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Quello che il renzismo non dice (302) – Sull’attacco del giornalismo liberal alla famiglia Addams più cool della Casa Bianca… Vedono la pagliuzza ma non l’elefante.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Rina Brundu

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di Rina Brundu. Ma la democrazia non insegna che i risultati delle elezioni vanno accettati e rispettati? Non è questo il dettame delle regole democratiche che dovrebbero essere incensate dai manifesti “liberal”? Personalmente non ho sostenuto Trump nella sua corsa alla Casa Bianca: tifavo Hillary perché ritenevo che l’opportunità che ci regalava fosse una chance che noi donne non dovevamo lasciarci sfuggire. Il popolo americano però ha deciso altrimenti e così sia.

Da questo punto di vista, fanno davvero impressione le esternazioni che si sentono in questi giorni, anche in luoghi che avresti pensato provvisti di maggior senno e capacità diplomatica. Tra tutte la più risibile è senz’altro quella del presidente della Commissione europea Junker, il quale ha sostenuto che con Trump si perderebbero almeno due annni di tempo nell’iter operativo. Due anni? Se pensiamo al tempo che ci hanno fatto perdere Junker e i suoi colleghi, in quel carrozzone burocratico e sovente nullafacente che è la UE di questi tempi, non mi pare proprio un dramma. Senza dimenticare che sentire il belga Junker che dà lezioni al presidente americano sulla democrazia fa davvero sguaiare: se non fosse stato per gli americani infatti lui a quest’ora non solo dovrebbe portare il caffé alla Merkel, come già fa, ma lavarle anche le mutande. E sull’argomento è meglio fermarsi qui.

Immediatamente secondi, dopo il Junker-Garibaldi, eroe dei due mondi, ecco quindi i giornalisti italiani. Se il presidente della Commissione europea ha fatto ridere, loro fanno piangere e molto più della pur shockata classe mediatica americana. Di fatto nulla come l’elezione di questo presidente americano sopra-le-righe ha potuto con il nostro giornalismo: finalmente si è risvegliato! Finalmente, di nuovo, le usate, datate, filippiche, in nome di chissà quale imprescindibile sentire democratico che bisognerebbe salvare: liberté, egalité, alimorté. Fanno pena, e chissà che fatica portare un coglione in una scarpa e l’altro, schiacciato, nell’altra? E già perché la ritrovata purezza-etica della nostra classe mediatica come al solito vive di due pesi e due misure: un peso e una misura per il Trump voluto dagli americani alla presidenza, e un peso e una misura per il ducetto non-eletto italiano che in questi giorni si sta affannando come può, e come sa, anche oltre frontiera (ma sempre con i  soldi nostri) per tentare di salvare il sedere sullo scranno che nessuno gli ha consegnato.

È questa la democrazia che vogliono farci ingollare, come fosse l’olio di ricino dei tempi che furono? La democrazia del vedo la pagliuzza nell’occhio del vicino ma non l’elefante che mi distrugge il cortile? Se è così se la possono tenere. Tuttavia, riuscissero almeno a contenersi, soprattutto negli studi televisivi, eviterebbero anche di scadere nel ridicolo proprio come Junker: loro e il suddetto ducetto che, durante i giorni dell’immonda Leopolda, ha pure accusato Marco Travaglio di essere un “leone da tastiera”. Insomma, secondo lui il giornalista de Il Fatto si saprebbe difendere solo scrivendo. Certo che si difende scrivendo: quella è la sua professione, e grazie-cielo per i giornalisti come lui! Del resto, sempre meglio un leone da tastiera di un rana dalla bocca grande che sputa sentenze da alti pulpiti e si fa bello grazie ai soldi altrui.

Vorrei crederla altrimenti, ma temo che questa litania anti-Trump continuerà molto a lungo: senza senso, e senza ragione visto che il presidente-eletto non si è ancora neppure insediato. Diversamente da Juncker, io penso che noi all’America dobbiamo rispetto, anche alla loro democrazia, alle sue regole che, come si evince, sono più sostanziali delle nostre: non ho dubbi che se Trump dovesse strafare, gli americani avranno modo di ricondurlo a più miti consigli e senza il nostro aiuto, il nostro ridicolo stracciarci le vesti. In ogni caso meglio la famiglia Addams più cool di sempre alla Casa Bianca, degli spettri distopici stile fattoria degli animali che abitano attualmente i nostri centri di potere: e, comunque, il 4 dicembre saranno gli italiani a decidere cosa fa più paura o cosa impensierisce di più i loro animi, non il giornalismo pseudo-liberal denoartri, vorrei ma non posso. Sic.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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