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Quello che il renzismo non dice (306) – Rivolta in Sicilia: “Non c’é un cazzo di politico che rappresenti i lavoratori”. E sui talk-show davanti ad un dramma “storico-sociale” e politico epocale: se il PCI ai giovani Staino a noi (purtroppo!).

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

pigs-1520968_960_720La frase virgolettata del titolo l’ha urlata, ai microfoni di PiazzaPulita (La7), un lavoratore siciliano nei giorni scorsi. Costui, insieme a tanti suoi colleghi, manifestava contro la tappa siciliana del Matteo Renzi impegnato a visitare le parrocchie d’Italia dove il NO verrebbe dato in vantaggio (circa 8000 comuni, sembrerebbe, almeno a guardare gli ultimi sondaggi). Poi fortunatamente in quella particolare località l’incontro è stato annullato. In compenso però il Premier ne ha fatto un altro di comizio, sempre nella Sicilia di frontiera, distante anni luce dall’atmosfera ovattata della sua Leopolda. E, ahime!, è stato proprio in quell’occasione che tutti i nodi sono venuti un’altra volta al pettine, è stato lì che è venuta fuori in tutta la sua potenza l’incapacità di Matteo Renzi di essere un leader amato, rispettato, un capo capace di rappresentare il popolo, i suoi problemi: proprio non ci riesce, non fa per lui!

“Non c’é un cazzo di politico che rappresenti i lavoratori”

ha infatti urlato il signore siciliano, di fatto cogliendo in pieno il gist dell’epocale dramma che stiamo vivendo, come non sono riusciti a fare tutti i soloni, opinionisti, sondaggisti, scrittori, commentatori del cazzo che di questi tempi abbondano in tv, e dovunque, predando sullo stato di disagio dei più. A dire il vero l’unico che alcuni giorni fa ha parlato di “dramma-storico-sociale” è stato Massimo Cacciari dalla Gruber. Uno su mille, insomma, ce l’ha fatta, fermo restando che a mio avviso, e il caso Matteo Renzi al governo docet!, il dramma non è solo storico-sociale, ma è storico-sociale e politico: possibile che un lavoratore di una terra di frontiera abbia più capacità di visione di un filosofo temprato e della casta mediatica tutta?

Per me non solo è possibile, ma è possibilissimo: per provarlo basta testare la “sostanza” di questa casta mediatica e nel farlo sfido chiunque a non lasciarsi cadere le braccia. Tralasciando i contesti informativi e giornalistici Rai che ormai non guardo più anche perché, alla mia età, ho davvero poca pazienza con le favole della buonanotte e con le storielle dei pigs that fly (in italiano sono gli asini a volare, ma è sempre la stessa questione), sorvolando per carità del cielo sui canali Mediaset convertitisi convintamente dal berlusconismo al renzismo che pure ha fottuto il loro leader-maximo, prendiamo il canale 7, l’unico su cui si possa fare un qualche ragionamento valido.

Nello specifico prendiamo la scaletta talk-show di oggi. Alle 7.30 è andato in onda Otto e mezzo di Lilli Gruber: ma chi ti ha invitato la Gruber come esponente di “sinistra”, come esponente delle ragioni di quei lavoratori mal rappresentati di cui sopra? Nientepocodimenoche l’attuale direttore de L’Unità: Sergio Staino. E cosa ha detto Staino, nel suo ruolo di strenuo difensore dei diritti degli ultimi, quello Staino già compagno di tutti i compagni di cielo, di terra e di mare? Staino ha dato ad intendere che Renzi è un signor Premier, che il fatto che non sia stato eletto è un’inezia e che lui non ama chi protesta, alla maniera del Travaglio che vuole le forche. Insomma, fanculo il PCI, fanculo i compagni, fanculo Berlinguer, fanculo Gramsci, fanculo Pasolini, fanculo i compagni siciliani che protestano e fanculo pure il fanculo cosmico che sarebbe stata l’elezione di Trump second0 Michale Moore, perché quando vogliamo non siamo secondi a nessuno, men che meno con gli affanculi.

Subito dopo, sempre seguendo la scaletta odierna di La7, ecco il PiazzaPulita di Formigli, cioè proprio quel programma che ha avuto il coraggio e la forza intellettuale di mostrare le rivolte isolane e di ascoltare le urla di quei lavoratori: ma chi ti chiama subito dopo Formigli per discutere di trumpismo, di problemi degli ultimi, e delle ragioni di quei cittadini mal rappresentati? Vittorio Zucconi, ovvero un altro giornalista della Repubblica-renzista che negli ultimi tre anni si è distinto pure lui nella lotta-mediatica-pro-governatizia (a favore di quella, s’intende!).

“Su Trump” ha detto quest’oggi lo scrittore Buttafuoco, anche lui ospite della Gruber “i soloni si sono rivelati peggio del mago Otelma, con tutto il rispetto per il mago Otelma”. Solo su Trump? aggiungo io, magari fosse! And pigs fly. Sic.

Rina Brundu

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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