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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Il 4 dicembre votiamo NO e difendiamo la Costituzione – Patrioti italiani (22) – ANTONIO ARCIONI, il militare svizzero che servì tra i volontari del Risorgimento italiano.

ROSEBUD TV – Bob Marley – Redemption Song

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Antonio_Arcioni_(1811)_NZZ_2011-11-29.pngAntonio Arcioni (Corzoneso, 11 aprile 1811 – Dongio, 21 novembre 1859) è stato un patriota e militare svizzero, servì tra i volontari del Risorgimento italiano.

Cenni biografici
Nacque nel 1811 a Corzoneso, un comune della Valle di Blenio nel Canton Ticino in Svizzera, da un’antica famiglia patrizia ticinese[1], ma da giovane visse a Milano. Di sentimenti repubblicani fu un fervido seguace di Giuseppe Mazzini, dopo aver combattuto nel 1832 come ufficiale in Portogallo, dal 1834 al 1844 in Spagna tra le file dei Costituzionali contro i Carlisti, ove fu decorato dell’Ordine di Isabella la Cattolica, e Svizzera nel 1847 contro i cantoni del Sonderbund, allo scoppio della prima guerra di indipendenza italiana del 1848 corse a Como ove assunse il comando di un corpo di volontari formato da 1.500 ticinesi con lo scopo di sostenere la rivolta antiaustriaca del Governo provvisorio di Milano.

Nominato colonnello dei Corpi Volontari Lombardi combatté in Trentino nel corso della sfortunata invasione volta alla conquista di Trento[2]. In seguito a dissensi sorti con il generale Michele Allemandi riguardanti la condotta delle operazioni, Arcioni ritornò in Svizzera[3]. Nel 1849, con il grado di generale comandante della Legione dell’emigrazione italiana, prese parte alla difesa della Repubblica Romana meritandosi gli elogi di Giuseppe Garibaldi.

Nel 1855 fu eletto deputato liberale al Gran Consiglio ticinese. Morì a Dongio nel 1859[4].

A Arcioni sono state dedicate alcune vie in Italia e in Canton Ticino infatti una via a Roma.

(tratto dalla pagina wikipedica italiana)

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