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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (317) – Sulla sfuriata di Travaglio contro i giornalisti italiani da un Mentana a disagio e sull’imbarazzante difesa del Corriere della Sera di Aldo Cazzullo. Il mea culpa del giornalismo italiano rinviato alle calende greche.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su Rosebud… (Ignazio La Russa. aka rb)

Rina Brundu

senoSono tre anni che nel mio piccolo tra le pagine di questo sito denuncio con continuità la grande emergenza democratica e soprattutto informazionale che ha sempre caratterizzato il governo del non-eletto. Mai, in nessuno Stato mediamente civilizzato, neanche del Sud America, si è infatti visto ciò che abbiamo dovuto vedere e sopportare in quest’Italia moderna fatta vivere anche da un universo mediatico letteralmente genuflesso e sdraiato davanti a quella sorta di caudillo toscano che è stato Matteo Renzi.

Sono tre anni insomma che denuncio il livello di propaganda faziosa raggiunto da ex prestigiosi quotidiani come il Corriere della Sera fontaniano, la ridicola esaltazione delle pseudo-epica renzista  da parte della Repubblica dello Scalfari nonagenario incapace di cambiare e di capire che il tempo passa anche per lui, e poi gli exploit de La Stampa, de Il Foglio e giù giù giù fino a quell’Unità, glorioso figlio di Gramsci, ridotto a macchietta d’intelletto dalla più potente macchina italiana promotrice di politica distopica dal dopoguerra ad oggi.

E con la stessa determinazione ho pubblicato centinaia di post con le “perle aforistiche” dei molti grandi “geni” italici della parola scritta che con le loro profonde cogitazioni (si fa per dire), hanno tentato di eternare questo nefasto periodo della nostra storia e di convincerci della sua bontà. Tra le tante ricordo qui le commoventi perorazioni della causa renzista degli staini, degli eugeni scalfari, appunto, dei paoli mieli, finanche dei massimi cacciari e chi più ne ha più ne metta. Non menziono neppure i “professionisti” Rai perché così grande è stato lo schifo provato che sono ormai sei mesi che non guardo più quei canali e prima di riaprodare tra quelle sponde, che nonostante tutto continuo a sovvenzionare, vorrò essere sicura che abbiano lasciato i loro scranni tutti coloro che hanno fatto vivere la RAI più immonda di sempre. Quella di cui ci vergogneremo per decenni e ci farà rabbrividire nel ricordo.

Onore e merito a Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio che, in questi mesi bruttissimi per l’Italia, ha fatto quasi da luce e da faro didattico ad una popolazione stremata dalla scaltrezza renzista, nonché dalla faccia tosta con cui questo signore si è imposto nelle nostre vite senza che una sola voce si levasse a difenderci. A difendere la nostra dignità di cittadini e di nazione. Se fossimo in America Il Fatto sarebbe stato probabilmente premiato con il Pulitzer ed è indubbio che un Pulitzer ideale glielo consegnamo tutti quanti noi.

Ma che dire della filippica che lo stesso Marco Travaglio si è concesso quest’oggi contro i suoi colleghi giornalisti presenti nello studio di Mentana? Parole al vento, sprecate, cadute nel vuoto. Per certi versi il risultato ottenuto mi ha ricordato quel vecchio adagio che diceva di come il giorno prima della caduta di Mussolini in Italia ci fossero 45 milioni di fascisti e il giorno dopo 45 milioni di antifascisti. Allo stesso modo, infatti, anche tutti quei giornalisti presenti in studio, lungi dal fare mea culpa, si sono dichiarati vergini, illibati, innocenti come rosa purpurea appena sbocciata. Tra le altre è risultata particolarmente imbarazzante la difesa dell’indifendibile Corriere tentata da Aldo Cazzullo (operazione che davvero non gli ha fatto onore); altrettanto imbarazzante è stato l’evidente disagio dello stesso Mentana che ha tentato di cambiare argomento in tutti i modi.

Insomma, di una eventuale autocritica di codesti signori se ne riparlerà alle calende greche (anche perché, ha sostenuto il conduttore, queste cose non interesserebbero agli italiani: ne é davvero sicuro?! E non era opinione del giornalismo italiano che ai cittadini italiani non interessasse neppure la Costituzione?)…. Nel frattempo hanno naturalmente continuato con le solite chiacchiere senza senso, ridondanti, fuori dal mondo, come prima e più di prima ad ultueriore dimostrazione che forse non hanno neppure ancora capito cosa è successo oggi. Ma c’é davvero da meravigliarne? Io direi di no.

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

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