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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Giornalismo e informazione. Del come il renzismo ha cambiato le nostre abitudini, forse per sempre. E sulla Rete casa del fare-Politica.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

Rina Brundu

animated-moving-cinemagraph-of-heavry-stormNon mi piace ma debbo concederglielo: il renzismo è riuscito a modificare le mie abitudini informazionali come nient’altro e nessuno prima dell’avvento di questa scalcinata dottrina politica. Penso, ritengo, che questo non sia accaduto solo a me. Lo deduco dal fatto che se fossi stata l’unica a ribellarmi ad un dettato informativo così lesivo della mia libertà intellettuale ed evidentemente invasivo della mia privacy, probabilmente domenica scorsa il Referendum sulla schiforma costituzionale voluta da Renzi, avrebbe avuto altro risultato. Non avrebbe potuto essere altrimenti dopo l’occupazione sistematica della Rai, dei principali quotidiani italiani e, in verità, di ogni spazio mediatico disponibile da parte delle truppe governative.

Avendo seguito molto Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio (un giornale online trasformatosi in isola liberata durante tutto il tempo della campagna referendaria), ho infatti notato che molti trolls renzisti si erano scaltramente infilati anche tra i commentatori di un quotidano tutt’altro che empatico con le loro ragioni, ingegnandosi come potevano per gettare discordia, inutile dubbio e portare l’acqua al proprio mulino. Ci hanno provato anche su questo sito, naturalmente. Ma il buono di un sito personale, che nel tempo diventa anche una tua casa virtuale, è di poter decidere nella massima libertà come vuoi che si mostrino le sue pareti e anche il messaggio che deve partir dallo stesso e quindi non ho avuto nessun problema a bannare o a sbattere le porte in faccia ai provocatori . Non mi sono mai permessa di dettare legge in casa altrui e il minimo che chiedo è quella stessa cortesia, tanto più che mai mi sarei recata in un sito renzista a predicare nel deserto: cui prodest?

Ma scrivevo di come le mie abitudini informazionali siano profondamente mutate in questi tre anni di emergenza democratica e mediatica che ha vissuto l’Italia. L’avevo intuito nelle settimane passate ma lo comprendo meglio ora. Ora che, tendenzialmente, potrei riprendere ad ascoltare un telegiornale RAI, potrei riprendere a sfogliare, seppure in maniera svagata le pagine del Corriere e di Repubblica. Ma non ci riesco! Non riesco a sentire una sola scaletta televisiva della TV Stato e non riesco a comprendere come potessi riuscirci prima. Non esito a dire che se in Italia ci venisse concessa questa libertà, io pagherei con convinzione il canone annuale a Urbano Cairo e alla sua La7 pur di non dover rivedere o dover sovvenzionare, una volta di più, i mostri eterei e ossimoricamente satolli che ha partorito nel tempo il nostro Servizio Pubblico.

Che dire poi dei giornali italiani? Qui naturalmente ci si può lamentare di meno. Il CDA di RCS e Carlo De Benedetti possono decidere di schierare con chi vogliono i loro quotidiani e io non ho alcun diritto di lamentarmi (salvo quando ricevo spam mai richiesto, come pure è avvenuto), della linea editoriale scelta: la libertà che desideriamo per noi la dobbiamo concedere agli altri. Vero è che mesi fa, lo status-quo del Corriere mi toccava particolarmente proprio per quella strana idealità che coltivavo: pensavo insomma che il Corriere fosse un giornale diverso da Repubblica, pensavo che fosse un giornale con delle responsabilità, quasi istituzionali, anche storiche, deontologiche, inclusa quella di mostrare un paese giornalisticamente libero e capace, piuttosto che un feudo asservito alle necessità del potentato di turno.

Sbagliavo, naturalmente! L’ho capito adesso ma l’ho infine capito. Resto però dell’idea che se un valido editore puro decidesse un giorno di radunare una redazione di giovani capaci, anche di giovani intellettuali capaci, per creare un grande giornale italiano libero, indipendente, forte, rispettato all’estero, capace di influenzare ma soprattuto di educare la Rete non potrebbe che fare un affarone. Anche perché, diversamente da ciò che pensano gli ultimi dei nostri mohicani politici, anche la Politica, e soprattutto la buona politica, da adesso in poi si farà in Rete.

Starne fuori significa letteralmente non esistere, mentre starci dentro e bene significa fare una differenza per noi e per gli altri. E anche questo è un in-più che un valido editore non dovrebbe dimenticare, non importa quanta smemoria “di convenienza” e asservita lo circondi!|

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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