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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Caduta dalle scale. Dieci cose che vorrei fare o vedere prima di dipartire. Settimo: vorrei vedere il renzismo oblìato.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

animated-rose-in-snow-park-benchOggi sono caduta dalle scale. “Dannati, renzisti!”, mi sono subito detta! Poi mi sono ricordata che non sono incline alla superstizione e ho riportato l’intera questione su binari più pragmatici. Di fatto sono scivolata e caduta lungo tutta la rampa: praticamente un miracolo che non mi sia rotta l’osso del collo considerando la sostanza degli ossicini che formano il mio scheletro.

Dopo il grande spavento (che, lo confesso, ho ancora addosso, insieme alla coscia dolorante), mi è rimasta l’estraneazione. Quella che procura la realizzazione improvvisa che ogni nostro giorno qui potrebbe essere l’ultimo. E la procura anche in una come me, che da tempo immemore crede nella continuazione del nostro viaggio spirituale più di quanto non creda nella realtà tangibile che ci circonda. Che pensa pure che ritornerà e non solo tramite processo di reincarnazione, ma che ritornerà a chiudere qualsiasi conto aperto, con chiunque. Ne deriva che se, dopo la mia dipartita, si noteranno strane attività su questo sito, é probabilmente il mio fantasma che tenta di bannare, da altre sponde, il solito troll insolente.

Goliardia a parte, ritengo che l’unico problema, rispetto a quella inevitabile dipartita, riguardi il riuscire ad andarsene preparati, ad andarsene sapendo di avere fatto o visto tutte le cose che ci interessavano. Personalmente, credo di avere avuto tanto dalla vita e, in realtà, anche tutto ciò che ricercavo, specialmente in termini di apprendimento e di insegnamenti ricevuti.

Tuttavia, se potessi scegliere… qualche “cosetta” la vorrei ancora realizzare prima di andare. A titolo meramente indicativo indico qui di seguito le prime dieci che mi vengono in mente, senza un ordine particolare, ma con ogni opzione fortemente “sentita”. Enjoy!

  • Mi piacerebbe scrivere tutti i romanzi brevi che ho in mente per la mia “filosofia dell’anima”, e dunque trattare tutti i pregnanti argomenti relativi, per il momento solamente abbozzati in lavori come “Sidhe” e “Elia”.
  • Vorrei che la mia “filosofia del’anima” diventasse il modus di fare filosofia nel futuro, e dunque vorrei riuscire ad estrinsercarla anche tecnicamente (oltre che figurativamente), in un manuale.
  • Vorrei incontrare uno spirito molto capace con cui discutere spesso di filosofia dell’anima, anche su questa terra, preferibilmente un centenario, l’età che serve per cominciare a maturare saggezza, laddove non sono riusciti a procurarcela i nostri achievements o la capacità di comprendonio.
  • Vorrei riuscire a scrivere la mia autobiografia.
  • Vorrei riuscire a far crescere i capelli lunghissimi e vederli finalmente bianchi (uno sciocco potrebbe scambiarli per un sicuro segno di saggezza anche in me!).
  • Vorrei, per il resto del tempo che mi resta da vivere, non dover incontrare mai più gli scribacchini tronfi che ho incontrato ad oggi, ma vorrei essere circondata solo da persone che IO ritengo capaci (anche nel caso in cui mostrassi una conoscenza della natura umana in tutto e per tutto uguale a quella della Raggi!).
  • Vorrei vedere il renzismo oblìato. Vorrei che non ne restasse traccia, soprattutto nei libri di Storia, perché non è strettamente necessario far conoscere ai posteri tutte le nostre vergogne più grandi!
  • Vorrei vedere un’Italia che sarà una volta ancora MAGISTRA Europa. Una Italia didattica, saggia e di cui andare fieri.
  • Vorrei vedere tutta la nefasta casta politica e mediatica che ha distrutto il nostro paese in prigione, o vilmente derisa per dirla con Manzoni.
  • Vorrei conoscere un’Italia del merito e della bellezza. Della giustizia.

Il va sans dire che alcuni di questi desideri (specie gli ultimi nella lista, dal numero 7 in poi), saranno oggettivamente irrealizzabili, ma sognare costa poco. E comunque immagino che una volta varcata la grande soglia le preoccupazioni saranno altre. Lo saranno?

Rina Brundu

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