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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età della politica e dei media cazzari (7) – Sul ridicolo e stupido stracciarsi le vesti mediatico per la goliardica bischerata dei Forconi, come Canciofani a Carnevale. Ma bravo Osvaldo Napoli!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

fascistiAl tempo della mia bellissima infanzia, in quel della Sardegna interna, il Carnevale era un momento atteso dagli abitanti del villaggio. Don Vinante, il nostro parroco trentino, sapeva organizzarlo come nessuno. Venuta la sera del martedì grasso, il prete scopriva un carro pieno di balle di fieno e lo parcheggiava davanti alla chiesa. Sul carro oltre al fieno c’era un pagliaccio, soprannominato Canciofani, anche quello fatto di paglia, che se ne stava accasciato su quelle balle come un ‘mbriaco mezzo addormentato. L’ubriachezza molesta era anche la prima delle tante accuse che gli venivano lanciate subito dopo, in un processo che il dottor Ghedini avrebbe sicuramene definito sommario, finanche ridanciano e che, lo sapevamo dagli anni precedenti, avrebbe portato l’imputato direttamente all’impiccaggione seguita da rogo immediato su quella stessa pubblica piazza, manco colui fosse stato un novello Giordano Bruno.

La sceneggiata goliardica messa su in questi giorni dal partito protestatario dei Forconi ai danni dell’ex parlamentare Osvaldo Napoli, mi ha ricordato proprio le avventure di quel povero Canciofani. C’era tutto: la golardia e il processo sommario, fermo restando che bisogna dare atto ai Forconi di essersi limitati ad “arrestarlo” l’imputato, ad ulteriore dimostrazione che i modi della Sardegna balente erano molto più spicci!

Resta il fatto che erano anni che non vedevo una simile, divertentissima smargiassata e onore al bravo Osvaldo Napoli che ha riso con noi. In realtà, e per quel che mi risulta, l’ex parlamentare non li ha neppure denunciati, proprio come avrebbe fatto qualsiasi persona di buon senso. E magari non lo ha fatto anche perché ha capito che le questioni per cui scandalizzarsi nell’Italia del post-renzismo sono altre, e sono ben più serie.

Ma se “l’oggetto” di cotanta impresa scaltra l’ha presa come occorreva, che dire dei nostri media da terzo mondo? Basti dire che – nel ridicolo e stupido stracciarsi le vesti in piazza (proprio come se costoro fossero i canciofani dei nostri tempi) – sono arrivati fino al punto di scomodare il fascismo. E questo nonostante il fascismo 2.0 del ducetto di Rignano lo abbiano subito negli ultimi tre anni e non siano riusciti neppure a riconoscerlo tanto erano ricondizionati.

Diceva l’impareggiabile Ennio Flaiano, che di giornalismo se ne intendeva: “Niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un’idea, il che succede con una frequenza preoccupante. Se uno stupido afferra un’idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo”. Che questa cogitazione l’abbia cogitata immaginando proprio l’Italia mediatica di questi tempi? Il dubbio, lo confesso, mi assilla.

 

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