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Quello che il renzismo non dice (274) – Il caso Benigni, apologia della diseducazione, anche politica e civile. Benigni, chi? “Sì”, proprio quello della “Costituzione più bella del mondo”.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La più grande vendetta è la felicità: niente manda in bestia le persone più che vederti fare una fottuta bella risata.
(Chuck Palahniuk)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

benignidi Rina Brundu. Di buono c’é che sulle mie qualità di “critico” non mi debbo ricredere, fermo restando che uno può pure essere un buon critico e un gran coglione ad un tempo. Altre volte un buon critico DEVE essere un coglione ma l’argomento di cui andrò a trattare non rientra purtroppo tra quelle situazioni “sublimi”.

Il fatto è che io non ho mai avuto una grossa opinione dell’artista Roberto Benigni. Non l’ho mai avuta rispetto alla sua carriera cinematografica, laddove si proponeva sovente all’insegna dell’ombra proiettata dal gigante Massimo Troisi e sicuramente non l’ho mai avuta a proposito delle sue “doti” di intrattenitore teso ad incensare insegnamenti diseducativi come fu il caso dello spettacolo “I dieci comandamenti” di cui ho già scritto e sul quale non voglio più tornare vita natural durante.

Non lo conosco, naturalmente, ma da ciò che ho potuto vedere se lo ammiro poco come artista lo ammiro ancora meno come uomo. Di fatto ci sono dei tratti caratterizzanti che ad un qualunque artista vengono donati dalla sua personalità incarnata, vale a dire dal suo essere uomo e donna, “di mondo” direbbe Totò, e che contribuiscono in modo importante a plasmare l’immagine ultima che il pubblico fa sua rispetto ad ogni personaggio. E a me, con tutta l’onestà di questo mondo, questa immagine dell’artista-uomo Benigni che si divide tra un incontro in Vaticano e uno a Palazzo Chigi, che non perde occasione di incensare la formalità non mi piace proprio. Non mi piace manco un poco. In verità non sono questi gli artisti che ammiro e da ciò che mi risulta non sono neppure questi gli artisti che hanno saputo fare una differenza.

D’accordo, questo discorso ci può stare con la faccenda del critico, ma dov’é che io divento cogliona e con me buona parte degli italiani? Be’ lo divento nel momento in cui, anni fa, senza volerlo, senza che nessuno me ne abbia mai chiesto il permesso, il mio denaro versato per pagare il canone RAI fu usato per sovvenzionare un altro dei tanti spettacolini nazionalpopolari e per bocchebuone benigneschi… pagati con i soldi pubblici, ovvero quello lì che aveva a che fare con la “Costituzione più bella del mondo”… e poi oggi scopro che quello stesso signore e “artista”, prono a schierarsi con l’Istituzione imperante, si è schierato quest’oggi con Verdini e Boschi e con tutti gli altri membri della cricca renzista determinatissimi a violentarla quella Costituzione dei padri.

Ma non basta! Da ciò che si legge, Benigni – autoassegnatosi il Nobel in Economia – ne sarebbe venuto fuori finanche con un’offensiva perla da incorniciare: “La vittoria del No al Referendum sarebbe peggio della Brexit” (o giù di lì, vedi featured image tratta da Il Fatto Quotidiano). Che dire davanti a simili esternazioni? Si potrebbe dire di tutto in verità ma meglio concentrarsi sull’inveterata abitudine alla furbizia italica e a prendere per il culo il prossimo tuo che si legge tra queste righe et… dulcis in fundo… sull’apologia verso la diseducazione anche politica e civile verso la quale questo “signore” bene-arrivato e satollo sembrerebbe tendere fortemente per atavico richiamo.

La mia speranza è che il tempo del redde-rationem arrivi presto e con quello arrivi la fine dei finanziamenti pubblici per i suoi spettacolini da becero avanspettacolo che francamente – proprio come il loro autore – ci hanno davvero rotto i maroni. Parola di neurone rincoglionito, ed è tutto dire!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

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7 Comments on Quello che il renzismo non dice (274) – Il caso Benigni, apologia della diseducazione, anche politica e civile. Benigni, chi? “Sì”, proprio quello della “Costituzione più bella del mondo”.

  1. attilio cece // 5 October 2016 at 19:55 // Reply

    penso che benigni bene avrebbe fatto a non dimostrare la sua ignoranza: a parte il dovere di aiutare il suo amico, cosa ne sa a proposito degli effetti delle brexit ??? .. la sua è solo disinformazione o mala fede ???
    Se non dovesse rilasciare un’altra dichiarazione per spiegare quali sono, secondo lui, esimio economista, gli impatti negativi per Londra sarei portato a pensare che è solo un patetico omiciattolo schierato (a marchette?) ….

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    • Ho visto quel suo filmato… mi ha fatto schifo. Ma ciò che mi rompe di più è che questo signore spende e sparge diseducazione, ignoranza, presa per il culo delle menti fragili con i miei soldi. Questo mi offende, nell’anima…. Ridicolo: fortuna che il suo Nobel vale quanto il suo Oscar: una merda schiacciata!

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  2. E’ come una banderuola, per i porci soldi dice di tutto….e’ un fancazzista nato, non merita nessuna credibilita’. Venduto, come al solito, al miglior offerente.

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  3. A me risulta che questo sia un famoso aforisma di
    Dino Segre Pitigrilli – Si nasce incendiari e si finisce pompieri.
    poi usata anche forse da autori come Guccini… o no?

    Ma che c’entra? II punto è che qui ci sta a meraviglia!

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