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Quello che il renzismo non dice (330) – Il renzismo è morto: abbasso il renzismo! Matteo Renzi però è vivo e lotta con noi anche se ha perso sia la poltrona che la faccia che ora è come il culo. Della nuova età politica cazzara e di una nuova rubrica.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

walking-elephantAdesso tutti parlano e straparlano di renzismo ma secondo me lo fanno a babbo morto. Di fatto il renzismo è defunto, finito, sepolto. Non è dipartito per attacco di cuore ma si è suicidato. Per irresponsabilità, certo, ma pure per una provvidenziale incoscienza. L’incapacità sostanziale di fondo si è sputtanata tutta nella pochezza del suo leader maximo e nel suo non sapere mantenere la parola data, l’ennesima, in questi due anni e mezzo, laddove la promessa di lasciare il potere qualora la modalità di esercizio dello stesso non fosse gradita al popolo si è rivelata per quel che era: una palla cazzara. Un’altra.

Sorprendersi davanti a questo status-quo è invece tipico degli incauti che ad ogni giramento delle frittatine confezionate dai leaderetti moderni arrivano fino al punto di pensare che il machiavellismo sia morto. Il fatto è che a differenza del renzismo il machiavellismo non può morire perché é espressione somma della nostra vera natura di esseri senzienti e scaltri, di animali politici e dunque di esseri politici guidati dall’istinto. Il machiavellismo morirà con noi, quando si estinguerà la nostra stessa specie, mentre non stupirebbe se quella stessa estinzione fosse una sua conseguenza.

Consegnamo dunque questo nefasto quando non ridicolo periodo della nostra storia politica all’oblìo, dopo tre  anni di malefatte immonde, innominabili, tenute nascoste ai più da una stampa di regime inqualificabile. Fortuna ha voluto che gli italiani abbiano voluto togliersi lo sfizio di andare a guardare sotto la tovaglia ricamata e hanno ben intuito lo schifo, il letame, la merda che quella nascondeva, come ha ben testimoniato il risultato referendario di domenica scorsa.

Ma se il renzismo è morto, è pure vero che Matteo Renzi é vivo e lotta con noi. Da par suo. Nella modalità che è più congeniale alla sua vera natura.  Come non bastasse, adesso che oltre la poltrona ha perso anche la faccia che è ormai diventata un tuttuno con il culo, è molto più a suo agio. Per certi versi è più forte, come sempre accade a chi non ha più nulla da perdere e può contare su sgherri alfanici e verdiniani per l’ordinaria e la straordinaria amministrazione.

Che dire invece agli italiani? Facendoci aiutare dal grande Flaiano si potrebbe forse raccomandare: coraggio: il meglio è passato! Quella che arriva adesso è una nuova età politica cazzara che non sappiamo quanto potrà durare ma che per ovvie ragioni avrà solo due vie d’uscita: la salvezza o il baratro. Se tanto ci dà tanto si salvi chi può e nel dubbio mai cantare mentre si starà immersi nella merda perché, il renzismo docet!, se onda si potrà formare si formerà!

PS Grazie a tutti coloro che in questi tre anni hanno letto questa rubrica, creata rubando il tempo a un tempo che non si ha, mentre i grandi giornali incensavano il ducetto di Rignano. Adesso che codesti signori si scagliano contro il cadavere putrefatto del renzismo è d’uopo chiuderla. Tutta la serie si trova qui, un giorno magari ne creerò anche un bignami digitale e svelerò il segreto che mi spinse a buttarla giù, nero su bianco, e mi aiutò a capire di cos’era fatta, in realtà, la vera sostanza della politica renzista.

renzismo

Uno dei 330 post di quesa rubrica: uno per ogni scandalo renzista, per quelli epidermici… s’intende!

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