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Quello che il renzismo non dice (304) – Sul populismo di governo e dal “galleggiamento” alla traversata in “transatlantico”.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

img-20161110-wa0007Quella che riporto qua sotto (1) è la definizione di populismo tratta dal dizionario Treccani online. Ho ricontrollato questa specifica significazione perché confesso che sono giorni che mi spremo per comprendere come, nella sua definizione attuale, almeno a sentire la casta governatizia italica e mediatica dell’era pre e post-trumpismo, la sua significazione si risolverebbe solamente nella derivazione “estesa” e negativamente connotata della stessa. Da un lato non riesco a capire cosa ci sia di così deplorevole in un qualsiasi sentimento (sia pure esplicitato attraverso un movimento culturale o un partito politico) che abbia a cuore gli interessi e le condizioni di vita delle classi più disagiate (qualcuno dovrà farlo questo sporco lavoro anche in epoca renzista, o no?), dall’altra non ho ben chiaro dove bisognerebbe tracciare la linea divisoria tra “populismo buono” e “populismo cattivo”.

Che poi io ho prospettive di visione particolari, tendo a farmi le mie idee e per cambiarle debbo avere evidenza della bontà della nuova linea guida da seguire. Per esempio, se vedo il duce-figlio (volgarmente detto ducetto), che si mostra mediaticamente con le sole bandiere italiane alle spalle, escludendo di proposito quella europea, mi vegnono in mente tante cose: a) penso che questa tipologia di immagine, inclusi i messaggi subliminali che porta seco, l’abbiamo già vista al tempo del duce-padre e non ci serve una repetita; b) penso inoltre che il ducetto mi stia prendendo per il culo, che mi ritenga insomma una mezza deficiente, il cui giudizio politico sul suo governo è suscettibile di cambiamento qualora egli, in quanto leader maximo, trovi un capro espiatorio convincente (i.e. di norma l’Europa); c) dulcis in fundo, penso che quella disgraziata immagine sia epressione plastica del peggior populismo che si possa vedere, i.e. il populismo di governo: ovvero l’infimo sentimento che cova solo nei cuori dei peggiori politicanti e che notoriamente vive del motto “vi facciamo cornuti e pure mazziati”.

Visto? Ci sono cascata anche io: non ho ragionato con la testa ma con la pancia! Scagli infatti la prima pietra lo spin-doctor renzista, o il giornalista italiano, che non mi accuserebbe di avere appena fatto un discorso populista: e pensare che io non ho neppure finito! Sì, perché, quando vedo Matteo Renzi che si mostra senza bandiera europea agli italiani e poi va dalla Merkel con la coda tra le gambe, a me girano pure i maroni a mille: a voi no? E in questo caso il mio é populismo buono o populismo cattivo? Ah, saperlo! L’unica cosa certa che so e che se fossi la Merkel – un capo di governo che ammiro – io uno come Matteo Renzi lo riceverei solo su appuntamento, nonché dopo avere fatto verificare al segretario Junker che colui abbia davvero fatto i compiti a casa, che non sia lì a cazzeggiare come è tipico dei governanti italici e specialità di questo Premier non-eletto: insomma, non mi fiderei mai!

Ne deriva che oltre ad essere la peggior forma di populismo che si possa immaginare, il populismo di governo è pure diseducativo, perché da che mondo é mondo non mi risulta che la linea politica dei capi-esecutivo dei paesi democratici occidentali si estrinsichi a seconda della situazione, per mera illuminazione, seguendo la filosfia del dove cojo-cojo, dopo avere imparato a memoria il bignami rivoluzionario dell’immenso Thoreau disperso tra i boschi! Come a dire che a ciascuno va il suo, e ad un leader moderno valido si addice una linea politica matura, piuttosto che la tendenza a distribuire bonus a scazzo o a portare qualunque bandiera pur di restare attaccato allo scranno.

Che poi il Premier ha pure avuto il coraggio di dire che lui non ama…. galleggiare: cazzo sono tre anni che galleggia, il suo è il governo del galleggiamento…. e che galleggiamento! E adesso spera nel “passaggio” in “transatlantico” (in tutti i sensi), per salvare centinaia di sederi-disperati senza scranno nell’eventualità di elezioni: e mai un novello patriota alla Luigi Rizzo (l’Affondatore), quando serve!

Rina Brundu

  • populismo s. m. [dall’ingl. populism (der. di populist: v. populista), per traduz. del russo narodničestvo]. – 1.Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del sec. 19° e gli inizî del sec. 20°; si proponeva di raggiungere, attraverso l’attività di propaganda e proselitismo svolta dagli intellettuali presso il popolo e con una diretta azione rivoluzionaria (culminata nel 1881 con l’uccisione dello zar Alessandro II), un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, spec. dei contadini e dei servi della gleba, e la realizzazione di una specie di socialismo rurale basato sulla comunità rurale russa, in antitesi alla società industriale occidentale. 2. Per estens., atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. Con sign. più recente, e con riferimento al mondo latino-americano, in partic. all’Argentina del tempo di J. D. Perón (v. peronismo), forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione. In ambito artistico e letterario, rappresentazione idealizzata del popolo, considerato come modello etico e sociale: il p. nella letteratura italiana del secondo dopoguerra.” (definizione tratta dal Treccani online)

PS Grazie a chi mi ha inviato la featured image e grazie all’autore se le due persone non coincidono. Peccato però: due genitori così svegli e intelligenti e a volte guarda come ti vine la prole…

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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