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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

USA 2016 agli antipodi del renzismo (1) – Del leader Hillary che torna in vantaggio e sul Trump “equal opportunity offender” nella campagna “More souls to the polls”. E su un Flaiano d’annata.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

usa2016di Rina Brundu. Il tempo stringe e siamo all’epopea eroica. Sotto una  pioggia battente una indomabile Hillary Clinton s’infervora: “Sarò il presidente di tutti: di chi mi ama e di chi mi non mi ama, di chi mi vota e di chi non mi vota”. E poi ride della sua esternazione, dell’atmosfera galvanizzata che la circonda dove si può dire tutto e il contrario di tutto, dove le regole del politically-correct sono andate a farsi benedire e le centinaia di parrocchie religiose sparse in tutto il territorio, non importa a quale confessione appartengano, fanno politica attiva all’insegna dell’atavico motto di Gesù Cristo: “More souls to the polls” (Più anime al voto). “Donald Trump is a equal opportunity offender” (!!) grida di contro una supporter di Trump: la donna non sa come ben giustificare le uscite sessiste del suo beniamino e si arrangia come può, così come si è arrangiato lo stesso Trump mentre la scorta lo portava via di corsa dopo un falso allarme per un supposto tentativo di assassinio durante l’ultimo comizio.

In qualche modo si resta ammirati da ciò che sta succedendo in America in questi giorni: una vera dimostrazione di come dovrebbe funzionare un sistema democratico. Certo, il problema di fondo della “democrazia americana” è che diventare presidenti del Paese costa e non tutti possono permettersi una simile campagna: non a caso la leadership tende a restare sempre dentro dati circoli, anche familiari, consolidati. Tuttavia chi è davvero capace ha senz’altro una qualche possibilità di emergere, non importa il suo background. Ma è soprattutto nell’ultima fase che una modalità di votare sostanzialmente libera viene fuori alla grande, grazie a multipli e potenti organi informativi diversamente orientati e paradossalmente grazie alla possibilità di parlare, sparare (finanche di offendere, il trumpismo farà scuola) senza censure, senza limiti e dunque relativizzando la significazione di qualsiasi messaggio sparato via etere, via twitter, via facebook, no matter what.

Proprio il contrario di ciò che accade in Italia, insomma, laddove non appena il ras di turno riesce ad ottenere una qualche visibilità si affanna ad intrecciare legami con la casta per legittimare il suo potere a discapito delle necessità del popolo che dovrebbe servire, mentre i leaderini resi ingordi dalla possibilità di risplendere di luce riflessa gli mettono dietro: il renzismo docet, insieme all’ultimo caso Cuperlo!  E che dire del ruolo della Stampa che negli Stati Uniti anche quando mostra la sua parzialità riesce comunque a dare visibilità e opportunità a tutti i protagonisti? Senz’altro una lezione per i nostri direttori di giornale inginocchiati, timorosi delle telefonate minacciose del suddetto ducetto di turno, detentori del record mondiale di lunghezzaXlarghezza delle lingue eternamente pronte a leccare il sedere del potentato di turno.

In Italia siamo entrati nell’era del rappresentante politico che parafrando l’Enno Flaiano del Diario noturno (1956) potrebbe essere meglio descritto da questa ispirata definizione: “I secoli hanno lavorato per produrre questo individuo di stanche ambizioni, furbo e volubile, moralista e buon conoscitore del codice, amante dell’ordine e indisciplinato, gendarme e ladro secondo i casi. Nazionalista convinto, vi dice come si doveva vincere l’ultima guerra e a chi si potrebbe dichiarare la prossima. Evade il fisco ma nei cortei patriottici è quello che fiancheggia la bandiera e intima ai passanti: giù il cappello”.

Altro che America altro che “equal opportunity offender” Trump: o mangi questa minestra (avariata e riscaldata, per giunta) o salti dalla finestra! Sic.

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