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Quello che il renzismo non dice (310) – COGLIONI!

INDEPENDENCE DAY 4 DICEMBRE 2016. Grazie Italia per avere salvato la nostra Costituzione. Grazie.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.
(Charlie Chaplin)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

È riuscito a rompere il cazzo anche con il discorso di dimissioni più lungo della storia, ma infine si è tolto dai coglioni. Si è tolto? Più che un aforisma un dubbio atroce. (Rina Brundu)

Rina Brundu

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I bravi attendono don Abbondio

Non lo nascondo: ci ho pensato almeno cinque secondi prima di scegliere il titolo di questo pezzo, poi ho pensato bene di metterlo in maiuscolo! A dire il vero il titolo a cui avevo pensato originariamente era “Scribacchini!”, e voleva essere un’altra critica al pessimo giornalismo di questi tempi. Poi però la situazione politica (si fa per dire) è precipitata: ho dovuto leggere prima una dichiarazione del nostro ministro dell’Interno Angelino Alfano che di fatto ha sdoganato il clientelismo in Italia, e quindi la mafia nel suo senso etimologico più vero, e poi mi è stato propinato un incipit di TG1 che – anziché occuparsi di questa tremenda emergenza democratica – mi ha sbattuto in faccia, con la forza dell’arma contundente, i ridicoli e ingenui casini dei pentastellati… a quel punto, come chiunque potrà immaginare, ero confusa: non sapevo chi fosse più coglione e ho preferito la concisione che paga sempre.

Ma a ben pensarci anche queste ultime novità non cambiano il “gist” della faccenda. Detto altrimenti, l’argomento è sempre lo stesso: ovvero la prova miserabile, miseranda, servile, genuflessa che il giornalismo nostrano ha dato all’atto pratico, davanti ad un regime italico tanto immondo da essere secondo solo al fascismo in quanto ha oscenità poste in essere, fermo restando che, a occhio, Mussolini pareva più simpatico. Che bei campioni di democrazia: fanno cagare! Fanno cagare quando deambulano tronfi e satolli, sgattaiolando di studio televisivo in studio televisivo, pagati con i nostri soldi, sciorinando perle aforistiche che a confronto le scoregge dei maiali orwelliani erano manna da preservare, producendo prediche imbottite di una filosofia nefasta quale solo può essere quella che, pur di salvare lo scranno al culo di un Premier non voluto dal popolo e mai eletto, invita a dimenticare i concetti cardine della democrazia. Da quando in qua le Costituzioni le fanno un manipolo di bravi scaltri che per ottenere il risultato si mettono d’accordo con altri bravi più scaltri di loro?

E che dire dei loro colleghi della carta stampata? Senza fare nomi: che dire dei due quotidiani italiani che erano considerati i migliori giornali del paese, i.e. il Corriere della Sera di Luciano Fontana e Repubblica di Mario Calabresi?  Non ho alcun problema a scrivere che se fossi al posto di Urbano Cairo e Carlo De Benedetti chiuderei i battenti subito e riaprirei solo dopo una disinfestazione profonda, attenta, tesa ad assicurare che mai più nel futuro vi si scrivano puttanate come quelle pubblicate da quelle due testate a partire da quel disgraziatissimo febbraio 2014 in poi: uno schifo!

Eppure, forse proprio per questo, forse proprio perché ora abbiamo prova del fatto che il nostro “miglior giornalismo” non esiste e magari non è neppure esistito, adesso come non mai serve riportare nero su bianco anche i nomi di quei pochi professionisti italiani che si sono distinti altrimenti in questi tempi mediatici davvero incommentabili. Sono pochi, meno di una decina, ma distribuiti equamente rispetto al loro diverso “sentire” politico. Primi fra tutti vi è davvero da fare un monumento a Marco Travaglio e alla redazione de Il Fatto Quotidiano (a mio avviso questo giornale dovrebbe essere raccomandato per il Pulitzer), per la forza, la tenacia, la dignità, la correttezza professionale con la quale hanno parato i colpi governativi e hanno tenuto duro; tra i giornalisti de Il Fatto cito Andrea Scanzi, che è scaltro e a volte tende agli incisi apologettici alla Giletti (vedi la ridicola esaltazione dello Scalfari renzista suo malgrado), ma è bravo e capace, due tratti a cui si può perdonare molto.

A destra mi ha fatto piacere vedere come hanno “resistito” all’urto renzistico Alessandro Sallusti, Maurizio Belpietro e Mario Giordano che solo qualche anno fa venivano dipinti come leccapiedi, mentre il renzista Giuliano Ferrara faceva il figo prima di rivelarsi in tutta la sua “potenza” intellettuale, oltre che meramente fisica, e nella sua qualità di campione civile. A sinistra un bravo a Massimo Giannini, ma il vero campione del giornalismo italiano professionistico di questi tempi è senz’altro Giovanni Floris. Non stimo Floris come scrittore, e non avevo di lui una grande opinione come giornalista quando  era in Rai3: ha dimostrato invece di essere fatto di altra pasta, di essere uno rispettoso ma con le palle, di essere knowledgeable e didattico ad un tempo, nonché libero: chapeau!

Gli altri? COGLIONI!

PS – Però da quest’ultima categoria escluderei sia il Luca Telese che questa sera a “Otto e mezzo” ha lottato come un leone contro il ministro Pinotti (mettendola in difficoltà per tutto il tempo) e contro il Paolo Mieli per il SI, e anche molti altri giornalisti del canale La7 che ci hanno salvato dall’imbarbarimento totale. Grazie!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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