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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

RAI – Il disastro nel disastro (15) – Federico Rampini e le curiose cogitazioni sui sondaggi al TG1, o dell’esempio plastico?

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

femm3Il TG1* stasera ha chiesto a Federico Rampini (Repubblica), di spiegare perché i sondaggisti americani avessero fallito a proposito dell’exploit di Trump. Rampini ha risposto pronto: “C’è uno scollegamento tra l’establishment mediatico, istituzionale che non capisce più le esigenze del popolo, da qui anche il fallimento dei sondaggi”. Questo era il “gist” del discorso più allungato e forbito, insomma.

Con tutta la buona volontà (tecnica e operativa) di questo mondo non riesco a capire il senso di questa sorta di cogitazione mandata su scala nazionale: in che modo un detachment di visione (ma anche di gap di interesse reciproco tra due mondi, qualunque essi siano) può esercitare una sua influenza su un elemento operativo quale è il sondaggio? Sta dicendo Rampini che tali interrogazioni riflettono meramente una opinione dell’establishment, sono un mero esercizio intellettuale? Se fosse così non sarebbero sondaggi fatti sul campo, ma altra roba, e si spiegherebbe perfettamente il perché non funzionano (e, d’altro canto, non è neppure plausibile o credibile un ammutinamento-di-classe, i.e. un ammutinamento generale dei possibili-intervistati in 50 stati per nascondere le loro intenzioni di voto al suddetto establishment, anche perché i sostenitori di Trump sono tutto tranne che timidi!).

O forse si tratta solo di un caso di un Rampini che è sembrato esempio plastico dello “scollegamento” di cui sopra, specie nel suo ruolo di pedina-mediatica incapace di cogitazioni più “impegnate” in senso sartriano? Il dubbio, lo confesso, mi assilla, così come quest’altro: ma se non ha risolto perché lo hanno intervistato con i nostri soldi? Ah saperlo!

*A scanso di equivoci vorrei precisare che si sono visti i primi dieci minuti del telegiornale nella piena certezza che si sarebbe parlato di Trump. E così è stato, poi il faccione dell’editore di riferimento è subito comparso nel background per le congratulazioni con il nuovo presidente USA, e quello è stato pure l’ultimo secondo di tg RAI visto: sic!

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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