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Quello che il renzismo non dice (313) – Il coming out di Prodi e i gesti dell’ombrello in pole position.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ogni interesse della mia ragione (tanto quello speculativo quanto quello pratico) si concentra nelle tre domande seguenti:
Che cosa posso sapere?
Che cosa posso fare?
Che cosa ho diritto di sperare?
(Immanuel Kant)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Quelli che la dialettica in politica è l’arte di far interagire due tesi o principi contrapposti allo scopo di indagare la verità ed eventualmente arrestarla. (Rina Brundu)

Rina Brundu

11_renault_jpL’ultima che ci siamo dovuti sorbire è il Romano Prodi in versione montanelliana (scarpe che peraltro gli stanno molto larghe) che, dice lui, avrebbe sentito il bisogno di annunciare urbi et orbi di come abbia deciso di votare sì, seppure turandosi il naso. Ecchisenefrega!: qualcuno l’altra notte non è riuscito a dormire pensando a cosa avrebbe votato Prodi? Ne dubito. Ho ragione di pensare però che questa sua ultima uscita abbia procurato non pochi adepti dell’ultima ora alla causa del No. Romano Prodi è un altro di quei personaggi – che fanno capo a Cacciari (padre del mitico “questa riforma è una puttanata!“) – che voteranno SI nonostante ammettano candidamente che la schiforma costituzionale renzista sia una cagata: ammirevoli! E che coerenza! Ma soprattutto che capacità di tenere in primo piano il miglior bene del paese!

Mi fanno schifo! Così come mi fa schifo tutta la platea di giornalistucchi inginocchiati con tanto di deretano rialzato davanti al non-eletto, determinati a difendere l’indifendibile pur di salvare il sedere nello scranno o i favori di colui. Una casta che è insomma emblema di quella peggior Italia andata in malora negli ultimi cinquant’anni, figurine penose di un’età civile e politica da dimenticare. Vero è che, a mano a mano che tutti questi figuri escono allo scoperto, trovando, peraltro senza vergogna, il coraggio di rivelare quelle che sono le loro reali intenzioni (come ne avessimo mai dubitato!), un’altra verità si fa lentamente strada: domenica 4 dicembre dovranno essere gli italiani a salvare la loro Costituzione, non potrà farlo nessun altro!

Non ci sono ragioni per pensare che questo non accadrà: non riesco ad immaginare un solo italiano che possa figurare per i suoi cari e per il loro futuro un domani figlio dell’accozzaglia renzista per il SI, figlio del prolifico due Boschi-Verdini. Ma nel caso questo accadesse, nel caso in cui il NO vincesse pienamente, in maniera forte e convinta, non ci saranno dubbi che quella sarà stata una vittoria del popolo, di un’Italia che nonostante tutto non è stata ancora piegata, non è stata ancora annichilita dalla delirante e logorroica dialettica renzista, che nonostante tutto sa ancora decidere di suo e dove stiano le priorità. Quali siano.

Io per domenica sera-lunedì mattina ho in pole position tutta una seria di importanti gesti dell’ombrello da azionare e spero davvero di poter avere la soddisfazione di sbandierarli tutti, uno a uno, urbi et urbi. Dovendo tenere invece in conto l’altra nefasta opzione, che non voglio neppure ipotizzare o rendere nero su bianco, il gesto dell’ombrello sarebbe solo uno e sarebbe idealmente diretto a me stessa: a me che scoprirò in quella occasione di avere scelto come paese natale un paese abitato da un popolo evidentemente bue come nessuno! Il cielo ne scampi!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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