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Didone fra tradizione e novità

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Ivana Vaccaroni

800px-joseph_stallaert_-_la_mort_de_didondi Ivana Vaccaroni. La tradizione antica, cartaginese,  non metteva Didone in rapporto con Enea. A lei erano stati attribuiti due nomi, quello di YeissQ, ma anche Elissa, di origine  fenicia, nonché  quello di Deidq che le era stato attribuito dai Libii per il suo costante vagare.

Elissa era la sorella di Pigmalione, re di Tiro, fuggita in quanto il marito era stato ucciso dal fratello e lei aveva poi fondato Cartagine. Il re della Libia l’aveva quindi chiesta in sposa e Didone, fingendo di preparare un rito che la sciogliesse dal giuramento di fedeltà  al marito, preparò  invece un rogo e si uccise.

Ecco che in Virgilio riscontriamo parecchi elementi di questa tradizione quali il ricordo del marito, il senso del pudore, il rito dal sapore magico e il finale tragico con il suicidio. Didone voleva così dimostrare che si dava la morte per mantenere la promessa fatta al marito, e quindi la fedeltà, divenendo così un’eroina immortale.

Il tema della donna innamorata e abbandonata, nell’antichità costituiva un topos che Virgilio riprese per elaborare la storia della regina di Cartagine.

L’elenco di tali donne, con  il loro dolore che le accomunava nell’infelicità per amori dagli esiti tragici, era lunghissimo e aveva fornito notevole materiale ad autori come Callimaco e Catullo. Il carattere  più  significativo di queste eroine si trova però  nelle tragedie, nella Medea di Euripide come nell’Alcesti, quando Iri , nell’ultima scena del libro IV recidere il capello della vita.

Didone viene  tristemente rappresentata in modo negativo, come la persona malvagia che trattiene l’eroe impedendogli di compiere la sua missione, ostacolandolo nel percorso tracciato dal fato.

È peraltro la vera protagonista di tutta la vicenda, in qualità  di  donna, regina e amante. I lettori e l’autore sono presi da compassione nei suoi confronti e a lei Virgilio attribuisce il ruolo di grande eroina tragica, ruolo che Enea non ha, mentre come vittima della passione amorosa è la riprova della profonda empatia del poeta.

 La folgorante passione d’amore di Enea  è una passione che sconvolge la regina in maniera totalizzante, senza concederle respiro, senza permetterle di stare lontana dall’oggetto del suo amore nemmeno un istante per non soffrire.

Eppure dovrà farlo,  per una volontà superiore che Enea non poteva disattendere.

 Uritur infelice Dido totaque vagatur/ urbe furens, qualis coniecta cerva sagitta,/ quam procul incautam nemora inter Cresia fixit/ pastor agens telis liquitque volatile ferrum/ nescius: illa fuga silvas saltusque peragrat/Dictaeos; haeret lateri letalis harundo.

“Brucia l’infelice Didone e vaga furente per tutta la città,  quale cerva colpita da freccia che,  da lontano, un pastore ignaro, incalzandola con i dardi incauta trafisse  tra i boschi Cretesi  e le lasciò dentro  il ferro alato: ella in fuga percorre le selve e le gole dittee; la punta letale aderisce nel fianco.”(Eneide  Libro 4, vv. 68-73).

Didone si uccidera’ come un uomo, con la spada, pratica decisamente inconsueta, perché  l’innamorata delusa di solito per suicidarsi sceglieva il rogo o l’impiccagione: la spada era riservata agli uomini, come fa infatti Aiace nella tragedia di Sofocle, che si serve di quella offertagli da Ettore. Così fa Didone con quella che era stata di Enea.

Il modo in cui Virgilio racconta tale suicidio è frutto della tradizione ma presenta anche spunti innovativi.

Il rogo su cui la regina si getta per voler sciogliere il giuramento di fedeltà  al marito Sicheo sembra rappresentare un rito magico di antica tradizione ma poi l’autore fa suo l’insegnamento della tragedia.

Questa solitamente più  che farci vivere la morte del protagonista ci fa entrare nelle emozioni e nei sentimenti degli stretti familiari.

In Virgilio non ci viene proposto il momento in cui Didone si getta sulla spada, ma lo si  intuisce dal lamento delle ancelle, lamento che si estende a tutta la vicina città E la sorella Anna così  descrive gli ultimi momenti: exstinxti te meque,  soror, populumque patresque/ Sidonios urbemque tuam. ( Uccidesti,  sorella, te e me ed il popolo e gli antenati Sidonii e la tua città) Libro IV,  vv.667-705

Questo pezzo è  forse ciò  che di più  attuale possa essere stato scritto nei tempi antichi sull’innamoramento e la psicologia che lo caratterizza.

Gia’la poetessa Saffo aveva ben espresso tali sensazioni; Virgilio ne completa appunto l’aspetto psicologico dimostrando particolare competenza.

L’esplosione di tale sentimento, è noto, più  viene ostacolata e più  si rivela devastante: qui c’è  un legame che va oltre la vita, ora non solo dichiarato e auspicato, ma suggellato da un giuramento, quindi sacro. L’amore per Enea esplode, la deflagrazione si rivelerà  disastrosa.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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3 Comments on Didone fra tradizione e novità

  1. Benvenuta nel nuovo sito, Ivana. Vedo anche che il box pubblicario sta riprendendo il tuo libro su IBS, ne sono contenta. a presto.

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  2. iva21liberoit // 12 November 2016 at 22:11 // Reply

    Grazie Rina per l’ospitalita’che ci offri sempre.
    Mi congratulo per i tuoi nuovi progetti che riesci a realizzare così bene
    In bocca al lupo alla nuova creatura che sentiamo tutti un po’ nostra, anche se sei tu a portarla avanti con tanto impegno e professionalità

    Liked by 1 person

  3. Cara Ivana, hai detto bene tu: è nostra. Rosebud è di chiunque lo fa vivere. Facciamolo vivere ancora meglio d’ora in poi. Grazie, carissima, un abbraccio. RB

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