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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età cazzara (11) – Perché Luca Lotti non si dimette? Chi è Luca Lotti? Qualche altra domanda “pregnante” e un’apologia dei magistrati, degli agenti, e dei carabinieri italiani che spendono le loro carriere e le loro vite per l’Italia.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

lotti3Ormai viene anche difficile trovare le parole, quindi bisogna usare quelle più semplici. Anche le domande sono semplici in realtà: perché il neo ministro Luca Lotti non si dimette? Chi è Luca Lotti? Di lui sappiamo che è stato una sorta di braccio armato del renzismo, un uomo di fiducia del ducetto, uno che, si legge, ha avuto sempre una sola mira: la delega ai servizi segreti.

Gli altri interrogativi sono pure semplici: perché? Perché questa “delega” è sempre stata nelle mire del renzismo? Ah, saperlo. Ma forse saperlo non è neppure tanto importante. Il buon senso ci permette di speculare che i motivi, qualunque fossero, non potevano essere troppo degni. La mia speranza di cittadina che ama il suo Paese è che a personaggi come Luca Lotti, e a tutti gli altri che girano intorno a questo famigerato Giglio Magico renzistico, non vengano mai consegnate “chiavi” così importanti nella gestione dei nostri interessi nazionali.

Se il 4 dicembre scorso ci ha pensato il popolo italiano a fermare l’avanzata di questi veri e propri mostri della pseudo-politica moderna, forse adesso è venuto il tempo che ci pensino le istituzioni a fermarli. Si spera, insomma, che dentro i servizi ci siano personaggi che hanno davvero a cuore le sorti del nostro Paese e che costoro facciano di tutto, il lecito e se necessario l’illecito, per mettere un freno a questa barbarie che più il tempo passa più appare come un vero e proprio attacco mirato e organizzato al cuore delle istituzioni repubblicane e democratiche. In questi servitori dello Stato io ripongo la mia fiducia e così credo la ripongano milioni di italiani.

Da questo punto di vista, e in una giornata in cui, dopo l’uccisione del killer di Berlino, abbiamo testimoniato l’ennesima prova brillante di un’Italia low-profile ma che funziona, non si può che rivolgere il pensiero ai tanti magistrati che spendono le loro carriere a protezione della nostra democrazia, e ai tanti agenti della polizia, dei servizi, e dei carabinieri che mettono in pericolo le loro vite per noi anche quando i loro vertici gozzovigliano idealmente e si starebbero muovendo a braccetto con quegli altri personaggi da evitarsi, almeno a sentire le notizie-scoop di ieri. E in un Paese “ricondizionato” ora dopo ora, minuto dopo minuto, da un servizio pubblico televisivo i cui dirigenti operano, secondo me, quotidianamente, nella terra incognita che sta a metà strada tra i “doveri” del servilismo più becero e le pericolose strade dell’alto tradimento dell’eredità democratica di una nazione. In un Paese che non ha ancora tutti gli anticorpi culturali per respingere questi scaltri attacchi corporativi in maniera più determinata e convinta.

Non sarà molto ma almeno voglio togliermi la soddisfazione di scriverlo: questi magistrati, questi poliziotti, questi agenti dei servizi, questi carabinieri mi rappresentano, Luca Lotti e il Giglio Magico di Matteo Renzi non mi rappresentano.

Se codesto signore, se codesto Luca Lotti avesse anche solo un’idea di cos’è la dignità per un’istituzione democratica, colpevole o innocente si sarebbe già dimesso, ma non mi stupisce che stia ancora lì. La speranza è che possa essere convinto altrimenti molto presto, con le buone o con le cattive!

Rina Brundu

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