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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Il 4 dicembre votiamo NO e difendiamo la Costituzione – Patrioti italiani (25) – GIUSEPPE BARBOGLIO, uno degli ultimi garibaldini bresciani dell’impresa dei Mille a morire.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

A un certo punto – durante il suo intervento in aula – ho temuto che Renato Brunetta stesse per scoppiare a piangere: il vincolo partitico non è acqua e benché Maurizio Lupi fosse ministro del cattivo governo renzista, vederlo abbandonare la poltrona in pelle umana non deve essere stato un momento facile, né per lui né per molti altri forzisti. Non deve essere stato un momento facile per nessun rappresentante della casta politica, mentre – con esclusione dell’intervento di Alessandro Di Battista del M5S – la giornata parlamentare si è risolta in una sommatoria di dichiarazioni meste quando non tristi o profondamente partecipi, addolorate. Funebri quasi. Inoltre pareva di sentirlo nell’aria il pensiero che tutti andavano facendo, ma che nessuno aveva sufficiente coraggio per esternare: dimetterti? No, va-là Maurizio… dovevi resistere, resistere, resistere! 

Tratto dal Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu.

Per l’E-Book clicca qui.

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Bellissimo!

Giuseppe Barboglio (Brescia, 3 settembre 1838 – Passirano, 20 settembre 1919) è stato un patriota italiano, uno degli ultimi garibaldini bresciani dell’impresa dei Mille a morire.

Biografia
Giuseppe Barboglio, di statura media, magro, svagato, di temperamento mite ma ribelle, prese parte alla seconda guerra di indipendenza del 1859 con il 9º battaglione bersaglieri. Laureando in legge presso l’università di Pavia, seguì Garibaldi nella spedizione dei Mille come soldato della 7ª compagnia. Con gli amici fratelli Cairoli s’imbarcò a Quarto il 4 maggio sul piroscafo Piemonte. Fu ferito alla schiena nella battaglia di Calatafimi e promosso sottotenente per merito. Valoroso a Milazzo e nella battaglia del Volturno.

Nell’impresa meridionale incontrò Amalia Francesconi che poi diverrà sua moglie dandogli quattro figli. Carbonaro, frequentò l’università di Pisa e si dedicò alla professione di notaio, ma è a Lugano, nel 1867, che incontrerà Giuseppe Mazzini.

Attivo politicamente in città, nel 1872, con i patrioti Gabriele Rosa di Iseo, ex condannato allo Spielberg con Silvio Pellico, e il deputato Onorato Comini, s’impegnò a fondo nella battaglia della riforma elettorale costituendo la Società politico-democratica dei non elettori che proponeva tra l’altro il suffragio universale. Il 2 giugno 1882 si recò a Caprera per i funerali di Garibaldi.

Aveva 79 anni d’età quando morì il 3 settembre del 1919 in località Camignone di Passirano nella Franciacorta, e sulla sua bara, il giorno del funerale, volle espressamente il suo berretto rosso da volontario che lo accompagnò nella campagna di Sicilia. Per ironia della sorte morì poche ore dopo anche il figlio Diliberto, comandante del 54º reggimento fanteria, tra i liberatori di Gorizia, che non resse alla penosa agonia del padre, morendo di infarto.

Onorificenze
Medaglia commemorativa dei 1000 di Marsala – nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dei 1000 di Marsala

(tratto dalla pagina wikipedica italiana)

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Referendum per la Riforma Costituzionale: il 4 dicembre vota NO – Scarica il GIF di Rosebud e diffondilo…

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