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Quello che il renzismo non dice (278) – Sul clima di intimidazione nel Paese: dall’illuminazione di D’Alema, alle barricate di Severgnini, fino alle erculee fatiche di Cuperlo per tenere il piede in due scarpe a “Otto e mezzo”.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

Massimo_D'Alema_ONU.jpgdi Rina Brundu. Dopo il caso Scalfari, anche lui fulminato mesi fa sulla via di Palazzo Chigi (di nuovo!!), il miracolo sembrerebbe essersi ripetuto pure per Massimo D’Alema. A sentire le sue ultime dichiarazioni, questo ex Segretario del PD avrebbe finalmente scoperto che nel paese è in atto un clima di intimidazione da parte dei sostenitori del SI alla riforma costituzionale, che il populismo renzista è pericoloso, che la tipologia di potere estrinsecata da Matteo Renzi è di tipo fascista e minaccioso: welcome to our world!, ma dove è stato D’Alema in tutti questi mesi? E cosa farà quando scoprirà che quello stesso premier non-eletto ha di fatto posto il servizio pubblico televisivo alle sue dirette dipendenze, ha eliminato ogni forma di resistenza mediatica, ha occupato qualsiasi scranno libero nell’articolata rete di potere italica, sta spendendo circa 3 milioni dei nostri euro per difendere le ragioni delle sue pseudo-riforme, ed è ricorso a ogni possibile tipologia di inciucio pur di fabbricare una sorta di costituzione-riformata che è un oggettivo insulto alla nostra intelligenza e soprattutto alla nostra dignità di cittadini italiani liberi?

Probabilmente quando lo scoprirà D’Alema non farà proprio nulla così come non ha fatto nulla fino ad ora. D’Alema è in realtà solo un’altra pedina politicamente spastica di quella minoranza PD che ha una responsabilità storica importante nell’avere permesso che il renzismo non eletto e non voluto dagli italiani arrivasse fino al punto di arrogarsi il compito di voler cambiare la Costituzione dei padri e di delegare tale importantissimo atto al pregiato duo Verdini-Boschi. Perla tra le perle di questo specialissimo gruppo “dirigente” sinistrico e falllimentare è quel Gianni Cuperlo che oggi si è presentato a “Otto e mezzo” (La7) grondante di sudore tale era l’immane sforzo che stava compiendo per tenere come al solito il piede in due scarpe.

E così forte sembrava essere il suo rincoglionimento che non è neppure riuscito a ribattere alle misere “perle” cogitative del Severgnini stile-barricata-governativa – come è d’uopo sul Corrieri di questi tempi – ma tuttavia sempre anelante verso un montanellismo ideale anche se evidentemente non alla sua portata, il quale dichiarava che avrebbe “votato SI turandomi il naso” e che gli domandava: “Ciò che non riesco a capire è come possiate usare il Referendum per rivalervi su Renzi?”. Naturalmente se Severgnini il problema non lo vede è affar suo ed eventualmente dei lettori che si affidano a lui per questioni di empowerment-intellettuale, ma che il radical-chichissimo Cuperlo non sia riuscito a spiegargli che i problemi sono almeno due: a) il regime fascistoide di cui sopra, 2) lo stupro inqualificabile della nostra Costituzione, a prescindere… è davvero preoccupante. O, per meglio dire, se la dialettica minima usata per spiegare le diverse ragioni delle parti in causa può essere elevata ad indizio e a metro qualitativo di sorta non ci sono dubbi che ormai siamo immersi nella merda fino al collo… finanche che non spregiamo neppure la vergogna nel nostro ostinato metterci a cantare.

Guardando infine al bicchiere mezzo pieno, non si può che concordare con quel Luigi Di Maio che intervistato ieri sera da Giovanni Floris ha detto: “Di buono c’é  che se vince il NO se ne andrà come aveva promesso, se vince il SI dovrà comunque togliersi dai coglioni dato che lo scopo del suo governo non eletto e non rappresentativo del popolo sarebbe terminato, o no?”. Preciso naturalmente che Luigi Di Maio non ha detto esattamente “togliersi dai coglioni”, ma per difendere le ragioni di questo post ho preferito limitarmi a cogliere il “gist” del suo pensiero: del suo e del nostro! Sic.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

3 Comments on Quello che il renzismo non dice (278) – Sul clima di intimidazione nel Paese: dall’illuminazione di D’Alema, alle barricate di Severgnini, fino alle erculee fatiche di Cuperlo per tenere il piede in due scarpe a “Otto e mezzo”.

  1. Con l’attuale Costituzione Renzi non ha nessun obbligo di dimettersi e può tranquillamente finire la legislatura. Solo il Parlamento può sfiduciarlo (ma il Presidente della Repubblica può reincaricarlo) e per questo occorre che la minoranza della sinistra PD voti contro se stessa. Pazienza per D’Alema politico fallito, ma mi dispiace per Di Maio che afferma il falso: ora Renzi ha detto che ha sbagliato e non se ne andrà, e il fatto del non eletto non ha nessun valore giuridico e pratico. MI dispiace per i 5 Stelle ma cascano spesso con inutili sciocchezze. Non sento più parlare della Raggi. spero in bene, forse sta facendo bene.

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    • Scusami per il ritardo Andrea ma in questi giorni mi sono allontanata dal sito… credo che il renzismo abbia potuto pure questo… dove si guarda alle cose italiche si guarda alla merda…meglio starne lontani.

      Ciò che mi sconvolge è il fatto che ti lamenti delle “sciocchezze” dei pentastellati ma ti sta bene un piazzista mentitore seriale che non hai mai eletto al governo…

      Contento tu.. ma mi dispiace per te, io amo il mio paese e vedere questa vergogna davvero non mi rende allegra.

      Saluti.

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      • Ma il piazzista non dice sciocchezze, è solo un po’ machiavellico nell’anticipare risultati che spera di raggiungere. Sta a noi scegliere se accettare o meno risultati positivi minori dell’annunciato.

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