicarsi a terra. Evita inoltre di bagnarla, tale materia grigia, con troppa acqua benedetta perché potrebbe andare comunque a male”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Antichi astronauti tra le rocce della Val Camonica (Italy, source the Net).

di Rina Brundu.

Così come feci a Ferragosto quando, dando molti internauti abituali impegnati al mare a mostrar le chiappe chiare, ne profittai per buttare nel calderone del sito lo spinoso argomento degli NDE e OBE, voglio adesso usare qualche momento di questa tranquilla giornata post-natalizia, ante imminenti partenze per le vacanze invernali, per parlare di un altro tema altrettanto accidentato. Si tratta di una tematica che per sua natura non ritengo nelle corde dell’italiano-medio cattolico-ad-oltranza, ma avviso che eventuali pernacchie saranno restituite al mittente caricate a mille, mentre va benissimo se mi scomunicate, mandate maledizioni tipo woodoo e insomma esibite tutto il campionario tipico della superstizione conclamata. Non ho problemi su queste robe: del resto ognuno fa quel che può. Suggerisco soltanto – nel caso in cui il vostro target fosse di allontanare la iella – di non toccarvi nelle parti intime se avete ospiti in casa, magari il vostro capo ufficio, per fare questo attendete il ritorno al lavoro.

Dopo avere convenientemente settato il mood per questo scritto, confesso pure che ad indurmi a proporlo quest’oggi è stato l’articolo del bravo prof Renzetti che ho pubblicato ieri sera: “Divinità ieri, santi oggi. Un imbroglio millenario della Chiesa di Roma. Le origini PAGANE del Natale e il SESSO: l’ossessione del Cristianesimo”. Di fatto, nonostante la giusta carica dissacrante, e soprattutto knowledgeable e veritiera di questi scritti, confesso che l’intendimento del mio intelletto vive in tutta altra dimensione e non riesce neppure a capire perché si debba spendere tempo a demolirle queste storielle bibliche: cui prodest?

Naturalmente mi rendo conto di come questa accozzaglia di immani puttanate (non me ne vogliano i padri della Chiesa che dovessero intrattenersi a leggere queste note, ma come ben sappiamo chiamare la rosa con altro nome non ne cambierebbe il profumo), abbia costituito per millenni la spina dorsale della nostra cultura. Un backbone religioso e pseudo-moraleggiante di cui anche volendo non si può fare a meno. Un costrutto immaginifico che a differenza delle fiabe di Andersen, è stato usato nel corso dei secoli da personaggi anche validi per guidare i popoli dentro i percorsi bui della nostra ignoranza di uomini, nel tentativo di raggiungere una qualche luce che naturalmente non c’era ma che nel suo atteggiarsi a traguardo credibile proponeva speranza.

Insomma, detto davvero in breve, perché non ho tempo di fermarmi a dirimere, immagino ci sia pure stata una qualche utilità in queste scritture cosiddette “bibliche” viste come testi “sacri”: magari hanno aiutato il nostro percorso nei momenti più difficili, magari (e più probabilmente) quei percorsi più difficili li hanno determinati… certo è che non lo so e non mi interessa saperlo. Ciò che qui mi preme dire è che come cittadina degli anni 2000 e come spirito che si ritiene, a torto o a ragione, aperto e cosciente, io non posso accettare neppure una virgola di questa tipologia di letteratura per scopi di costruzione della mia capacità intellettuale e spirituale. Per me questi scritti hanno la stessa valenza che hanno le fiabe analizzate dall’immenso Vladimir Propp: le loro dinamiche gettano una qualche luce su quella che è stata la nostra storia dei momenti più bui, ma tutto finisce lì.

Dirò di più, anche se non è la prima volta che lo scrivo: io non ho alcun rispetto, né umano né intellettuale per qualsiasi personaggio che in un qualsiasi modo, in qualsiasi salsa, a qualsiasi titolo (parlo specialmente di quegli immondi personaggi che si qualificano con il titolo di teologi e così facendo offendono la dignità dei tanti spiriti di scienziati e filosofi che sono morti nel tentativo di regalarci scampoli di verità sulla nostra vera natura), utilizzi questi antichi racconti per giustificare i suoi dealings, li somministri come strumenti didattici per menti giovani, li utilizzi per spingere la gente a inginocchiarsi in Chiesa, a battersi il petto in maniera contrita, a recitare preci di qualsiasi tipologia, a bagnarsi con acque cosiddette benedette, ad avvilire la mente con percorsi pseudo-moraleggianti la cui validità è tutta da dimostrare, etc etc etc.

I peggiori, dentro queste malsane categorie pseudo-intellettuali umane, sono poi quelli che si dicono scienziati, studiosi di matematica o di altre scienze, ma che non appena possono svendono le dinamiche logiche che dovrebbero insegnare per un buon bagno dentro il battistero della superstizione e dell’ignoranza, vittime della loro stessa inesistente tempra morale e filosofica, vittime delle loro ataviche paure scaltramente nascoste, portatori di esempi didattici perniciosi e censurabili sotto qualsiasi punto di vista.

Ho pure già scritto di come io ritenga questi personaggi dei veri e propri terroristi dello spirito che in un qualsiasi contesto civile sano verrebbero banditi per il danno incalcolabile che procurano senza peraltro rendersene conto: perchè di fatto non c’é male peggiore di quello procurato pensando di fare il bene. Questo aspetto ci tengo a ribadirlo, in maniera chiara e netta. Ho speso infatti buona parte di quest’anno a pregare coloro che si sentono offesi da questi ragionamenti di non frequentare Rosebud, perché su questo sito, almeno fino a che lo animerò io, non si farà nessuno sconto alla superstizione o a modelli che considero altamente diseducativi.

Mi rendo perfettamente conto che il percorso di ciascuna anima è diverso, ma chi volesse continuare nel solco tradizionale, fuori da queste pagine troverà infiniti luoghi virtuali che gli/le potranno essere di conforto (purtroppo anche sugli schermi del nostro immondo servizio televisivo pubblico ad ogni ora del giorno e della notte). Rosebud vuole essere invece un porto per quei pochi che la pensano diversamente e che per la crescita del loro intelletto vogliono promuovere percorsi alternativi basati sull’esperienza, sul metodo scientifico, su una visione assolutamente pragmatica delle cose del mondo, su una visione che sicuramente non significa chiusura verso il metafisico, tutt’altro!

Fatta questa lunga, epidermica, ma doverosa premessa tesa soprattutto a ribadire che le religioni per quanto mi riguarda non sono solo l’oppio dei popoli, ma sono pure il loro lsd, le droghe di ultima generazione, il peggio del peggio che possa capitare ad una mente capace e che nel mio percorso formativo hanno la stessa valenza che ha una cacca di mosca (ecco svelata dunque la cagione della mia insofferenza anche quando leggo articoli tesi a demolirle: perché perdere tempo a demolire il nulla?), voglio muovere oltre. Nello specifico in questo breve pezzo voglio presentare una opzione cogitativa un po’ particolare che potrebbe giustificare i racconti biblici (e non solo quelli) sotto prospettive completamente diverse, ma che a momenti ha sicuramente maggior senso delle opzioni offerte da qualsiasi religione umana.

Preciso però che neppure questa particolare teoria ha mai avuto un qualsiasi riscontro sul piano factual e pertanto va presa con le pinze (bisogna aprire la mente sempre e solo quel tanto che basta, quando non si hanno prove empiriche!), specie quando si considerano tante (troppe?) affermazioni sciocche di molti suoi divulgatori che in alcuni casi sono dei meri cialtroni, ma sicuramente è e resta una teoria affascinante. Specifico infine che si tratta di una teoria rifiutata dalla scienza main-stream, ma se consideriamo che Galileo è stato riabilitato dopo mezzo millennio… un qualche piccolo sforzo per ascoltare chi propone visioni-diverse lo possiamo sempre fare, o no?

Andiamo dunque a parlare, in modalità bignami, ovvero molto molto ristretta, della mitica teoria degli Ancient Aliens, che in italiano potremmo chiamare la Teoria degli antichi astronauti.

Ma che cos’é la teoria degli antichi astronauti? Detto molto in breve è una speculazione proposta da diversi personaggi, tra i quali alcuni anche molto capaci, in virtù della quale la terra in epoche remotissime sarebbe stata visitata da astronauti provenienti da altri mondi, i quali avrebbero aiutato lo “shaping” della nostra civiltà e sarebbero intervenuti direttamente anche a manipolare la nostra stessa essenza di esseri intelligenti.

Dove sarebbero le prove che giustificherebbero queste ipotesi? Le prove sarebbero rintracciabili nella infinita letteratura che in ogni angolo del globo, a qualsiasi latitudine, in forma di racconti più o meno lunghi, di leggende, di graffiti sulla roccia (vedi nella featured image, quelli della Val Camonica), parla di questi esseri venuti dal cielo che avrebbero in qualche modo colonizzato e spesso aiutato la specie umana ad evolversi. Inoltre, queste prove si troverebbero soprattutto nei muri titanici delle infinite costruzioni megalitiche presenti dovunque sotto il sole.

Il personaggio che più di ogni altro ha contribuito a rendere popolare questa peculiarissima ipotesi è senz’altro quell’Erich von Däniken (1) che alla fine degli anni 60 pubblicò il celeberrimo Chariots of the Gods, un tomo che vendette circa 63 milioni di copie e che resta ad oggi uno dei libri più venduti di tutti i tempi. Altri ancient aliens theorists molto attivi sono Giorgio Tsoukalos e David Hatcher Childress, anche se francamente codesti signori mancano completamente, a mio avviso, del necessario know-how formativo e intellettuale e sovente tendono a muovere dal sensato alla mera sciocchezza.

Secondo me, dopo von Däniken, il personaggio che merita maggior credito quando si parla di ancient aliens è il defunto Zecharia Sitchin(2). Sitchin è stato uno studioso unico, conoscitore delle antiche civiltà e dei Sumeri in particolare, interprete delle tavolette cuneiformi che raccontano le storie di queste popolazioni vissute in Mesopotamia, i loro miti, incluso quello famosissimo di Gilgamesh (da cui prenderebbero spunto le storie bibliche).

Non ho tempo di stare a raccontare neppure un attimo di ciò che propone Sitchin, mi preme precisare però che non lo seguo in tutto. Per esempio non lo seguo più quando parla del dodicesimo pianeta Nibiru e di molte altre sciocchezze cosmologiche di cui non aveva evidentemente cognizione e quindi difficilmente avrebbe potuto “interpretare”.

Il “gist” della sua teoria però resta a mio parere valido e sicuramente molto più plausibile delle numerose teorie bibliche che ci parlano di adami e di eve, di serpenti, roveti ardenti e di tutto il solito ridicolo carrozzone superstizioso.

Secondo Sitchin, infatti, o per meglio dire, secondo le storie dei Sumeri che lui avrebbe interpretato, in un’epoca remota (in qualche luogo si parla di circa quarantamila anni fa, ma queste date variano anche sensibilmente da autore ad autore), la terra sarebbe stata visitata da un popolo alieno.

Quale sarebbe stato il motivo per cui questi viaggiatori dello spazio sarebbero giunti fin qui? Nessun motivo particolarmente elevato o degno. Molto più prosaicamente ricercavano un pianeta da cui poter estrarre oro da utilizzare nella loro terra di provenienza. Al tempo del loro arrivo, la nostra Terra era ancora abitata dagli ominidi darwiniamente evolutisi: diverse razze fondamentalmente primitive che all’inizio furono completamente ignorate dagli alieni. Codesti astronauti infatti si dedicarono subito all’estrazione del prezioso metallo.

Sembrerebbe però che l’attività estrattiva fosse tanto pesante allora quanto lo è oggi e, come sempre accade in queste circostanze, non importa quale sia il tuo pianeta di provenienza, i furbi delegarono quel lavoro alla fanteria mentre loro si riservarono i compiti manageriali e di controllo. Naturalmene non passò troppo tempo prima che la fanteria si lamentasse e guidata da un loro capo – una sorta di Landini ante-litteram con la differenza che questo alieno aveva lavorato anche lui in miniera – si ribellò ed entrò in sciopero: semplicemente questi poveri alieni non volevano più uccidersi di lavoro nelle miniere terrestri!

Che fare? Si chiesero allora i capi alieni riuniti in un consiglio urgente: mica si poteva tornare indietro a raccontare all’imperatore che avevano fallito, manco a parlarne! Com’é come non è, ecco che a qualcuno viene una “brillante” idea: perché non usiamo gli ominidi autoctoni come schiavi minatori? Cheeee?!! Rispose subito qualcun altro: ma se non capiscono una cippa? Come facciamo a farci obbedire?!!

Fortuna che con loro c’era una femmina aliena scienziata (che diverrà poi la dea madre di infinite tradizioni religiose e culturali terrestri), che azzardò: perché non li modifichiamo geneticamente fino ad ottenere un individuo passabile che serva ai nostri scopi?? Detto fatto l’incredibile piano venne approvato e azionato. Questi “esseri superiori” presero il loro collega che aveva capeggiato la rivolta nelle miniere, lo ammazzarono, ne estrassero il DNA che poi mixarono con quello di un esemplare di ominide catturato nella foresta e… L’UOMO (chiamato l’Adamo) ERA NATO!! O giù di lì.

Toglietevi dunque ogni altra idea dalla testa: noi siamo nati Fantozzi nel destino, ovvero come schiavi da destinarsi al lavoro in miniera! Di converso siamo pure nati figli di quei “dei”, modellati a loro “immagine e somiglianza”, proprio in virtù di questo progenitore alieno ribelle e dunque in realtà abbiamo le stesse capacità di quei visitatori, cosa che loro stessi non tardarono a realizzare.

C’é da aggiungere anche che l’uomo non nacque subito perfetto: proprio come potrebbe confermare il prof Antinori, prima di ottenere il risultato furono necessari tanti esperimenti, alcuni non propriamente riusciti, che portarono anche alla creazione di veri e propri mostri (che del resto si possono ammirare meravigliosamente raffigurati nelle strutture archeologiche irachene, almeno in quelle che si sono salvate alla carica criminale dell’ISIS in tempi recenti).

Sull’altro versante questa manipolazione genetica sarebbe stata un così grande successo che non appena nacquero i primi esemplari validi, questi furono messi in un territorio protetto (il giardino dell’Eden?), per impedire loro di mischiarsi nuovamente con gli ominidi che piano piano si sarebbero estinti. In alcuni testi si parla addirittura dei 40 anni spesi dagli Ebrei a vagabondare nel deserto come di una continuazione di quelle pratiche di breeding controllato: che questo possa giustificare l’innegabile maggior intelligenza dei rappresentanti di questo popolo che da solo si è portato a casa circa il 30% di tutti i primi Nobel finora assegnati? Chissà! Tutto può essere… Certo è che dopo il grande salto fatto dalla genetica negli ultimi anni, la clonazione della pecora Dolly e gli altri esperimenti più o meno confessati in questo settore, diventa più difficile sminuire le storielle di Sitchin…

Crederci, non crederci? Ognuno deve procedere nel suo percorso come crede, vero è però che chi classifica queste opzioni come mere sciocchezze deve avere anche l’onestà intellettuale di concordare con me sulle “immani puttanate” di cui parlavo nell’incipit, altrimenti il suo status-intellettuale non è diverso da quello degli ominidi di cui sopra, non importa quante “lauree” potrebbero intervenire a sostenere la sua ipotesi. In ogni caso io mi fermo qui (magari un giorno proporrò una analisi dettagliata di qualcuno dei tanti testi e lavori di Sitchin), perché non ho tempo di raccontare altro, così come non ho tempo di correggere la forma di questo mio ennesimo scritto di pancia… e poi il mio scopo era solo instillare un dubbio.

Meglio ancora, il mio scopo era mostrare una diversa via di ragionamento, una via più adatta alle necessità intellettive dei tempi che viviamo e che si estrinsichi fuori dalle obsolete dinamiche religiose… Infine, per dimostrare qualcosa nel mio dire, scelgo, tra i tanti argomenti favoriti dagli ancient aliens theorists, un fattoide che a mio avviso può spiegare senza troppe parole e non necessita, per chiarirsi, di didascalie didattiche di sorta. Ciascuno poi si potrà fare la propria opinione e decidere di conseguenza. Andiamo quindi a vedere…

UN DOCUMENTO ECCEZIONALE – IL CASO BIBLICO DELLE VISIONI DEL PROFETA EZECHIELE (3) COME VISTO DA RAFFAELLO E COME VISTO DAGLI SCIENZIATI DALLA NASA (VIA ERICH VON DANIKEN).

ECCO INFATTI COME AL TEMPO DI RAFFAELLO, QUALCHE SECOLO FA, VENIVANO LETTE LE VISIONI TETRAMORFICHE DEL PROFETA EZECHIELE…

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ED ECCO COME SONO STATE REINTERPRETATE, QUELLE STESSE “VISIONI”, DA ALCUNI SCIENZIATI NASA CHE HANNO LAVORATO CON ERICH VON DANIKEN – DOPO CHE SI SONO LETTI I TESTI ORIGINALI DELLA BIBBIA IN TRE LINGUE…. MA, SOPRATTUTTO, INVITO TUTTI A VEDERE L’INTERA FANTASTICA RICOSTRUZIONE ANIMATA IN CHIAVE MODERNA DI QUELLE VISIONI, RICERCANDO IL VIDEO SU YOUTUBE… E POI MEDITATE GENTE… MEDITATE SU COME SIA DESTINATO A MUTARE IL SENTIRE UMANO CHE ABBANDONA LE VIE DELLA SUPERSTIZIONE PER SEGUIRE QUELLE DELLA CONOSCENZA, DELL’ESPERIENZA E DELLA TECNOLOGIA.

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ENJOY!

(1) erich-von-daniken_1610Erich von Däniken, scrittore svizzero nato nel 1935.

2) zechariasitchinZecharia Sitchin (Baku, 11 luglio 1920 – New York, 9 ottobre 2010).