Breaking News

Massimo Pittau – Una storia tra due guerre mondiali (2016, Ipazia Books)

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ogni interesse della mia ragione (tanto quello speculativo quanto quello pratico) si concentra nelle tre domande seguenti:
Che cosa posso sapere?
Che cosa posso fare?
Che cosa ho diritto di sperare?
(Immanuel Kant)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Quelli che la dialettica in politica è l’arte di far interagire due tesi o principi contrapposti allo scopo di indagare la verità ed eventualmente arrestarla. (Rina Brundu)

Massimo Pittau

massimo-pittauAttilio Momigliano e Grazia Deledda

Non mi risulta che il Momigliano e la Deledda si siano mai conosciuti di persona, anzi ne dubito, per il fatto che, quando il critico letterario insegnava nel Ginnasio di Nùoro, la scrittrice ormai risiedeva fuori Nùoro, prima a Cagliari e dopo a Roma. Però mi sembra quasi certo che il Momigliano sia venuto a conoscenza delle opere della Deledda appunto in virtù del suo soggiorno di uno o due anni a Nùoro.

Ebbene, sono del parere che, dall’insegnamento di Attilio Momigliano nel Ginnasio di Nùoro derivò un certa parte di fortuna per Grazia Deledda, per l’importante circostanza che in pratica egli risultò essere stato l’unico critico letterario che ne abbia formulato un giudizio fondamentalmente positivo e soprattutto privo di riserve.  E dico di stupirmi parecchio per il fatto che i recenti critici e commentatori della Deledda, soprattutto quelli sardi, non abbiano mai fatto riferimento al giudizio che il Momigliano aveva a suo tempo formulato sull’opera della Deledda. A meno che non lo abbiano mai conosciuto… Eppure si tratta di un giudizio grandemente elogiativo: «Nessuno, dopo il Manzoni, ha arricchito e approfondito come lei, in una vera opera d’arte, il nostro senso della vita» (A. Momigliano, Storia della letteratura italiana, Milano-Messina, 1964, V edizione).

Di passaggio dico che a Firenze, quando insegnavo a Pontassieve nell’anno scolastico 1948-49, ebbi modo di ascoltare un certo numero di lezioni sulla Divina Commedia che il Momigliano teneva nella Facoltà di Lettere, immediatamente dopo il suo rientro in patria dopo l’esilio subìto dal fascismo a causa della sua appartenenza alla razza ebraica; erano lezioni molto frequentate dagli studenti, ma anche da uomini di cultura fiorentini. Io qui le ricordo, sia per il riferimento fatto alla Deledda, sia perché le ho sempre ritenute le più brillanti lezioni che io abbia mai ascoltato nella mia frequenza dell’Università per le mie due lauree di Lettere e di Filosofia.

A proposito di Grazia Deledda sono in grado di segnalare un fatto interessante che riguarda la scrittrice. I miei genitori e i miei fratelli maggiori hanno avuto modo di conoscere e di fare amicizia con Giacinto Satta, che era un nobile e un bell’uomo, professore di francese, scrittore e soprattutto pittore, il quale aveva la casa quasi a fianco della cattedrale di Nùoro. Ebbene, io credo di avere dimostrato, nel mio libro Ulisse e Nausica in Sardegna (Nùoro 1994, cap. 15) che Grazia Deledda adolescente si era innamorata del brillante professore-pittore Giacinto Satta, dal quale probabilmente ebbe lezioni private di italiano, e come dimostra una sua poesiola intitolata «Il mio fiorellino», che termina con un verso che è molto significativo:

Nasce e cresce in un angolo del prato,

del mestissimo prato pien di gelo,

un fiorellin gentile e delicato

da le tinte dolcissime del cielo;

fratel della viola, profumato,

sorridente sul languido suo stelo,

povero fior, giacinto ti chiamiamo,

eppure sovra ogni fior, giacinto, io ti amo!

Una volta diventata adulta e famosa scrittrice, in ricordo del suo amore giovanile ella presentò il nobile professore-pittore come protagonista di uno dei suoi romanzi meglio riusciti, Canne al vento, chiamandolo col suo esatto nome «Giacinto», ma con un cognome differente, Pintor. Giacinto Satta aveva effettivamente parenti a Galtellì, sede del romanzo, ma questi si chiamavano Nieddu, imparentati coi Satta, e non Pintor, che invece intendeva significare per l’appunto «(Giacinto il) Pittore».

Non mi dilungo ad esporre – perché è molto nota – la circostanza che la Deledda durante la sua vita fu criticata e malvista dai suoi concittadini nuoresi. Le critiche dei Nuoresi si fondavano principalmente sul fatto che essi in realtà si ispiravano al proverbio che recita che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, mentre la scrittrice avrebbe avuto il grave torto di avere messo allo scoperto gli aspetti negativi dei suoi concittadini e corregionali…

Che cosa effettivamente io penso del valore letterario dell’opera della Deledda in generale e del Premio Nobel che le è stato assegnato? Premetto che in un convegno tenuto a Nùoro nell’anno 1971 o 1972, avevo fatto una relazione nella quale avevo difeso a fondo la Deledda dalle numerose e sostanziali critiche che le aveva mosso il critico letterario Giuseppe Pretonio. Qualche tempo dopo il mio amico Michele Columbu – di cui parlerò ampiamente più avanti – sinteticamente e bonariamente mi disse che avevo difeso la Deledda “anche troppo”. E col passare degli anni ho finito col pensare che probabilmente egli avesse ragione.

Pertanto il mio giudizio che attualmente mi sento di poter formulare sull’opera della Deledda è, in sintesi, il seguente: 1) In primo luogo sono anche io dell’avviso che essa abbia scritto troppo: dei suoi troppo numerosi scritti, anche io ritengo che si salvino solamente cinque o sei romanzi.

2) Anche a me non è mai piaciuta la forma linguistica italiana da lei adoperata. La sua lingua italiana è globalmente scadente e rudimentale e talvolta anche scorretta. Però per codesta sua forma linguistica scadente, rudimentale e scorretta la Deledda ha avuto una grande fortuna: i suoi romanzi colpirono immediatamente, per i suoi contenuti, i lettori stranieri, sia perché vi si narrano storie di un mondo lontano, sconosciuto e misterioso, sia perché vi si espongono usanze, costumi, credenze e miti folclorici del tutto strani (la Deledda – fatta esperta da un suo saggio giovanile Tradizioni popolari di Nuoro  – ha avuto la furbizia di farceli entrare sempre nei suoi romanzi). D’altra parte è certo ed ovvio che i traduttori sono quasi sempre individui forniti di una cultura superiore ed in virtù di questa i traduttori svedesi, tedeschi, francesi, inglesi ecc. della Deledda di fatto hanno proceduto a correggere e a migliorare grandemente la forma linguistica italiana dei suoi romanzi. Detto in altre parole, la forma linguistica svedese, tedesca, francese, inglese, ecc. delle corrispondenti traduzioni straniere ottenne l’effetto di fare sparire la pesantezza linguistica della stesura originaria italiana dei romanzi deleddiani. Pertanto si potrebbe perfino dire che il Premio Nobel di Grazia Deledda, è stato assegnato esattamente non ad una scrittrice di lingua italiana, bensì ad una scrittrice di lingua svedese, tedesca, francese, ecc.

 3) Per parte mia in generale dico di appartenere alla schiera di coloro che ritengono il nuorese Salvatore Satta scrittore molto più valido della Deledda.

…………………………………………

Tratto da:

UNA STORIA TRA DUE GUERRE MONDIALI by MASSIMO PITTAU

Continua la lettura, acquista il testo su Amazon.


This book is available for the following devices:

Kindle Fire
Kindle HD
Kindle HD 8.9
Kindle Paperwhite
Kindle Voyage
Ipad
Iphone

Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.


Contents

INDICE
PRESENTAZIONE
Nubile senza dote
“Nuoresi Illustri”
Messa cantata di Mezzanotte
A Nùoro arriva l’acqua
I Vandali a Nùoro
La miseria generale
Il “Circo Zanfretta”
Il carnevale
Arrivano i nostri!
Il gioco del calcio
Trìdicu mezus de su pane
Non iurare in verba magistri
18 su 30 di F. Pastonchi in Letteratura italiana
Velleità musicali
L’episodio squadristico di Valverde
Francesco l’anarchico
Indro Montanelli a Nùoro
Attilio Momigliano e Grazia Deledda
Il “pensare alla grande” dei Nuoresi
Il carcere fascista per Francesco
L’arrivo del fascismo a Nùoro
Fascismo e sport in provincia
Il Monumento ai Caduti
La segregazione dei sessi
I gerarchi fascisti complessati
Fascisti e cattolici
Atti eroici dei fascisti
Classe liceale falcidiata
Violenza e farsa dei fascisti
Le persecuzioni fasciste
Il pastore protestante di Ollolai
Gli “antifascisti aulici”
Lo stato d’assedio in Barbagia
Il sovversivo disoccupato celibe e tassato
Coi soli abiti addosso
Clima politico in famiglia
La guerra a Torino
La guerra e la sconfitta
La caduta del Dittatore
Mussolini il “Guerriero”
La consistenza dell’Esercito italiano
La caduta e la morte del Dittatore
La “Mistica Fascista”
Pio XII, la guerra e l’Olocausto
Esecutori, non collaboratori
La fine della Monarchia Sabauda
“Armiamoci e partite!”
84 Tedeschi catturati da un Nuorese
Il mio paese è il più bello del mondo
Usanze funerarie dei Nuoresi
A piombo! A piombo!
L’ultimo sopruso su Francesco
I Appendice: Documento segreto fascista
II Appendice: Lettera di Maria Giacobbe
III Appendice: Umberto Eco
Curriculum di M. Pittau
Opere scientifiche di M. Pittau

Product Details

  • File Size: 1008 KB
  • Print Length: 200 pages
  • Simultaneous Device Usage: Unlimited
  • Publisher: IPAZIA BOOKS (October 29, 2016)
  • Publication Date: October 29, 2016
  • Sold by: Amazon Digital Services LLC
  • Language: Italian
  • ASIN: B01M5I2J84
  • Source: http://www.ipaziabooks.com

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: