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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Alessandro Angeli – Io non sono la Coop

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

A un certo punto – durante il suo intervento in aula – ho temuto che Renato Brunetta stesse per scoppiare a piangere: il vincolo partitico non è acqua e benché Maurizio Lupi fosse ministro del cattivo governo renzista, vederlo abbandonare la poltrona in pelle umana non deve essere stato un momento facile, né per lui né per molti altri forzisti. Non deve essere stato un momento facile per nessun rappresentante della casta politica, mentre – con esclusione dell’intervento di Alessandro Di Battista del M5S – la giornata parlamentare si è risolta in una sommatoria di dichiarazioni meste quando non tristi o profondamente partecipi, addolorate. Funebri quasi. Inoltre pareva di sentirlo nell’aria il pensiero che tutti andavano facendo, ma che nessuno aveva sufficiente coraggio per esternare: dimetterti? No, va-là Maurizio… dovevi resistere, resistere, resistere! 

Tratto dal Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu.

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Gordiano Lupi

img006.jpguna recensione di Gordiano Lupi.  Marcello Baraghini è l’ultimo grande editore italiano, nel senso che è uno che ci crede e che l’editore continua a farlo, pure in questo mondo marcio che tenta a ogni costo di convincerci che letteratura significa leggere Moccia, Volo, Camilleri, nani, ballerine, calciatori tatuati e deficienti patentati da un sistema che celebra il niente. Marcello Baraghini è uno che i suoi scrittori se li va a cercare, che inventa collane nuove, tipo dare voce agli analfabeti, alle tradizioni maremmane, che si fa venire delle idee come aprire una libreria a Pitigliano dove vende soltanto Stampa Alternativa. Fuori dal coro, con orgoglio.

Non ha senso lottare contro l’industria del libro, contro editori sfornafenomeni a corto di idee. Non ha senso accettare il loro gioco. Ha un senso scrivere, invece, e continuare a pubblicare e a denunciare quel che non va come dovrebbe, come fa Alessandro Angeli, scrittore di talento, poco noto ai frequentatori dei supermercati del libro che una volta leggevano Baricco e ora si danno un tono sfogliando Ammaniti (una enne o due, il dubbio mi tormenta ancora). Io non sono la Coop – infelice epilogo di uno stagionale nel tritacarne della grande distribuzione è il diario di vita vissuta che un giovane scrittore alle prese con i meccanismi di un lavoro alienante redige punto per punto, senza fare sconti a nessuno. Il marxismo è morto, certo, ha fallito in tutto e per tutto, ma certe cose contro cui Marx lottava sono ancora vive e purtroppo hanno vinto loro: l’alienazione, per esempio, un lavoro spersonalizzante che ti ruba l’anima. Il protagonista vorrebbe fare lo scrittore, nonostante tutto resta uno scrittore, ma è costretto a passare abbrutenti giornate alle prese con codici a barre da far scorre sopra un lettore ottico, oppure a disporre casse di ortaggi nel reparto ortofrutta. Angeli traccia un quadro sconfortante di quel che siamo diventati, consumatori e niente più, uomini e donne a caccia del prodotto reclamizzato, in fila con sempre meno tempo e pervasi da dosi massicce di stress. La storia, scritta con buon ritmo, incalzante al punto giusto, alterna momenti di lavoro al supermercato, istanti passati in famiglia, giornate da libraio ambulante nei mercatini di paese, un imminente matrimonio e la voglia liberatoria di scrivere, in fondo la sola cosa che conta, secondo l’autore. Un libro intriso di sangue, del sangue versato dalle ferite della vita, contro la narrativa senza sangue che impera nel nostro mondo letterario contemporaneo, contro i gialli del cazzo – tanto poi ci fanno un film o una serie televisiva – e i romanzi a base di serial killer, contro le storie sentimentali che non ti lasciano niente, solo un senso di sconforto. Termino la lettura di questo libro e sento che dentro mi è rimasto qualcosa che si cancellerà difficilmente, come dopo aver letto un romanzo di Bianciardi, Cassola, Pavese. Ecco come si riconosce la letteratura, mi dico. Il problema è che editori criminali ci stanno togliendo il gusto di leggere, dando in pasto al pubblico dei non lettori dei prodotti che sono dei non libri. E noi che amiamo leggere dobbiamo rassegnarci a cercare nei cataloghi dei piccoli editori che ancora hanno il coraggio di narrare le ferite che dispensa la vita. Grande Marcello Barghini. Spero solo di aver imparato qualcosa da un simile Maestro. E bravo Angeli che deve continuare a scrivere. Deve farlo per noi.

Alessandro Angeli
Io non sono la Coop
Le Stradebianche di Stampalternativa
Almeno 5 euro – pag. 86

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