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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età della politica e dei media cazzari (1) – Di Alfano e di Verdini al Colle. E del maglione da quasi mille Euro di Agnese Renzi simbolo della pochezza civile di un’epoca.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende, vado in un’altra stanza a leggere un libro.
(Groucho Marx)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Essere liberi nella propria mente e nel proprio spirito, senza alcuna sudditanza esteriore, e al contempo coltivare una scrupolosa obbedienza interiore alla verità (o, che è lo stesso, al bene, alla giustizia, alla bellezza, all’amore): questo è il senso di un sito come Rosebud, ed è questo l’obiettivo che promuove la Redazione. (Vito Mancuso aka Rina Brundu)

Rina Brundu

verdiniLa notizia l’ho letta sulla home del Corriere della Sera fontaniano, un quotidiano che forse non si sarà dimostrato troppo accorto nel raccontare il vero volto del renzismo che per tre lunghissimi anni ha dominato la scena politica italiana, ma quando si tratta di moda e gossip non è secondo a nessuno, la seg… pardon, la saga del guardaroba di Kate Middleton docet! Secondo il quotidiano di Via Solferino, infatti, un maglione bianco del valore di circa 700 Euro (anche se poi una ricerca in Rete ne aumentava il costo fino a 950), indossato nei giorni successivi alla Renxit da Agnese Renzi, avrebbe procurato bufera sui social italiani, e dunque il conseguente et “impegnato” stracciarsi-le-vesti tra le pagine del giornale che fu di Oriana Fallaci e di Indro Montanelli.

Sarà! Del resto chi sono io per negare questa pregnante “lotta” civile virtuale riportata dalla redazione di Luciano Fontana con tanta convinzione e con tanto di occhiello gigante? Vero è che l’esperienza di questi ultimi tre anni con il giornalismo italiano mi induce ad andarci cauta. Per esempio, per qualche oscura ragione, io penso che i social italiani, così come i commenti in calce ad ogni serio articolo di politica, si stiano occupando in questo momento soprattutto della disgustosa sceneggiata che il defunto renzismo ha messo in piedi nell’aftermath della Renxit e durante questi tre giorni di consultazioni in vista della formazione del nuovo Esecutivo.

Penso, tra le altre cose, che vedere gli Alfano e i Verdini, che non rappresentano nessuno di quei venti milioni di italiani che domenica scorsa hanno mandato a casa la balena bianca messa in piedi da questi stessi signori con la complicità di Matteo Renzi (o viceversa), ma che, con una faccia tosta che rasenta l’offesa, dirimono e dettano legge sul nuovo governo che verrà, faccia imbufalire i social molto più del maglione indossato da Agnese Renzi. Però, mi ripeto, chi sono io per questionare le auguste sintesi mediatiche fontaniane? Davvero nessuno.

agneseLaddove si volesse invece rendere un qualche onore delle armi a questa tipologia di giornalismo obsoleto e anacronistico nella sua tangibile ed evidente determinazione a guardare il dito mentre quello punta alla luna, qualcosa si può certamente dire anche di questo maglione, o gilet… a suo modo galeotto. É indubbio infatti che la scelta di indossare un tale costoso indumento fatta dalla moglie di un Premier trombato anche in virtù di una politica che è stata un pugno negli occhi degli italiani costretti a combattere con la congiuntura economica peggiore di sempre, non abbia procurato nuove simpatie ad una causa già persa di brutto. Piuttosto, si può forse dire che quel maglione, o gilet, sia ormai diventato un valido simbolo sia della pochezza politica (ma anche mediatica) di un’epoca da dimenticare, sia dell’eredità pesante che tale “pochezza” ci ha consegnato.

Come dire che entrare mani e piedi nella nuova età cazzara della politica italiana (un termine che mi impresto dalla micidiale definizione coniata ieri sera da Maurizio Crozza per definire le innumerevoli bugie raccontate da Renzi a proposito del suo voler lasciare la politica in caso di sconfitta), non sarà facile. Verosimilmente il nuovo scontro porterà a un confronto ancora più serrato e senza sconti tra una casta politica moribonda che però non ne vorrà sapere di andarsene (vedi i Renzi, gli Alfano, i Verdini e il resto dell’accozzaglia del SI), una casta giornalistica che ne difenderà a spada tratta le deprecabili ragioni (vedi il Corriere, vedi Repubblica, etc), e un popolo italiano stremato, esacerbato ma pure molto cosciente della sua ritrovata forza e unità.

Chi vincerà?  Ai posteri l’ardua sentenza, sempre se ci saranno!

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

2 Comments on L’età della politica e dei media cazzari (1) – Di Alfano e di Verdini al Colle. E del maglione da quasi mille Euro di Agnese Renzi simbolo della pochezza civile di un’epoca.

  1. Se ci sara’ un renzino bis torneremo immediatamente all’eta’ della pietra, cosi’ ricostruiscono il suo caro mps. Uno che ha dimostrato l’incapacita’ deve solo darsi all’orticello di casa sua??!!
    Mai piu’ un renzino in politica o nel sociale, vada a fare un lavoro duro e serio.

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  2. No, sembrerebbe che il pericolo sia scongiurato. Evidentemente stanno cominciando a guardare ai dati reali oltre che ai sondaggi fasulli che si sono sempre confezionati per darsi conforto con l’wishful thinking.

    Renzi è finito poltiicamente perché questa sonora legnata non se la scorderà nessuno e i tempi della politica sono cambiati. Paradossalmente la sua immagine peggiora ogni giorno che passa perché tutti i nodi stanno finalmente venendo al pettine. Anche la casta mediatica lo ha abbandonato.

    Ora c’é il Servegnini di lotta di governo che sta parlando dalla Gruber come se lui avesse capito tutto fin da subito. In altri tempi si sarebbe detto paese di merda: ora invece si dice solo figuri di merda che quel paese ha preso a calci in culo. E scusa il francesismo ma centomila volte meglio la libertà dialettica alla broda capziosa che ci passano ogni giorno senza risolvere.

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