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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Gordiano Lupi: io, Yoani, la morte di Fidel, gli incauti del Corriere: “Che tutto cambi perché niente cambi”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Gordiano Lupi

44175-004-1aa92245Muore Fidel Castro e si scatena la prevedibile ridda di commenti. Arrivo forse ultimo in questa sorta di gioco al massacro dove ognuno dice la sua, persino chi fino a ieri si occupava di gatti e ricette. Ma il giornale più divertente è il Corriere della Sera. Una giornalista mi chiede di metterla in contatto con Yoani Sanchez.

Davvero ben informata, non sa niente di quel che che è accaduta tra me e Miss Pinocchio, la blogger più farlocca della storia. A parte questo, ho scritto tanti articoli annunciando la finta morte di Fidel, quando mi occupavo notte e giorno di Cuba, sull’onda delle notizie diffuse dai suoi nemici di Miami. Mi sono perso di annunciare la vera morte, invece. E in fondo ho fatto bene, perché la scomparsa del leader maximo non cambia le carte in tavola, non modifica l’orologio della storia.

Fidel è stato così lungimirante da preparare la sua successione ben 10 anni fa, mettendo al potere il fratello Raul. Si è ritagliato un ruolo da padre della patria, da vecchio saggio, ancorato hai precetti rivoluzionari, spesso ha finto di prendere posizione contro le aperture del fratello, proprio per favorirle. Fidel Castro è morto nel suo letto, sorte che non tocca a tutti i dittatori. Non solo, è morto onorato da tutti, persino dalle democrazie occidentali, che manderanno il loro ministri a Santiago per il grande funerale di Stato del 4 dicembre. In barba al mancato rispetto dei diritti umani, ignorando i cubani che fuggono, non pensando alle famiglie separate e a una cuba economicamente alla deriva.

Ecco perché non comprendo la gioia degli esiliati di Miami. Ha vinto lui, ancora una volta, amici cubani. E’ morto come voleva e ha lasciato in eredità la Cuba che voleva, ben salda nelle mani del partito, non più comunista – se mai lo è stata – ma fidelista. Per questo non gioisco, come fa Yoani Sanchez, e non penso che la morte di un simbolo favorirà un cambiamento che nessuno vuole.

Onore a Fidel Castro per la grande rivoluzione che un tempo ormai lontano ha compiuto, lotta di popolo contro un dittatore. Disonore per tutto il resto, sopratutto per la rivoluzione tradita. Rispetto per l’uomo e per il politico, grande fino alla fine, capace per fino di sopravvivere a se stesso. Un tempo avrei detto che la storia non lo assolverà. Adesso non ne sono cosi sicuro, perché la storia la scrivono sempre i vincitori…

Gordiano Lupi

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