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Un’apologia dell’artista Bob Dylan che rifiuta il Nobel (breve)

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La più grande vendetta è la felicità: niente manda in bestia le persone più che vederti fare una fottuta bella risata.
(Chuck Palahniuk)

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La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

dylan.jpgdi Rina Brundu. Premetto che io continuo a pensare che la grande letteratura sia cosa altra, ma dato che l’età digitale l’ha spedita da tempo all’altro mondo senza averle apparentemente consegnato un biglietto di ritorno, ben venga che il Nobel che era suo venga assegnato a personaggi del calibro di Bob Dylan piuttosto che a macchiette letterarie come è purtroppo accaduto negli ultimi anni. La speranza è che questa specialissima assegnazione convinca finalmente l’artritica macchina formativa ed educazionale italiana ad inserire anche le poesie dei più grandi cantautori italiani nelle antologie letterarie attualmente usate dagli studenti, proprio come viene richiesto da più parti e da molti anni.

Detto questo se il Nobel è stato destinato a Dylan che sia suo in tutti i sensi: anche nel suo diritto a rifiutarlo. E che Dylan lo abbia idealmente rifiutato non ci sono dubbi, basta “sentire” il suo silenzio continuato dopo l’annuncio della vittoria, nonché cliccare sul suo sito (vedi featured image), laddove tale riconoscimento non viene neppure menzionato. Bisogna ricordare inoltre che questo autore non è nuovo a simili prese di posizione, proprio come si conviene ad ogni artista davvero tale. Da questo punto di vista fanno veramente cadere le braccia i tweet di dati “accademici svedesi” che vanno tacciando di “maleducazione” Bob Dylan. Cosa avrebbero voluto: che costui corresse grato a prostrarsi ai loro piedi? Se questo era il target avrebbero dovuto consegnarlo nel nostro stivale dove gli spiriti anelanti non sono pochi (da qualche parte ho trovato nella lista dei papabili finanche il nome di quel Claudio Magris contra-wikipedia e Google ma evidentemente a disagio con l’intima significazione del termine “cultura”), e al conseguente annuncio via twitter non sarebbe mancato almeno il retweet del nostro infaticabile Premier.

Qualche altra campana ha tuonato che Dylan si può permettere un simile comportamento perché è finanziariamente sicuro: stupidaggini! Molto probabilmente Dylan è “finanziariamente sicuro” perché é un raro artista degno di questo nome, e dunque viene con tutte le idiosincrasie che questo ruolo porta seco. Meglio ancora è un raro spirito che può parlare direttamente al suo pubblico, fregandosene altamente della formalità: come fu per il caso Tesla non è Dylan che perde l’occasione ma è il Nobel che scarta di nuovo un altro momento per emendarsi dai suoi mille peccati di omissione.

Di converso, proprio per questa sua rara impronta formativa e civile tutti noi dovremmo essere grati a Bob Dylan: vivaddio che c’é ancora qualcuno capace di scegliere la libertà dello spirito agli onori e alle glorie, agli attovagliamenti esibiti, tipo quelli che purtroppo abbiamo testimoniato solo pochi giorni fa noi italiani con il giullare di Renzi estasiato davanti ad Obama.

Per tutto questo e tanti momenti canori indimenticabili… Long live Bob Dylan e grazie!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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Attività editoriali per scrittori e autori

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