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ELIA – Il brigadiere Vanni e i percorsi della logica

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Rina Brundu

Spiando tra le carte del caso che aveva sottomano, Vanni si rese conto che la cultura autoctona e apparentemente immutabile che aveva imparato a conoscere, amare, persino a temere, stava mettendo una sorta di seconda pelle in quegli anni. Si trattava di una mutazione che in qualche modo la proiettava verso il futuro, anche se il cambiamento in corso non sembrava indirizzato verso il meglio. Non venivano meno, per esempio, i peculiari tratti della speciale essenza che aveva sempre caratterizzato quelle genti e che – il brigadiere se n’era ormai convinto – era pure la cagione prima dei loro mali.

Nei primi tempi della sua permanenza in quelle zone, la vita gli era sembrata solo apparentemente più facile, più semplice, rifletté Vanni con il senno di poi. Le emergenze, anche nel suo lavoro, erano rare, e quando diventavano davvero tali erano pure irrisolvibili. Il brigadiere ricordava alcuni casi di importanti sequestri di persona che avevano interessato l’area: una pratica violenta e abominevole che adesso sembrava essere passata di moda; l’uomo aveva bene in mente anche il clima di omertà totale che circondava tali faccende, l’abitudine atavica a considerare i militi come ambasciatori di una autorità da cui i nativi non si sentivano rappresentati.

Anche gli omicidi per gelosie, ripicche, vendette, o causati dalla semplice ubriacatura durante le numerose feste e sagre, non erano una rarità, così come non era raro il caso in cui tali azioni criminali tenevano a battesimo improbabili eroi-banditi che si davano alla macchia e diventavano difficili da gestire anche nella pesante eredità culturale che contribuivano a plasmare.

Infine c’erano le faide familiari che, più di ogni altra abusata mala pratica, mostravano il lato oscuro di quelle antiche popolazioni di montagna, sicuramente il tratto tipico che Vanni aveva imparato a temere di più. Interrompendosi con le capziose elucubrazioni, il brigadiere si rese conto che anche le ultime vicende, sotto diverse prospettive, e a dispetto della loro carica virtuale, potevano essere classificate sotto quella macro-categoria criminale e quindi, proprio per questo, risultavano più pericolose. «L’essenza dell’anima non cambia mai veramente, e comunque non questa… essenza» borbottò il milite rendendosi subito conto di avere fatto un qualche passo avanti nell’analisi del caso, sebbene non fosse ancora certo in cosa consistesse esattamente la sua folgorazione.

L’appuntato Carena entrò nell’ufficio di Vanni con un faldone in mano: lo depositò sulla scrivania, andò a chiudere la finestra e poi si sedette davanti al brigadiere. Una riunione per fare il punto sulle diverse inchieste in corso era necessaria: a giorni avrebbero dovuto riferire ad Angeletti che aveva già minacciato l’invio di un altro ispettore.

Al solito Vanni tentò di fuggire lo sguardò acuto di Carena che da dietro gli occhialini pareva comandargli l’annuncio di un qualche passo avanti che non era stato ancora fatto, o di sorprenderlo con una illuminazione importante.

«La verità è che quel mento sempre sbarbato non gli giova» si era lamentato il brigadiere in più di una occasione. In effetti, il faccino glabro dell’appuntato lo faceva sembrare molto più giovane della sua età, quasi un ragazzino, ma l’unico che pareva non porsi il problema era proprio lui. Carena era un ottimo esemplare di quei giovinotti che oggigiorno chiamano “nerd”, che se fosse possibile vivrebbero con il computer incorporato e che erano depositari di punti di vista e di un senso dell’umorismo impossibili da decifrare per l’uomo qualunque. Vanni dava atto a Carena della sua grande intelligenza, nonché di una impressionante capacità di argomentazione logica, ma trenta anni di esperienza tra quelle valli, gli avevano insegnato che non tutto si può risolvere con la logica. Anzi, il brigadiere sapeva con certezza che le strade preferite da quell’essenza-diversa che faceva muovere il mondo nelle loro zone, erano tutto, fuorché i percorsi della logica.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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