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SOSTEGNO PER LA SCRITTRICE E FISICO DEL CERN ASLI ERDOGAN IMPRIGIONATA IN TURCHIA

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

manifestacja_krakowie_w_obronie_asli_erdogan_i_tureckich_wiezniow_politycznych_06-1Nota bene – Come sanno bene tutti coloro che hanno un giornale o un magazine online, il nostro box di email è sempre pieno con richieste di tutti i tipi. Nel tempo ho imparato a valutarle con attenzione e i comunicati stampa, o la pubblicità per le svariate campagne civili o petizioni che scelgo infine di pubblicare sono sempre molto controllate. Oggi ho ricevuto sul mio sito in lingua inglese il sottostante appello a favore della scrittrice turca Aslı Erdoğan. Non conosco il mittente del comunicato ma dei minimi controlli tecnici mi hanno permesso di verificare che lo stesso proviene dalla Turchia.

In ogni caso mi pare che la situazione presentata sia meritevole di ricevere ulteriore visibilità. Quindi pubblico qui di seguito il messaggio integrale ricevuto. Poi un link ad un articolo del The New York Times che relazionava a suo tempo sull’arresto di questa scrittrice e quindi la sua pagina wikipedica italiana. Di più non so ma nel dubbio se partecipare ad una campagna valida o non farlo scelgo la prima opzione. RB

—–

Con preghiera di diffusione a tutte le donne e transessuali donne intorno a voi, che parlano la lingua del luogo….
Salve,
Asli Erdogan, che è una delle più importanti rappresentanti della letteratura turca contemporanea, è stata presa in custodia il 17 agosto 2016 e imprigionata nel Carcere femminile di Bakirkoy dal 19 agosto 2016.
Erdogan, i cui libri sono stati tradotti in 17 lingue, che ha vinto molti importanti premi letterari in Turchia e in Europa, che è stata candidata come una dei “ 50 scrittori del futuro” in un’inchiesta della rivista francese Lire per determinare gli scrittori che avrebbero segnato il ventunesimo secolo, ha recentemente vinto il premio Tucholsky presentato dal PEN svedese mentre era in prigione.
Erdogan, obiettrice di coscienza e antimilitarista, analizza poeticamente la violenza nelle sue accezioni storiche, filosofiche e psicologiche, senza mai trascurare di enfatizzare la sua dimensione fallocentrica nelle sue rubriche come nelle sue storie, racconti e saggi. Oggetto delle sue storie è sempre stata una donna collettiva ferita. Le ha raccontate con un intenso linguaggio letterario agonizzante, come due corpi scorticati che si toccano.
Erdogan, che ha studiato danza e lavorato in teatro, precedentemente lavorava come fisico al CERN, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare. Ha cominciato a scrivere e ha abbandonato la fisica mentre era in Brasile lavorando alla propria carriera accademica.
Benchè sia chiaramente dichiarata dalla legge sulla stampa all’interno del Sistema Legislativo Turco l’assenza di disposizioni legali e criminali, Erdogan è stata arrestata per essere una “consulente editoriale” nel giornale Curdo “Ozgur Gundem” (Agenda Libera), che è un titolo simbolico, con la condanna a “ergastolo aggravato” con l’accusa di “disgregare l’unità e l’integrità dello stato” e “essere membro di un’organizzazione terroristica”, nonostante la non sussistenza di alcuna evidenza razionale contro di lei, a causa di quattro articoli che non includono fattori di crimine secondo il corrente sistema legale Turco (uno dei quali pubblicato nella rivista letteraria Karakarga e tre dei quali in Ozgur Gundem).
Nonostante le sue delicate condizioni di salute, Erdogan è ancora reclusa in prigione, sebbene non sia stato presentato un atto d’accusa dalla procura e non sia stata registrata alcuna dichiarazione d’accusa. Le petizioni delle persone nella sua cerchia per un processo senza arresto sono state ripetutamente rifiutate.
Quello che è stato fatto a Erdogan è un crimine contro l’umanità; significa giudicare la libertà di pensiero, che è un diritto umano sia secondo la legge turca che secondo gli accordi internazionali di cui la turchia fa parte.
“Donne crivellate di massacri mi hanno tirato su: eravamo ammassate in un angusto sotterraneo. Piangevamo tutti nelle nostre lingue madri..”dall’opera teatrale Merheba, di Asli Erdogan.
Le donne di tutto il mondo daranno voce attraverso internet, leggendo, nelle proprie madrelingue, le frasi tratte dai libri di Erdogan, e si uniranno alla voce di Asli finchè la sua ingiusta sofferenza avrà fine, Asli sarà libera e la prigionia delle nostre coscienze in questo caso sarà finita. Nelle sue lettere dalla prigione, Asli Erdogan ci dice che “non solo la libertà di pensiero, ma anche la coscienza è stata messa sotto giudizio.”
“Donne crivellate di massacri mi hanno tirato su: eravamo ammassate in un angusto sotterraneo. Piangevamo tutti nelle nostre lingue madri.. Mia madre mi ha guardato a lungo in faccia e ha detto ‘tutte le donne della città ad un certo punto della notte piangono immancabilmente..” dall’opera teatrale Merheba, di Asli Erdogan.
Chiediamo anche a voi di dare voce e  aumentare la risonanza leggendo uno o due paragrafi da uno dei libri di Asli Erdogan a vostra scelta.
Quello che dovreste fare è solo prendere uno dei suoi libri e leggere uno o due paragrafi di fronte ad una telecamera.
Potete unirvi alla campagna “IO LEGGO ASLI ERDOGAN” inviando il video registrato con qualsiasi telecamera o smartphone a Flying Broom Women’s Communication and Research Association (info@ucansupurge.org) o a FilmMor International Travelling Woman Film Festival and Cooperative (medya@filmmor.com), includendo il vostro nome, cognome, il nome del libro che avete letto e la vostra professione.
Questa campagna è aperta a tutte le donne o transgender di tutto il mondo, che parlino qualsiasi lingua e che esercitino qualsiasi professione (scrittrici, operaie, disoccupate, agricoltrici, accademiche, artiste, avvocatesse, lavoratrici del sesso, esperte sociali, attrci, musiciste, fisiche, critiche, donne d’affari, sportive, etc…)
“siamo come angeli che svolazzano sul punto estremo con le nostre ali che non possono mai aprirsi. Stiamo in piedi così vicini l’uno all’altro, le lacrime di ognuno di noi scorrono sulle guance dell’altro. Cosa stiamo aspettando, così come folla?” – Asli Erdogan, dal libro “Il silenzio della vita”.
I libri di Asli Erdogan sono stati tradotti in 17 lingue: inglese, francese, italiano, tedesco, svedese, norvegese, bosniaco, bulgaro, arabo, albanese, macedone, curdo, lituano, olandese, cinese, indonesiano e armeno.
“Noi siamo le donne uccise delle città, siamo trivellate da sottili e trasparenti assassini. Piangiamo per il sangue che scorre dalle nostre lingue, strette, fianco a fianco, spalla a spalla, faccia a faccia nel sotterraneo dei linguaggi costruiti con le parole generate per noi da secoli. Non prego più perché questo si fermi nella mia lingua. Non ce n’è bisogno. Come scorro dai buchi del gabinetto alle fogne, dalle fogne alle boscaglie, dalle boscaglie ai ciottoli, ho capito che le nostre madrelingue sono solo sistemi di suoni che non sono divini o diversi o superiori a nessun altra lingua quando il mito maschile del linguaggio diventa insufficiente… io sono una donna a cui è stata tagliata la lingua.”Dall’opera teatrale Merheba di Asli Erdogan

L’ARTICOLO SULL’ARRESTO – THE NEW YORK TIMES

(lo scritto sottostante è invece tratto dalla pagina wikipedica italiana)

Aslı Erdoğan (Istanbul, 8 marzo 1967) è una scrittrice, giornalista e attivista turca per i diritti umani.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti all’estero e i suoi romanzi sono stati tradotti in oltre dieci lingue, tra cui inglese, francese, tedesco, italiano, svedese, norvegese, arabo e bosniaco. È ritenuta una delle più importanti scrittrici della letteratura turca.[1]

Il 16 agosto 2016, dopo il fallito colpo di stato militare, è stata arrestata con altri 22 giornalisti del quotidiano filo curdo Özgür Gündem con l’accusa di “propaganda terroristica”, “appartenenza a un’organizzazione terrorista” e “incitazione al disordine”.[2][3][4]

Biografia
Primi anni
Nata a Istanbul da genitori che conobbero la detenzione e la tortura durante i colpi di stato del 1980 e 1990[5][6], si diploma al Robert College nel 1983 e si laurea in fisica all’Università Boğaziçi nel 1989[7]. Prosegue i suoi studi di fisica nucleare al CERN di Ginevra dal 1991 al 1992, occupandosi in particolare dello studio del bosone di Higgs. Questo periodo sarà da lei successivamente ricordato come un’esperienza difficile, così descritta: “Avevo solo 24 anni, ero l’unica donna, l’unica donna turca in una squadra di uomini di lingua francese. Le donne costituivano una piccola minoranza ed erano relegate in secondo piano; al CERN la rivalità, l’aggressività era insopportabile. Si arrivava lì credendo di trovare Einstein e Heisenberg, e invece quello che si incontrava erano uomini d’affari e politicanti, carrieristi che pensavano solo al successo personale; è stata dura.”[8]

Nello stesso periodo in cui studia per il conseguimento del Master a Ginevra, scrive la prima raccolta di racconti, Mucizevi mandarin, che verrà pubblicata 5 anni più tardi, nel 1996.[9]

Nel 1993, di ritorno in Turchia, lavora come assistente presso l’Università di Istanbul e scrive in due mesi il suo primo romanzo Kabuk Adam (The shell man)[9], prima di partire per il Brasile per svolgere un dottorato di studio. Il libro verrà pubblicato un anno dopo, quando già si trova a Rio de Janeiro. Dirà di seguito in un’intervista di essersi pentita di averlo scritto così in fretta, rovinando un “grande soggetto”. Il libro racconta una relazione appassionata tra un assassino, un afrocaraibico, e una donna bianca, nel passato vittima di uno stupro. Dirà l’autrice: “Io definisco questo romanzo come una partita a scacchi tra i due protagonisti.”[9]

Durante i due anni di studio trascorsi in Sud America, a contatto con la foresta amazzonica matura l’interesse per l’antropologia.

Nel 1996 fa ritorno in Turchia, dove riprende il lavoro di assistente universitaria.[10] Pochi mesi dopo l’uscita della sua raccolta di racconti Mucizevi Mandarin, scritta quando lavorava al CERN di Ginevra, decide di dedicarsi completamente all’attività letteraria e giornalistica[11].

Nel 1998 pubblica il suo secondo romanzo, Kırmızı Pelerinli Kent (1998, La città dal mantello rosso), ambientato in Brasile, che diventerà un libro di culto tradotto in tutto il mondo.

Oltre ad essersi dedicata all’attività scientifica, Asli ha sperimentato diverse attività: ballerina, insegnante di inglese, traduttrice, scrittrice di articoli di viaggio per una rivista di geografia, conduttrice di programmi radiofonici di musica classica, volontaria in progetti dedicati ai bambini di strada e alle famiglie di carcerati, conferenziera su vari argomenti, specie letteratura e mitologia. È stata attivista per i diritti umani dal 1993 e per questo fatta oggetto di indagini e persecuzioni[12]. Ha più volte perso il lavoro nei giornali presso cui svolgeva l’attività di giornalista e la paura dell’arresto l’ha più volte indotta a trasferirsi all’estero per alcuni mesi.[8][13]

È stata una dei fondatori del Díyarbakir Sant Merkezí (DSM) Diyarbakir Arts Center, il primo centro di arte e cultura a Diyarbakir.[10]

Carriera di scrittrice
Nel 1990 il suo primo racconto Son Elveda (Ultimo addio) vince il terzo premio nel Concorso di scrittura Yunus Nadi, il fondatore nel 1923 del quotidiano kemalista Cumhuriyet[14]. Il suo primo romanzo Kabuk Adam viene pubblicato nel 1994, seguito nel 1996 dalla serie di racconti Mucizevi Mandarin (trad. it. Il mandarino meraviglioso).

Acquista l’attenzione dei critici vincendo nel 1997 il premio Deutsche Welle con Tahta Kuşlar (Gli uccelli di legno) selezionato da una giuria internazionale fra 830 racconti[15] e tradotto in 9 lingue[16]. Raggiunge la notorietà nel 1998 con il secondo romanzo Kirmizi Pelerinli Kent (La città dal mantello rosso), ambientato a Rio de Janeiro. Il libro riceverà numerosi riconoscimenti all’estero[17][18] e sarà ben recensito in Turchia, Europa e Stati Uniti, con oltre 200 articoli.[16]

Dal 1998 al 2000 rappresenta la Turchia al PEN International. Dal 1998 al 2010, con alcuni anni di interruzione, è collaboratrice del quotidiano turco di sinistra Radikal, dove cura una rubrica che tratta argomenti considerati tabù come la violenza di stato, le torture, la questione curda, i diritti delle donne.[16] Nel 2003, dopo un soggiorno in Francia, di ritorno in Turchia inizia la sua collaborazione al quotidiano filo-curdo Özgür Gündem. I suoi articoli e saggi saranno successivamente raccolti e pubblicati nei libri Bir Yolculuk Ne Zaman Biter (2000, Quando il viaggio si conclude), Bir Delinin Güncesi (Denemeler – I) (2006, Il diario di un pazzo), Bir Kez Daha (Denemeler – II) (2006, Un’altra volta).

Nel 2005 la rivista letteraria francese Lire la annovera fra i “50 scrittori del futuro”[19], classificando il suo lavoro come un classico contemporaneo.

Dopo sette anni di silenzio, durante i quali la sua attività di giornalista in un periodico curdo le causerà la perdita di molti suoi ammiratori[20], nel 2005 pubblica un libro di prosa poetica, Hayatın Sessizliğinde (“Il silenzio della vita”), che prende ispirazione dalla poesia egiziana ed antica, dalle sacre scritture indù e dai libri dei santi. Il libro sarà scelto come “Libro dell’anno” dal Dünya Media group. Da quest’opera verrà realizzata una piece teatrale interpretata dall’attrice turca Serra Yilmaz al Piccolo Teatro di Milano[21][22].

Nel 2009 pubblica il suo ultimo romanzo Taş Bina ve Diğerleri (trad. fr.: Le Bâtiment de pierre, 2013), un libro allegorico in cui descrive con lirismo e poesia l’universo carcerario turco. L’opera, che riceverà in Turchia il prestigioso premio letterario Sait Faik, vuole essere un omaggio a tutte le persone imprigionate e torturate durante il colpo di stato del 1980.[23]

Da dicembre 2011 a maggio 2012 è a Zurigo come “writer in residence”, su invito del Literaturhaus di Zurigo e della Fondazione PWG, e successivamente soggiornerà a Cracovia, in Polonia. Nel 2010 il regista Osman Okkan le dedica una puntata del documentario “Paesaggi umani: sei scrittori turchi”.[24]

Sostenitrice della causa curda, denuncia gli abusi di cui sono oggetto i curdi nella Turchia orientale, e nel 2014 partecipa a una marcia di scrittori sul confine turco-siriano, durante l’assedio di Kobanê da parte delle forze dello Stato islamico.

Temi
Fra i temi della prosa poetica di Asli Erdogan ricorrono il dualismo fra arte e scienza, il passato come orizzonte temporale che domina i sentimenti e le azioni dei personaggi, il senso di spaesamento (Rio de Janeiro in Kırmızı Pelerinli Kent e Istanbul in Il mandarino meraviglioso sono trappole inquietanti e violente, Ginevra è un luogo finto) accompagnato da una dimensione di estraneità interiore; la morte come purificazione, il senso di perdita, l’emigrazione, la violenza, la follia, la solitudine, il dolore e le ferite.

Dirà l’autrice: “Per me la letteratura è l’arte di parlare la lingua delle ferite.”[25] I suoi personaggi sono spesso segnati da cicatrici o menomazioni fisiche (la protagonista del primo racconto de Il mandarino meraviglioso ha un solo occhio), o da ferite emotive. Vivono la violenza nel corpo e nell’anima senza mai interrogarla. Asli Erdogan si limita a registrarla, non dà risposta alle domande che possono sorgere; lo stile asseconda questa frammentazione emotiva sospendendo i confini fra realtà, sogno e finzione.[26]

Nessuno dei suoi lavori può essere classificato solamente come un racconto o un romanzo o una poesia. L’autrice viaggia fra i diversi generi letterari. In un’intervista ha affermato: “Per me la scrittura è un viaggio verso l’immortalità e anche verso una morte assoluta. Si può andare lontani da te stessi, e, allo stesso tempo, si può arrivare di nuovo a se stessi. La scrittura è un viaggio in questo cerchio”.[27].

Arresto
Asli Erdogan dopo il fallito colpo di stato del 15 luglio in Turchia è stata fermata dalla polizia durante l’assalto delle forze dell’ordine al giornale Özgür Gündem il 16 agosto 2016, e successivamente arrestata con altri 20 membri della redazione del giornale. Il suo arresto è stato convalidato con l’accusa di aver fatto propaganda a favore di un’ “organizzazione terroristica”, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK).[28][29]

Nella settimana dal 20 al 24 settembre 2016, come forma di protesta contro l’arresto di Asli Erdogan, si è svolta in Italia l’iniziativa “Scrittura libera” che ha coinvolto numerose librerie nella lettura pubblica di brani tratti da Il mandarino meraviglioso.[30][31]

Nel mese di settembre 2016 PEN Svezia le ha assegnato il Premio Tucholsky, un riconoscimento agli scrittori che combattono per la libertà di pensiero e di espressione.

Opere
Kabuk Adam (1994), The shell man
Mucizevi Mandarin (1996), trad. it. Il mandarino meraviglioso, Keller, 2004; trad. ted.: Der wundersame Mandarin, Galata, 2008; trad. sved.: Den mirakulöse mandarinen, 2008
Kırmızı Pelerinli Kent (1998), trad. fr.: La ville dont la cape est rouge, Actes Sud, 2003 ; trad. norv.: Byen med den røde kappa, 2004; trad. ingl.: The City in Crimson Cloak, Soft Skull Press, 2007; trad. ted.: Die Stadt mit der roten Pelerine, Unionsverl., 2008; trad. araba: al-Madinah dhat al-ʻabāʼah al-qarmazīyyah, 2008; trad. sved.: Staden i den röda kappan, 2011
Bir Yolculuk Ne Zaman Biter (2000) (Gazete Yazıları)
Absürd öyküler (2003)
Hayatın Sessizliğinde (2005)
Bir Delinin Güncesi (Denemeler – I) (2006)
Bir Kez Daha (Denemeler – II) (2006)
Taş Bina ve Diğerleri (2009) (Öykü), trad. fr.: Le Bâtiment de pierre, Actes Sud, 2012; trad. sved.: Stenbyggnaden, 2012
Sabah ziyaretçisi, Tahta kuslar, Mahpus, Geçmiş ülkesinden bir konuk, Bir delinin güncesi, trad. fr.: Les oiseaux de bois, Actes Sud, 2009
Gecede sana sesleniyorum=Je t’interpelle dans la nuit (2009), ediz. bilingue, Maison des écrivains étrangers et des traducteurs, 2009
Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]
Nel 2014 l’editore Keller ha pubblicato la raccolta di racconti Il mandarino meraviglioso (Tit.orig. Mucizevi Mandarin, 1996), tradotta da Giulia Ansaldo.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Most Read Today – Più letti nelle 24 ore…

Attività editoriali per scrittori e autori

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