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Quello che il renzismo non dice (301) – Dopo la ramanzina a Renzi. Caro Mentana, stia tranquillo, gli italiani all’estero non sono coglioni. La mia esperienza e attenzione ai brogli.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La più grande vendetta è la felicità: niente manda in bestia le persone più che vederti fare una fottuta bella risata.
(Chuck Palahniuk)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

harendt

Hannah Arendt

di Rina Brundu. Non ho visto l’ultima puntata del TG7 e quindi mi limito a riprendere la citazione di Mentana da Il Fatto Quotidiano a proposito della sua ramanzina a Renzi sul voto degli italiani all’estero: “Non si può rischiare di falsare questa consultazione cercando un rapporto unilaterale, che è possibile soltanto a chi guida l’istituzione governativa nei confronti degli italiani all’estero”. Premesso che l’intento di Mentana è lodevole, perché così dovrebbero comportarsi, sempre, i veri giornalisti, indipendentemente da chi è il capo del governo (chiaro, Luigi Di Maio?), francamente resto un po’ sorpresa.

Non mi riesce di capire, infatti, come immagini il direttore Mentana gli italiani all’estero di questi tempi: forse come negli anni ’60, con la valigetta della nonna e le speranze frustrate? Nel caso, si sbaglia. Certo, io parlo da contesti fortunati. Da quell’Irlanda che dalla fine degli anni 90 (io sono arrivata qui nel 1997), ha ospitato il fior fiore della gioventù europea, istruita, qualificata tecnicamente, che ha dato una mano sostanziale nel realizzare la rivoluzione digitale, che noi, fortunati, abbiamo vissuto in primo piano, come nessuno. Abbiamo visto aziende come Dell, Microsoft e tantissime altre cambiare il mondo, molte altre di queste aziende le abbiamo fatte vivere anche con il nostro modesto input, in quei tempi da pionieri.

Così questo nostro mondo ha cambiato il resto del pianeta, generalmente in meglio, accorciando le sue distanze, in tutti i sensi. Perciò, credo di potere parlare a nome di tanti altri italiani che hanno vissuto le loro vite all’estero, anche in altri paesi, ribadendo che nessuno di loro è un coglione. In realtà gli italiani all’estero sono al momento la migliore Italia, le sue migliori risorse operative, tecniche, d’intelletto: sono quell’Italia capace che esiste fuori confine proprio perché l’Italia in rovina di oggi li sta troppo stretta. E non ci stanno: non ci stanno a vivere di voucher o ad attendere i bonus renzisti.

Quest’apologia, a momenti esagerata, ma sentita, e scritta con la coscienza di conoscere quel mondo molto bene, ha dunque lo scopo di rassicurare il direttore Mentana: lo ripeto, gli italiani all’estero non sono coglioni e saranno i primi a votare NO e a salvaguardare la nostra Costituzione. Matteo Renzi può scrivere quanto vuole e non è detto che non possa tornare utile: a volte la carta igienica finisce, non te ne accorgi, e bisogna arrangiarsi in qualche modo, anche se oggettivamente non sono dieci piani di morbidezza.

Piuttosto, e lo dico per esperienza, i giornalisti come Mentana dovrebbero pensare a qualche reportage sul voto all’estero, sulle sue modalità di estrinsecazione, sul modus di funzionamento delle ambasciate: sarebbe una goduria (so che tanti connazionali all’estero attendono questo miracolo da decenni!). Racconto in breve una mia piccola esperienza di diverso tempo fa. Causa il fatto che ho vissuto tutta la mia vita lavorativa in Irlanda, ho sempre evitato di votare in Italia. Lo consideravo un mio dovere minimo: se non si pagano tasse in un luogo, anche quando quel luogo é la nostra Patria, il nostro diritto al voto dovrebbe essere passato ad altri, magari ad uno straniero che contribuisce al bene della comunità locale. É solo una mia idea nulla più. Tuttavia, non ricordo quando, qualche anno fa, ci fu una elezione a cui per qualche motivo volevo partecipare: attesi per giorni i documenti, arrivarono ad appuntamento elettorale scaduto, in un paese in cui la posta è puntualissima: a volte dati invii ti arrivano lo stesso giorno!

A quel tempo fui negligente, non feci nulla. Dovesse ricapitarmi in futuro, quando avrò riportato la residenza qui, non esiterei a chiamare l’ambasciata, registrare la conversazione, mettere tutto in Rete, spedire la denuncia alle forze di polizia competenti. E così auspico che facciano tutti gli italiani che vivono all’estero: insomma, che rendano visibile qualsiasi tentativo di condizionare il loro voto, o qualsiasi “dimenticanza” delle Poste: dimostriamo appunto che non siamo coglioni e che alla nostra Costituzione ci teniamo quanto e più di tanti che (purtroppo per loro!) non hanno mai dovuto lasciare il nostro amatissimo Paese!

Ripeto, stia tranquillo, caro Mentana, da queste parti la Costituzione è in buone mani, ma voi vedete di vigilare che il “pacco” arrivi… intonso: il rischio che così non sia c’é, garantito!


E, SE SEI UN ITALIANO ALL’ESTERO, ATTIVATI, NELLA TUA FAMIGLIA, NELLA TUA COMUNITÀ: DIFENDERE LA NOSTRA COSTITUZIONE DALLA CRICCA GOVERNATIVA PEGGIORE DI SEMPRE, PRESIEDUTA DA UN SIGNORE CHE NESSUNO DEI TUOI CONNAZIONALI HA MAI ELETTO, È UN TUO DIRITTO, MA PRIMA DI TUTTO È UN TUO DOVERE!

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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