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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Il 4 dicembre votiamo NO e difendiamo la Costituzione – Patrioti italiani (7): GIUSEPPA BOLOGNARA CALCAGNO, detta Peppa la cannoniera, medaglia d’argento al valor militare.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

giuseppa_bolognaraGiuseppa Bolognara Calcagno, meglio nota come Peppa la cannoniera, (Barcellona Pozzo di Gotto, 1826 – 1884), è stata una patriota italiana.

Biografia

Nacque in Sicilia nel paese messinese di Barcellona Pozzo di Gotto, nell’anno 1826, anche se secondo altri ella nacque nell’anno 1846[1]

Il suo cognome “Bolognara” o “Calcagno”, usati spesso entrambi[2], le deriva dalla nutrice alla quale venne affidata perché abbandonata dai genitori naturali[1][2]. Dopo un’infanzia difficile passata in un orfanotrofio di Catania[2], crescendo si narra che divenne la serva di un qualche oste catanese[1][3] Non la si cita per virtuosità, elemento di giudizio principale per le donne dell’epoca, dato che Giuseppa aveva una relazione con un uomo molto più giovane di lei e per questo deprecata agli occhi della società ottocentesca. Questo giovane, stalliere di professione, si chiamava Vanni[1] e pare che fu per il legame che aveva con lui che Peppa si ritrovò coinvolta nei moti rivoluzionari per l’Unità d’Italia avvenuti nel 1860. Il 31 maggio di quell’anno avvenne un’insurrezione antiborbonica nella città etnea e gli insorti, guidati dal colonnello Giuseppe Poulet resistettero all’attacco delle truppe napoletane.

In questa occasione Peppa, nel pieno degli scontri tra le vie catanesi, prese delle sue iniziative e chiudendo la porta del palazzo Tornabene riuscì a cogliere di sorpresa il nemico e s’impadronì di un cannone incustodito tirandolo a sé con l’aiuto di una fune e di altri patrioti vicini a lei[2], dopo di che sparse della polvere da sparo sulla bocca del cannone e le diede fuoco, simulando un colpo di cannone.

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Referendum per la Riforma Costituzionale: il 4 dicembre vota NO – Scarica il GIF di Rosebud e diffondilo…

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