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L’età cazzara (9) – Il ducetto smentisce se stesso e torna in campo. Sull’attacco di Giachetti a Speranza e su un aggiornamento dell’articolo del Prof. Renzetti a proposito della Fedeli.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

ducettoSperanza di cambiamento, si pensava. Figuriamoci! Non sono passate neppure 24 ore dal coraggioso annuncio di Roberto Speranza di voler sfidare Renzi per la Segreteria del partito, con l’intento di riportare dignità e credibilità a quella formazione politica, che già gli sgherri del ducetto di Rignano lo hanno fatto fuori durante l’odierna direzione PD. Si legge su Il Fatto Quotidiano: “L’attacco più duro contro la minoranza del partito è arrivato dal deputato ed ex candidato sindaco in Campidoglio Roberto Giachetti. “Caro Matteo”, ha esordito, “dici che non cacci via nessuno ma io rivendico anche quella politica dove qualcuno ha ancora l’etica di domandarsi se ha ancora senso stare in quella comunità, che ci fa ancora qui…(…)…. Ancora in queste ore rimango leggermente allibito quando leggo il novello Davide Roberto Speranza dire che è una sua proposta. Ho cercato parole ortodosse per dire cosa io penso. E penso: Roberto Speranza, hai la faccia come il culo”.

Ha la faccia come il culo? Giachetti dev’essersi confuso. Oppure il suo è stato un lapsus: magari era stato catarticamente e troppo a lungo impegnato ad ascoltare il boss, il quale, nuovamente smentendo se stesso, minacciava quel popolo italiano che lo ha già rispedito a casa bocciato due settimane fa, di un suo ritorno sulla scena politica (ritorno? Quando mai se n’é andato?), che, forse, nel girarsi di scatto verso Speranza non ci ha capito più niente, non ha saputo più distinguere. Insomma, l’imprint della faccia come il culo del Rambo di Rignano lo ha psicologicamente soggiogato e lui, suo malgrado, l’ha proiettata sul collega Speranza.

Tutto può essere in quest’Italia delle meraviglie. In quest’Italia post-renzismo impegnata a raccogliere le macerie di un triennio di amministrazione civile e politica immonda, spaventosa e che, ciliegina sulla torta, si è chiusa con il settaggio di un Renzi II, pardon, Gentiloni I, che è un vero e proprio insulto alla dignità civile, democratica e politica di un popolo. Da questo punto di vista mi colpisce come l’indignazione, anche in Rete, sia lungi dall’essersi placata, con particolare attenzione ad incarichi quali gli Esteri ad Alfano o l’Istruzione alla diplomata magistrale Fedeli.

Scrive a questo proposito il prof. Renzetti, di fatto aggiornando il suo precedente post sull’argomento: “La Fedeli ha tentato di nascondere la menzogna raccontando che si era sbagliata, doveva scrivere “diploma di laurea” e non “laurea”.
Naturalmente da tanto ingegno non potevamo aspettarci di meglio, solo che quando la rossa prese il diploma professionale non esistevano i diplomi di laurea. Ma c’è di più perché il suo diploma non è da una Scuola di Stato ma da una Scuola Privata. Ciò vuol dire che ha avuto accesso a tale scuola dopo la terza media e non ha quindi fatto, la ministra del’istruzione, neanche normali scuole secondarie.
L’orrenda virago ha avuto il coraggio di dire:«Mai dimenticarsi di chi non ha avuto le condizioni per poter studiare fino al percorso universitario». Si può solo rispondere che costoro hanno la dignità di non mentire mentre tu, infame, hai costruito la tua vita sula menzogna lavorando con Renzi proprio contro quelli che citi. E’ uno schifo.
E questo indegno personaggio non solo fa la ministra dell’istruzione (comprese università e ricerca) ma si presenta in Europa a discutere con gli altri ministri dell’istruzione, non di tortellini in brodo, ma di organizzazione scolastica.
Se non si dimette da sola fatela dimettere a calci perché non oltre alle varie offese e ruberie non ci meritiamo questo oltraggio.
FUORI!”.

Bravissimo: fuori! E il primo ad essere accompagnato alla porta, questa volta definitivamente, dovrebbe essere proprio il ducetto di Rignano che ha procurato questo sfacelo di proporzioni epocali, insieme a tutta la sua casta. Temo però che questo lavoro sporco dovrà farlo un’altra volta il popolo italiano con un’azione decisa, di massa, alla prima occasione possibile. Solo allora, ritengo, si potrà ricominciare e riconsegnare dignità ad una nazione che avrà le sue pecche ma questa calamità non la merita davvero e, soprattutto, ha chiaramente dimostrato di non volerla.

Rina Brundu

Il link al precedente post del Prof. Renzetti

UN GOVERNO CHE PUZZA DI RENZI – SPUTTANATA LA VIRAGO

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2 Comments on L’età cazzara (9) – Il ducetto smentisce se stesso e torna in campo. Sull’attacco di Giachetti a Speranza e su un aggiornamento dell’articolo del Prof. Renzetti a proposito della Fedeli.

  1. E’ proprio uno di parola!!!….. perche’ non si ritira, magari va dal suo amico londinese e….ce lo togliamo dalle scatole.

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  2. Hanno già avuto la Brexit: una calamità alla volta. Buone feste.

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