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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ma alcuni istituti scoppieranno e sarà un boato…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Nico Grilloni

satellite-orbiting-earth-animation-1Se il 4 dicembre dovesse vincere il no, non succederà nulla di tragico, nulla di stravolgente. Almeno sul piano politico. E gli italiani, che fessi non sono, di ciò sono convinti. Anche se il Renzi, di giorno in giorno più minaccioso – ma anche, giorno dopo giorno, più promettente (nel senso che va di promessa in promessa) – forse pensando di minacciarci ha detto oggi che non è disposto a guidare un eventuale governicchio, o un governo tecnico che si dovesse eventualmente instaurare all’indomani del voto sul referendum costituzionale. Tranquillizziamolo dicendogli subito che speriamo la sua sia una promessa – in quell’occasione da mantenere – e non una minaccia.

Ma ho la sensazione che all’orizzonte ci sia qualcosa di burrascoso che fin qui ci è stato taciuto. E ci è stato taciuto per evitare di portare altra acqua al mulino del no insecchendo contemporaneamente i rivoli del sì.

Lasciamo perdere, per il momento, la pagliacciata della cancellazione di Equitalia alla quale è stato cambiato solo il nome, mettiamo pure da parte l’altra pagliacciata del veto al bilancio europeo che fra meno di un mese sarà risucchiato per contingenti esigenze, sorvoliamo, per il momento, sull’occupazione che dopo l’esaurimento delle agevolazioni contributive ai datori di lavoro, adesso va in caduta verticale, ma c’è molto che il premier non dice, che non ci comunica per il terrore di perdere consensi e su più fronti. Perché non è che i vecchi orsi bigi del PD siano caduti in letargo. No, sono dietro l’uscio, e con la mannaia in mano, pronti a profittare del passo falso. E chi potrebbe oggi sgambettare il Renzi? Le banche. Si, gli istituti di credito che navigano in acque agitate, il Monte Paschi e l’Unicredit in pole position.

Il Monte Paschi è sull’orlo della bancarotta. Gli economisti lo sanno e lo sa benissimo JP Morgan che per definire il soccorso pretende ciò che il Governo non vuole dirci. In pratica l’applicazione della mascalzonata del bail in che consente alle banche in default di attingere capitali dai conti correnti dei clienti che abbiano depositi al di sopra dei 100 mila euro. Ma non basta, perché JP Morgan, che vuole quasi azzerare il proprio rischio di compartecipazione al salvataggio, vuol porre in discussione anche le azioni che afferiscono al medesimo istituto o delle quali l’istituto si è posto come garante. Il che significa che se ho acquistato azioni MPS, diciamo a un euro ciascuna, adesso se non voglio perdere l’intero capitale investito devo accettare che mi vengano valutate 10 centesimi ciascuna e anche meno. Si, devo accettare perché altrimenti, con un colpo di penna, vengo espropriato dell’intero mio credito. Come a dire che lo squalo bianco, in confronto a certi banchieri è pericoloso come un merluzzo.

E Renzi e Padoan sanno tutto ciò, e tacciono. Parlano d’altro. Ma ho idea che il boato dell’esplosione mortale del più antico istituto di credito lo sentiremo dopo il 4 dicembre. E sì, sarà un boato perché al confronto, quanto accaduto a banca Etruria sarà solo il rumorino degli innocui petardi che da bambini chiamavamo miccette.

Renzi, Padoan e Boschi sono perfettamente al corrente della condizione di MPS e Unicredit, ma spudoratamente tacciono. Avete infatti sentito qualche dichiarazione dei tre sunnominati che si riferisca a quanto qui raccontiamo, qualche affermazione che potesse suonare anche soltanto come timido campanello di allarme per i clienti di MPS e Unicredit? Nulla. Silenzio assoluto. Perché al presente l’unico salvataggio per il quale stanno dando l’anima è quello della LORO Carta costituzionale. Che poi si applichi il bail in ai correntisti di questi due istituti e si azzerino i risparmi di migliaia e migliaia di cittadini… Ma chi se ne fotte?!

Nico Grilloni

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info@ipaziabooks.com

2 Comments on Ma alcuni istituti scoppieranno e sarà un boato…

  1. Di questi pagliacci incapaci e bugiardi ne abbiamo piene le scatole. Se ne devono andare prima che tocchiamo il fondo oscuro.

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  2. Andarsene? Sì, muoia Sansone con tutti i Filistei….

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