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Quello che il renzismo non dice (287) – Sulla solitudine dei numeri primi per autodefinizione: dalla vendetta di B all’emergenza democratica (e televisiva: anche su Mediaset!).

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri.
(Antonio Gramsci)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Date vite ci insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. (Rina Brundu)

Rina Brundu

sisma

Slogan? Renzi? Ma no... sarà stato un errore!

di Rina Brundu. Sembrerebbe che alla fine Silvio Berlusconi abbia tirato fuori “los cojones”, e dopo averla presa nel sedere in quel fatidico inizio del 2015 quando Renzi elesse in solitaria l’attuale presidente della Repubblica, adesso abbia avuto la sua vendetta: ha risposto picche alle missione piddina che lo pregava di sostenere il SI al Referendum: chapeau! Meglio ancora - e proprio come ben faceva notare quest’oggi anche il giornale di Travaglio - il non-eletto è rimasto isolato in compagnia di Alfano. La strana coppia sarebbe “sola” e pure soletta, mano nella mano, e così sarà fino al momento in cui, presto, molto presto, si dividerà e voleranno gli stracci, come sempre accade quando il frutto del “sentimento” è procurato più dall’interesse di portafoglio che da vera affezione: Machiavelli docet anche in questo e non ha sbagliato mai!

Tuttavia, a dispetto dell’indubbia solitudine dei numeri primi per autodefinizione, come è il caso dell’attuale Premier non-eletto, la situazione italiana resta davvero preoccupante, con una sorta di emergenza democratica da fare invidia alla Turchia e agli Stati-canaglia nel cui ghetto ci relega ogni anno il rapporto sulla libertà di Stampa della Freedomhouseorg. Gli attacchi della corte renzista e del loro leader ai giornalisti non sono cosa nuova: ricordiamo perfettamente ciò che avvenne durante i comizi in quel della “Leopolda-terra di uomini”, eppurtuttavia negli ultimi giorni la situazione è sembrata deteriorsi velocemente e pesantemente. I soprusi denunciati da Travaglio contro il suo giornale e quelli riportati contro La7 e Cairo, se fossero veramente tali sarebbero di una gravità inaudita. La speranza è che sia Travaglio sia questo bravo editore indipendente, a cui dobbiamo l’unica linea-libera via etere di questi tre anni, riescano a tenere duro, riescano ad evitare il “riallineamento forzato”, ad evitare di scadere nelle pagliacciate informazionali RAI che sono ormai diventate esempio attualizzato delle distopie fictional immaginate dal grande George Orwell non troppo tempo fa.

Ma se Cairo e Travaglio resistono non altrettanto si può dire delle Reti Mediaset: forse che di “cojones” Silvio ne abbia tirato fuori solo uno perché nella vita di un imprenditore dagli “interessi” multipli non si sa mai? Che sia un caso in cui B abbia preferito non tenere i due cojones nella stessa mutanda? Il dubbio mi assilla. Mi assilla soprattutto dopo aver visto il TG5: non lo guardavo da anni quel telegiornale, ma si è rivelato subito una sorta di inno alle pseudo-epiche e pseudo-gesta del corrente Premier. Dopo il secondo servizio “in solitaria” (con un due secondi netti dedicati a Di Maio) ho dovuto cambiare canale e temo che non ci saranno repliche. Male molto male per una televisione commerciale che anche volendo non può fare ciò che fa la mamma RAI che siamo purtroppo costretti a sovvenzionare.

Insomma, allo spettatore italico insultato da questo status-quo informativo resta solo da chiedersi: ma dove è la politica di questi tempi? Dove sono i politici? Perché nessuno fa qualcosa? Perché non si denuncia ad una corte competente? L’impressione è che i soliti “vultures” siano in attesa. Attendono di vedere cosa accadrà il prossimo 4 dicembre: nel caso improbabile che vincesse il SI potranno continuare a tenere il piede nelle due scarpe (si tratta della versione per leaderini del suddetto discorso del tenere i due cojones nella stessa mutanda), nel caso vincesse il NO si toglieranno finalmente tutti i sassolini dalle scarpe, incluse le scarpe stesse e gliele tireranno addosso. Purtroppo è questa la categoria di politicanti che abbiamo eletto ed è dunque quella che ci meritiamo.

Vero è che il bicchiere non è tanto vuoto come può sembrare. Di fatto per la prima volta in Italia dai tempi della carboneria, sembra proprio che saranno gli italiani a porre fine alla schifezza politica che ci ha servito in tavola il renzismo in questi ultimi anni con l’attiva complicità di rappresentanti ed ex-rappresentanti delle Istituzioni che avrebbero dovuto avere altro comportamento. Diversamente dal pur bravo Andrea Scanzi, il quale si dice convinto che vincerà il SI, io sono certa che vincerà il NO. Di più: sarà una vittoria sostanziale, tonante, di quelle che faranno una differenza, capace di sfasciare il carro renzista caricato di inciuci e inciucianti oltre ogni possibilità di “ripartenza”. E a quel punto dovrà tornarsene a casa: ma questa volta… per restarci!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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