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Quello che il renzismo non dice (299) – E poi il mondo non finì ma l’era renzista sì. Sull’endorsement obamiano e sui sondaggi.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Rina Brundu

trumpvictorydi Rina Brundu. In realtà il day-after la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane ci consegna solo due categorie di sconfitti: le donne e i sondaggisti. Nel primo caso fa davvero impressione che una parte così sostanziale, proprio in termini numerici, del bacino elettorale americano non abbia saputo ne voluto cogliere la palla al balzo, superare i conflitti e le divisioni, e assestarsi in testa. Forse questo significa semplicemente che c’é ancora tanto lavoro da fare per dotare di una forte coscienza-civile l’universo femminile dell’America rurale (del pianeta?) e, sotto altra prospettiva, significa che purtroppo viviamo tempi in cui l’idealità non ha spazio alcuno: la pancia prima della testa. Sul “problema” sondaggi-sondaggisti invece ci si meraviglia di meno: posto che tutto il mondo è paese, da quando in qua i sondaggisti non carezzano la mano che commissiona il loro lavoro? Per tutti valga il ridicolo caso italiano del 30% al PD, anche a dispetto delle ultime prove elettorali che “premiavano” l’ex partito di Berlinguer con un ben più modesto 18%.

Ma a parte questa bruciante sconfitta delle donne, che nel mio piccolo ho tentato di esorcizzare in ogni modo, anche dando volutamente per scontata la vittoria di Hillary, confesso candidamente che la vittoria di Trump non mi dispiace, in altre parole per quanto mi riguarda il mondo non è finito… e a giudicare dall’odierno sorgere del sole il mondo non è finito comunque. Non è finito per i “mercati” che dopo una caduta fisiologica si riprenderanno come e più di prima, non è finito per le relazioni Est-Ovest, laddove la nuova entente-cordiale Trump-Putin potrebbe risultare decisiva per mettere fine ai problemi delle zone del mondo in conflitto, non è finito per le minoranze che avranno ragione di lottare ancora più convintamente per vedere rispettati i loro diritti, e sarà proprio questa capacità di lotta che le terrà in vita al meglio.

A ben pensarci il mondo è finito solo per due elementi diversi ma chiaramente definiti: per il vizietto del politically correct istituzionale, mediatico (liberal upperclass?), e per la casta renzista in Italia. Che il tempo del politically-correct fosse finito l’avevamo comunque capito da un pezzo, tuttavia il suo killer non è stato Trump, quanto piuttosto l’era digtale. Dal momento in cui tutti, ma proprio tutti, hanno potuto accedere alle possibilità informazionali della Rete, il mondo del privilegio comunicativo si è improvvisamente “normalizzato”, acquistando ogni carattere che racconta l’uomo della strada: la sua insofferenza, il suo istinto libertario, il naturale desiderio di mandare a cagare tutto e tutti, peggio per chi non lo ha capito!

Tra chi non l’ha capito c’é proprio quel Matteo Renzi e quella sua casta renzista che di recente si beava dell’endorsement obamiano e si attovagliava con lui, con tanto di contorno di giullari: good job!: se il risultato ottenuto sarà lo stesso ottenuto dalla Clinton l’altra notte, possiamo ragionevolmente concludere che l’attovagliamento di poche settimane fa sarà stato anche l’ultimo di Matteo Renzi a nostre spese.

Proprio così: nella nuova era trumpista sembrerebbe non ci sia più spazio per gli usati inciuci politico-mediatici tanto cari anche agli italioti, e di questo francamente non c’é che da esserne contenti. -25, insomma, e con il bonus (ironia della sorte?) della rinnovata certezza che il mondo non finirà neppure il 4 dicembre: che si può volere di più? Che se ne vada a casa il 5, proprio come ha detto Di Maio ieri sera a DiMartedì, dopo si tratterà solo di ricominciare: più di prima, meglio di prima!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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