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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Esclusiva Rosebud – Intervista a Nicola Gardini, autore del bestseller “Viva il latino” (Garzanti), professore di Letteratura italiana presso l’Università di Oxford.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

Ivana Vaccaroni

Professor Gardini, come valuta la proposta dell’ex ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer di abolire la traduzione dalla seconda prova della maturità sostituendola con la pura lettura e comprensione di testi gia’ tradotti?

Una proposta simile equivale a negare il valore dello studio linguistico e la grande importanza scientifica del tradurre. Sarebbe come chiedere agli studenti del conservatorio di non suonare più lo strumento, ma di commentare l’ascolto di un brano registrato. Il liceo classico è il liceo classico: deve fare le cose che competono alla specificità delle sue materie e delle sue proposte culturali, ancora validissime.

Ritiene che tradizione e innovazione possano coesistere ? In quale misura?

Tradizione e innovazione sono realtà interdipendenti. L’una non esiste senza l’altra. Una modernità che non conosca le sue fonti non saprebbe dove andare a parare, non avrebbe mete. Si innova sempre rispetto a un’idea di passato.

Il progresso può  essere  una forma di sviluppo ma nello stesso tempo rimanere legato alle radici e al nostro passato per farci conservare la nostra identità

Il progresso deve essere fatto di un’armoniosa corrispondenza tra la felicità materiale e quella spirituale. Lo spirito è fatto di memoria, di analisi, di interpretazione. L’identità delle culture è nella coscienza del passato. Questo non impedisce affatto la trasformazione e il miglioramento.

Lei ha scritto il libro “Viva il latino” che nel sottotitolo reca queste parole “Storia e bellezza di una lingua inutile”. I concetti  sembrerebbero contraddirsi ma all’interno afferma invece che “il latino è lo strumento che è  servito e serve a fare di noi quelli che siamo” Ci può  chiarire il legame tra queste espressioni?

L’“inutile” del sottotitolo è usato in senso ironico, fa il verso a quelli che dicono che è inutile. Io non penso né che sia utile né inutile. È necessario; perché ha una sua necessità storica, è una parte fondamentale del nostro mondo da millenni. Eliminarne lo studio non significherebbe eliminarlo, perché c’è, ci ha fatti: ci ha dato pensieri, concetti, modelli di scrittura, modelli di comportamento, valori morali, metafore guida. Sarebbe come credere che smettendo di vedere i nostri genitori smettiamo automaticamente di essere loro figli.

Persone autorevoli come Eva Cantarella, Luciano Canfora e Carlo Rovelli si sono dimostrati totalmente contrari a questa proposta. Lei, che insegna letteratura italiana a Oxford e ha portato quindi la nostra cultura e la nostra tradizione in un paese anglosassone ritiene che la cultura umanistica abbia ancora un futuro, che non sia da definirsi conclusa e priva di legami con il passato?

La cultura umanistica ha sempre faticato a trovare legittimazione. Certo, ci sono stati momenti nella storia della cultura occidentale in cui le cose erano più facili: il quinto secolo a. C. ad Atene; l’ultima repubblica e il primo impero romano; il Trecento toscano; l’umanesimo, appunto; il rinascimento; il romanticismo… Ma poi il modello scientifico si è imposto. Non dovrebbe essere così. Le cosiddette scienze dure e i saperi letterari dovrebbero collaborare. Quelle non fanno ciò che fanno questi, e viceversa. Si continua a fraintendere il senso degli studi umanistici, e dunque a non intenderne l’importanza: che sono scienza del linguaggio e delle strutture concettuali attraverso cui si forma gran parte della cosiddetta realtà. Un brano di Virgilio o una tragedia greca non hanno assiologicamente nulla da invidiare a un buco nero o a un quantum. Ma non vedo in arrivo un naufragio della cultura umanistica. Potranno abolire la prova di traduzione in Italia, ma questi studi fervono in tutto il mondo, a cominciare da Oxford, dove ho la fortuna di lavorare.

Quale consiglio ritiene di poter dare ai giovani che devono intraprendere gli studi della scuole superiori?

Di amare lo studio, di coltivare la riflessione, di metterci impegno e volontà, di non sprecare quegli anni meravigliosi digitando messaggini con i due pollici.

Ivana Vaccaroni

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Biografia

Nicola Gardini (Petacciato, 1965) è uno scrittore italiano. Autore di romanzi, raccolte di poesia, saggi e traduzioni letterarie. È molto attivo anche come articolista (il Domenicale del Sole 24 ore, il Corriere della Sera, il Fatto quotidiano, le riviste “Poesia” e “Times Literary Supplement”) e come pittore.

Biografia
Cresciuto a Milano, dove ha frequentato il liceo classico Alessandro Manzoni e si è laureato in lettere classiche con il Professor Alberto Grilli (tesi su Ammiano Marcellino), si è trasferito a New York dopo la laurea a studiare letteratura comparata con il Professor Daniel Javitch (tesi di dottorato sull’imitazione della poesia latina e greca nella lirica rinascimentale europea) e oggi è professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford. Il suo esordio in poesia è stato con La primavera (Einaudi, 1995). Ha composto versi anche nel dialetto della madre, una varietà di molisano, in greco antico e in latino, provandosi in stili e metri diversi. In prosa particolarmente significativi i romanzi Lo sconosciuto (Sironi, 2007), I baroni (Feltrinelli, 2009), Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli, 2012, Premio Viareggio e Zerilli-Marimò, tradotto in inglese come Lost Words, New Directions, 2016) e La vita non vissuta (Feltrinelli, 2015).

Ha tradotto classici antichi (Ovidio, Marco Aurelio, Catullo), ma anche molti autori più vicini al presente (Woolf, Dickinson, Hughes, Auden, Simić), approfondendo il tema del rapporto tra le culture dei vari tempi della civiltà. Numerose sue traduzioni, da varie lingue, sono apparse sulla rivista “Poesia”, di cui è stato per molti alti il codirettore. Sul tradurre ha scritto il saggio in versi Tradurre è un bacio (Ladolfi, 2015).

Opere
Letteratura
Romanzi
Così ti ricordi di me, Milano: Sironi, 2003 ISBN 88-518-0008-1
Lo sconosciuto, Milano: Sironi, 2007 ISBN 978-88-518-0090-1; Vicenza: Beat, 2012 ISBN 978-88-6559-091-1
I baroni. Come e perché sono fuggito dall’università italiana, Milano: Feltrinelli, 2009 ISBN 978-88-07-17170-3; ivi (“UEF”) 2013 ISBN 978880788129
Le parole perdute di Amelia Lynd, Feltrinelli, 2012 ISBN 978-88-07-01881-7 (Vincitore del Premio di narrativa Viareggio – Repaci 2012)
Fauci, Feltrinelli, 2013 ISBN 978-88-07-03069-7
La vita non vissuta, Feltrinelli, 2015 ISBN 978-88-07-03157-1
Raccolte di poesia
‘La primavera, in Nuovi poeti italiani 4, Torino: Einaudi (“Collezione di poesia”), 1995
Atlas, Milano: Crocetti, 1998
Nind, Pistoia: Atelier, 2002
Sag Harbor, Napoli: D’if, 2003 ISBN 88-88413-11-1
Le nuvole, Milano: Crocetti, 2007 ISBN 88-8306-181-0
Le parti dell’amore, Milano: Sedizioni, 2010 ISBN 978-88-89484-51-7
Stamattina, Ladolfi, 2014
Tradurre è un bacio, Ladolfi, 2015

Saggi
Le umane parole. L’imitazione nella lirica europea del Rinascimento da Bembo a Ben Jonson, Milano: Bruno Mondadori, 1997 ISBN 88-424-9444-5
L’antico, il nuovo, lo straniero nella lirica moderna. Esempi da una storia della poesia, Milano: Ed. dell’Arco, 2000 ISBN 88-86042-33-7
Breve storia della poesia occidentale. Lirica e lirismo dai provenzali ai postmoderni, Milano: Bruno Mondadori, 2002 ISBN 88-424-9294-9
Com’è fatta una poesia? Introduzione alla scrittura in versi, Milano: Sironi, 2007 ISBN 978-88-518-0088-8
Rinascimento, Torino: Einaudi (“PBE Mappe”), 2010 ISBN 978-88-06-19593-9
Per una biblioteca indispensabile. Cinquantadue classici della letteratura italiana, Torino: Einaudi (“PBE Mappe”), 2011 ISBN 978-88-06-20635-2
Lacuna, Einaudi, 2014
Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile, Milano, Garzanti, 2016, ISBN 978-88-11-68898-3

Traduzioni
Ovidio, Heroides, Milano: Mondadori, 1994 ISBN 88-04-38432-8
Ovidio, Tristia, Milano: Mondadori, 1995 ISBN 88-04-39309-2
W. H. Auden, Un altro tempo, Milano: Adelphi (“Biblioteca Adelphi”), 1997 ISBN 88-459-1290-6 (uscito anche come allegato al “Corriere della Sera” nel 2004)
Ted Hughes, Fiori e insetti, qualche uccello e un paio di ragni, con un saggio di Derek Walcott, Milano: Oscar Mondadori, 2000 ISBN 88-04-48495-0
Emily Dickinson, Buongiorno notte, Milano: Crocetti, 2001 ISBN 88-8306-036-9
Il senso del desiderio. Poesia gay dell’età moderna, Milano: Crocetti, 2001 ISBN 88-8306-055-5
Marco Aurelio, Colloqui con se stesso, Milano: Medusa, 2005 ISBN 88-7698-015-6
Virginia Woolf, Sulla malattia, Torino: Bollati Boringhieri, 2006 ISBN 88-339-1678-2
Charles Simić, Club midnight, Milano: Adelphi, 2008 ISBN 978-88-459-2301-2
Ted Hughes, Poesie (con Anna Ravano), Milano: Mondadori (“I Meridiani”), 2008 ISBN 978-88-04-57389-0
Catullo, Carmina. Il libro delle poesie, Feltrinelli, 2014

Altro
Raffaella Fletcher e Peter Mayle, Caramelle pericolose, Milano: Sperling & Kupfer, 1992 ISBN 88-200-1274-X (traduzione)
Introduzione all’antologia Concerto di poesia, Milano: Trenno, 1997
Prefazione a Daniel Javitch, Ariosto classico. La canonizzazione dell’Orlando Furioso, Milano: Bruno Mondadori, 1999 ISBN 88-424-9456-9
Latino, Milano: Alpha Test, 1999 ISBN 88-483-0028-6 (una grammatical di latino)
Critica letteraria e letteratura italiana. Autori, movimenti, interpretazioni, Torino: Einaudi scuola, 1999 ISBN 88-286-0363-1
Letteratura comparata. Metodi, periodi, generi, Milano: Mondadori Università, 2002 ISBN 88-88242-07-4
Introduzione a Bruno Berni (a cura di), Apparenze. Dieci racconti di narratori danesi, Cava de’ Tirreni: Avagliano, 2002 ISBN 88-8309-101-9
Generi letterari (con Francesco Sberlati), in Enrico Malato e Luciano Formisano (a cura di), Storia della letteratura italiana, vol. 12: La letteratura italiana fuori d’Italia, Roma: Salerno, 2002, pp. 343–97

Pittura
Nicola Gardini è interessato all’arte fin da bambino. Comincia a dipingere con impegno verso i trentacinque anni, dopo aver ricevuto in dono i colori, i pennelli e il cavalletto di un noto pittore milanese. Dipinge a olio su tela, cartone e legno. Si ispira a luoghi e oggetti della natura, creando evidenti legami con la sua opera scritta, specie quella in versi. Alcune sue opere sono riprodotte nel libro-manifesto Diario (Xenion Edizioni, 2013). Molte sono parte di collezioni private, in Europa e in America.

(tratto dalla pagina wikipedica italiana)

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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