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Giornalismo italiano – Del silenzio mediatico sul grave caso Luca Lotti. Ma cosa accadrebbe se in Italia non ci fosse il giornalista Marco Travaglio?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

lotti“Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso”. Così parlò il grande Indro Montanelli a proposito del giornalista Marco Travaglio.

Decadi dopo questo discorso lo si può parafrasare e rendere più o meno così: “Certo, per un lettore italiano, poter leggere un Marco Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a raccontarti il dettaglio dell’ultima malefatta e a sbattertela senza troppi complimenti in prima pagina è un bel conforto”. Proprio così: ma cosa accadrebbe se Marco Travaglio non ci fosse?

Cosa accadrebbe? Lo abbiamo visto durante il renzismo e lo stiamo vedendo in questi giorni caldi dopo la sua disfatta, quando dopo avere pensato che il governo di Matteo Renzi era stato liquidato convintamente dal popolo italiano, abbiamo dovuto realizzare che a seppellirlo in maniera definitiva saranno invece i suoi stessi immondi scandali. Lo stiamo vedendo in queste ore in cui l’Italia corrotta post-renzista, oltre ad un governo composto da ex-ministri idealmente trombati dal popolo, da ex studenti della scuola secondaria assurti al ruolo di massimi rappresentanti delle istituzioni e che, in alcuni casi, sembrano contentarsi della partenza all’estero dei loro connazionali più giovani e capaci, è rappresentata da un cosiddetto neo ministro dell Sport, tal Luca Lotti, fedelissimo di Matteo Renzi, che risulterebbe indagato con accuse pesantissime e ancora avrebbe la faccia tosta di non dimettersi.

Ma, soprattutto, lo stiamo vedendo nel silenzio mediatico totale che avvolge questa faccenda. Dal silenzio immondo che, con esclusione del giornale Il Fatto Quotidiano, sputtana una volta per tutte la sostanza e la supposta qualità del giornalismo italiano, faccenda sulla quale non ci eravamo mai illusi. Grazie cielo per Marco Travaglio, dunque, e che si conservi in salute perché se c’é qualcuno di cui l’Italia moderna ha bisogno è proprio di lui e dell’esempio che riesce a dare; e ne avrà bisogno fino a quando non ci saranno leve giovani a cui possa passare il timone con una certa sicurezza, onde garantire alla nostra nazione una minima dignità d’intelletto.

Con il Marco Travaglio di questi giorni io dissento solo su un argomento: l’apparente pessimismo che lo sta prendendo a proposito della possibilità per i pentastellati di gestire una nazione così corrotta. Non sono d’accordo. Dopo 70 anni in cui l’Italia è stata governata dalla feccia della società – perché questo ora lo possiamo dire a ragion veduta e in virtù delle infinite sentenze di condanna che vengono raccontate anche in questi giorni – sarebbe impossibile pensare che costoro vadano a scomparire “gently into the night”. Combatteranno fino alla fine, manderanno avanti, come stanno facendo, i loro sgherri mediatici, useranno il lecito e l’illecito pur di tentare di sopravvivere.

Ma… c’é un ma… non hanno calcolato che dall’altra parte c’é un popolo italiano che pare sempre più accorto, più culturalmente vivace, più determinato a partecipare alla sua vita democratica (come ha ampiamente dimostrato 20 giorni fa), e che sembrerebbe deciso anche a salvare sia la sua dignità che la sua eredità democratica ideale. C’é una magistratura che funziona, forze di polizia di cui andare fieri.

Soprattutto, ci sono i giovani che hanno votato e voteranno sempre più in massa contro questa datata Italia corrotta e con il sedere attaccato allo scranno. Insomma, ci vorrà quel che ci vorrà ma alla fine si riuscirà. Nel frattempo, grazie davvero a Marco Travaglio e ai pochi altri giornalisti come lui a cui dobbiamo la nostra dignità di cittadini italiani contemporanei che hanno avuto la sfortuna di vivere quello che è forse il periodo più osceno della nostra storia nazionale.

Rina Brundu

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