Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età della politica e dei media cazzari (8) – Se Alfano é agli Esteri, la Fedeli all’Istruzione e la Boschi Sottosegretario, la Raggi può fare il sindaco di Roma. Sull’attacco dei media ai pentastellati e sull’indignazione civile.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

impresentabii

Impresentabili!

L’attacco è su tutti i fronti. Come non bastasse ieri sera c’é pure stata una puntata di Otto e mezzo (La7), che per partigianeria ricordava i migliori tempi della Gruber. Ancora una volta però la palma del più ridicolo spetta ai rappresentanti PD, uno a caso va benissimo. Il problema è, che non avendo più facce presentabili da mandare in onda, ne membri del partito che vogliono spendersi per continuare a difendere l’indifendibile causa renzista in modalità minestra-riscaldata, adesso stanno reclutando da ogni corno geografico figure di secondo, terzo e infimo piano da dare in pasto ai media durante i quotidiani attacchi ai pentastellati et, dulcis in fundo, difendere la suddetta nefasta causa che non fa mai male.

Good job, pal! Più urlano, più si smanacciano, più ci fanno capire quanto sia importante tenere duro, soprattutto per un movimento come il M5S: di fatto, abbiamo ormai certezza che la sua scomparsa determinerebbe la sicura fine di qualsiasi speranza per questo paese reiteratamente insultato dalla casta politica più indegna che abbia mai rappresentato una comunità. Non è retorica. In verità ieri sera ho dovuto sorprendermi per la mia stessa reazione davanti a una fotografia che mostrava un Gentiloni e una Maria Elena da Banca Etruria, seduti su alti scranni, che sorridevano beati: mi sono sentita offesa nell’anima in una maniera così forte da non riuscire a ricordare un altro momento simile nella pur ricca storia di scandali e scandaletti politici e corruttivi che fanno da spina dorsale alle indegne vicende amministrative della nostra Repubblica. Insomma, ieri ho capito cos’é l’indignazione civile: perché ne comprendessi bene il significato sembra ci volesse il passaggio sul territorio del Rambo di Rignano e della sua corte, insieme alle macerie che si sono lasciati dietro, ma infine io ho capito.

Di nuovo: non è retorica e non si tratta neppure di una perorazione della causa Virginia Raggi. La sindaca romana ha sbagliato! Il suo sbaglio principale – anche incomprensibile per certi aspetti, considerando la formazione politica che ne ha sostenuto il suo arrivo al Campidoglio – è stato di essersi circondata di personaggi che evidentemente erano già interni alle dinamiche “capitoline”, da tempo, che erano legati alle amministrazioni precedenti e che dunque lei avrebbe dovuto tenere molto distanti da sé, con cui non si sarebbe mai dovuta rapportare direttamente. Perché lo ha fatto? Nel peggiore dei casi si può speculare che lo abbia fatto in virtù di dinamiche sfuggenti di cui evidentemente non si ha visibilità al momento, ma che, qualora esistessero, non possono che preoccupare. Nel migliore dei casi si può azzardare che la colpa sia stata di una certa paura nell’approcciarsi all’amministrazione di una città così grande e malmessa: meglio dunque andare sul “sicuro” e affidarsi alle “cure” degli esperti. Pessima idea!

Qualsiasi sia la verità è comunque chiaro che per la sindaca romana è ormai giunto il tempo di cambiare passo, altrimenti correrebbe il rischio di diventare presto indifendibile, proprio come la casta che l’attacca. Non si deve dimettere però: sei mesi sono nulla rispetto ai decenni che hanno usato gli altri partiti per turlupinarla la bellissima Città Eterna, e sono nulla anche nel processo di apprendimento di una modalità sana e capace di gestione. L’importante è che ci sia un segno, il più presto possibile, di questo cambio di rotta. Degli attacchi mediatici, unidirezionali, Virginia Raggi se ne deve fregare invece e dovrebbe ricordarsi che lei risponde solo ai cittadini romani che l’hanno votata, a nessun altro.

Da questo punto di vista fanno davvero pena tutta la ridda di figuri che ne chiedono a gran voce le dimissioni, che sono pure gli stessi personaggi che difendono a spada tratta il ridicolo sindaco milanese indagato e che si autosospende, il nostro ministro degli Esteri che non parla inglese, gli innumerevoli ministri di questo Esecutivo non laureati (di cui uno all’istruzione), nonché la Boschi nel silente ruolo di donna dello schermo, di reggitrice temporanea dello scranno renzistico. Se prima la mia non era retorica, queste non sono barzellette: il ritratto è proprio quello del Renzi II che ci governa, ovvero l’espressione plastica della spinta propulsiva più straordinaria quando si tratta di decidere con chi stare alle prossime elezioni e, più in generale, sempre nella vita, se si è persone che ancora pensano che l’etica e la dignità civile facciano una differenza.

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: