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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sullo scontro Mario Sechi vs un formidabile Marco Travaglio dalla Gruber. C’era anche Orfini (PD). Sul perché dati giornali “storici” saranno ricordo mediatico entro un lustro.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

orfini-travaglioDa qualche settimana non guardo più Otto e mezzo (La7) quotidianamente come facevo prima del Referendum. L’ho abbandonato dopo che ho notato un certo riposizionamento della Gruber sulle posizioni renziste più intransigenti. Adesso mi limito a rivedere online le puntate che mi interessano, di norma quelle in cui è presente il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

Così ho fatto anche per la puntata di ieri che ho rivisto stasera ed è titolata “Il PD all’attacco di Virginia Raggi”. Gli ospiti in studio erano Mario Sechi, editorialista de Il Foglio, di matrice ferrariana-renzista, e Matteo Orfini, Presidente del PD.  Marco Travaglio era collegato in esterna e per fortuna c’era perché ascoltare Orfini che con voce chioccia perora la pseudo-morale renzista mentra getta secchiate di merda gratuita sui cinque stelle è questione che incita al cambio di canale in un secondo netto. Come non bastasse le idee orfiniane che il caso Raggi e il caso Mafia Capitale si equivalgano o che la figura del Buzzi ergastolano al tempo di Marino sia equiparabile a quella del Marra con la fedina penale pulita che ha operato in Campidoglio negli ultimi mesi, parlano per lui più di mille altri ragionamenti. Ragion per cui mi limiterò ad osservare che in quella particolare puntata del programma c’era anche Orfini, a mio avviso è più che sufficiente.

Molto più interessante è stato, secondo me, l’altro scontro nel background che si è manifestato durante la trasmissione, ovvero quello tra Marco Travaglio e Mario Sechi, il giornalista di Giuliano Ferrara che ormai sembrerebbe essere passato pure lui (lui, Sechi, Ferrara è già nell’Olimpo degli adepti più fedeli da anni), dalla parte dei difensori dell’indifendibile renzistico. Peccato! Peccato perché Mario Sechi aveva sempre dato l’impressione di essere una mente capace anche di ragionare oltre gli ovvi paletti imposte dalla famiglia giornalistica di appartenenza. Cioè, lo avrei detto più spiritualmente indipendente rispetto alle opinioni espresse dal suo giornale. Certo però che quando le “nuove” posizioni scadono nel ridicolo c’é da preoccuparsi. Per esempio, intellettualmente imbarazzante è stato il momento in cui Travaglio gli ha fatto notare come il bilancio di Roma quest’anno sia stato bocciato perché non c’erano soldi a disposizione (faccenda piuttosto conosciuta da cani e gatti qualunque), mentre negli anni passati, quando quei soldi venivano portati via nessuno si è azzardato a dire nulla e Sechi non è riuscito a fornire altra spiegazione per quella bocciatura di una supposta incompetenza della Raggi, di fatto dando l’impressione di fare da portavoce alle ragioni politiche e interessate di Orfini.

Se è vero perciò che l’ennesimo attacco mediatico PD contro i pentastellati, via caso-Raggi, avrà senz’altro procurato nuovi adepti alla causa pentastellata e pure vero che più il tempo passa più capiamo come sarà e come dovrà essere il giornalismo di domani. Domani – e già oggidì, almeno per quanto mi riguarda. come ho specificato nell’incipit – i giornali e i giornalisti a cui dar credito ce li sceglieremo noi: l’unica modalità sicura per assicurarci di non-essere inculati dalla notizia.

A questo proposito leggevo poco fa di come Il Fatto Quotidiano sarebbe diventato il terzo giornale italiano più letto su Facebook. Non frequento Facebook ma la cosa non mi sorprende, penso pure che non ci vorrà troppo perché diventi il primo. Arrivo finanche a dire che fra un lustro molti giornali italiani “storici” saranno già ricordo (e poi più avanti ancora più velocemente in virtù del ricambio generazionale): davvero un piccolo pegno da pagare rispetto alla possibilità di riuscire finalmente ad avere informazione indipendente e non-asservita al ducetto di turno. Una prima in Italia: qualcuno lo dica anche a Sechi e a Ferrara e si assicuri che mentre ascoltano siano seduti, Ferrara specialmente. Sic!

Rina Brundu


FATTOIDE MEDIATICO – LA CENSURA QUOTIDIANA

La notizia del giorno de Il Fatto Quotidiano, completamente censurata dal Corriere della Sera

giglio

corrierecensura

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