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L’età cazzara (11) – Perché Luca Lotti non si dimette? Chi è Luca Lotti? Qualche altra domanda “pregnante” e un’apologia dei magistrati, degli agenti, e dei carabinieri italiani che spendono le loro carriere e le loro vite per l’Italia.

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AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

lotti3Ormai viene anche difficile trovare le parole, quindi bisogna usare quelle più semplici. Anche le domande sono semplici in realtà: perché il neo ministro Luca Lotti non si dimette? Chi è Luca Lotti? Di lui sappiamo che è stato una sorta di braccio armato del renzismo, un uomo di fiducia del ducetto, uno che, si legge, ha avuto sempre una sola mira: la delega ai servizi segreti.

Gli altri interrogativi sono pure semplici: perché? Perché questa “delega” è sempre stata nelle mire del renzismo? Ah, saperlo. Ma forse saperlo non è neppure tanto importante. Il buon senso ci permette di speculare che i motivi, qualunque fossero, non potevano essere troppo degni. La mia speranza di cittadina che ama il suo Paese è che a personaggi come Luca Lotti, e a tutti gli altri che girano intorno a questo famigerato Giglio Magico renzistico, non vengano mai consegnate “chiavi” così importanti nella gestione dei nostri interessi nazionali.

Se il 4 dicembre scorso ci ha pensato il popolo italiano a fermare l’avanzata di questi veri e propri mostri della pseudo-politica moderna, forse adesso è venuto il tempo che ci pensino le istituzioni a fermarli. Si spera, insomma, che dentro i servizi ci siano personaggi che hanno davvero a cuore le sorti del nostro Paese e che costoro facciano di tutto, il lecito e se necessario l’illecito, per mettere un freno a questa barbarie che più il tempo passa più appare come un vero e proprio attacco mirato e organizzato al cuore delle istituzioni repubblicane e democratiche. In questi servitori dello Stato io ripongo la mia fiducia e così credo la ripongano milioni di italiani.

Da questo punto di vista, e in una giornata in cui, dopo l’uccisione del killer di Berlino, abbiamo testimoniato l’ennesima prova brillante di un’Italia low-profile ma che funziona, non si può che rivolgere il pensiero ai tanti magistrati che spendono le loro carriere a protezione della nostra democrazia, e ai tanti agenti della polizia, dei servizi, e dei carabinieri che mettono in pericolo le loro vite per noi anche quando i loro vertici gozzovigliano idealmente e si starebbero muovendo a braccetto con quegli altri personaggi da evitarsi, almeno a sentire le notizie-scoop di ieri. E in un Paese “ricondizionato” ora dopo ora, minuto dopo minuto, da un servizio pubblico televisivo i cui dirigenti operano, secondo me, quotidianamente, nella terra incognita che sta a metà strada tra i “doveri” del servilismo più becero e le pericolose strade dell’alto tradimento dell’eredità democratica di una nazione. In un Paese che non ha ancora tutti gli anticorpi culturali per respingere questi scaltri attacchi corporativi in maniera più determinata e convinta.

Non sarà molto ma almeno voglio togliermi la soddisfazione di scriverlo: questi magistrati, questi poliziotti, questi agenti dei servizi, questi carabinieri mi rappresentano, Luca Lotti e il Giglio Magico di Matteo Renzi non mi rappresentano.

Se codesto signore, se codesto Luca Lotti avesse anche solo un’idea di cos’è la dignità per un’istituzione democratica, colpevole o innocente si sarebbe già dimesso, ma non mi stupisce che stia ancora lì. La speranza è che possa essere convinto altrimenti molto presto, con le buone o con le cattive!

Rina Brundu

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