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Chi vuole la riforma costituzionale? Dal porcellum alla porcilaia.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ogni interesse della mia ragione (tanto quello speculativo quanto quello pratico) si concentra nelle tre domande seguenti:
Che cosa posso sapere?
Che cosa posso fare?
Che cosa ho diritto di sperare?
(Immanuel Kant)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Quelli che la dialettica in politica è l’arte di far interagire due tesi o principi contrapposti allo scopo di indagare la verità ed eventualmente arrestarla. (Rina Brundu)

Roberto Renzetti

quattro-dicembredi Roberto Renzetti. Risaliamo a raccontare un poco dell'immediato passato, il funzionamento del Porcellum fatto da Calderoli che, insieme a Napolitano, ha creato il mostro Renzi.


Il sistema Porcellum è proporzionale: ad ogni lista coalizzata si attribuiscono tanti seggi quanti sono i voti che ha ottenuto. Se nessuna delle coalizioni o liste indipendenti supera il 55% dei seggi, quella che ha ricevuto più voti ottiene un premio di maggioranza che la porta al 55%, cioè 340 seggi. I seggi del premio vengono ripartiti tra le liste della coalizione in proporzione al numero dei voti ottenuti da ciascuna. Al Senato le cose sono diverse. E’ regionale il premio di maggioranza. In ogni Regione, se nessuna coalizione o lista indipendente raggiunge il 55% dei seggi, viene attribuito il premio a chi ottiene più voti degli altri, raggiungendo quindi il 55%. Sistema diverso anche per le circoscrizioni Estero, che assegnano 6 senatori e 12 deputati. Qui la lista più votata vince tutti i seggi in palio.

Gli effetti perversi del porcellum sono diventati evidenti dopo le elezioni politiche del 2013, in cui si sono avute due maggioranze diverse per Camera e Senato, rendendo obbligatorio il ricorso alle cosiddette “larghe intese”.

Nelle politiche del 2013 la coalizione di centro-sinistra ha preso alla Camera lo 0,02% in più di quella di centro-destra ed ha preso il premio di maggioranza. Mntre il premio di maggioranza al senato non ha dato la maggioranza al centro-sinistra.
Il 4 dicembre 2013 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il porcellum in alcune sue parti. Innanzitutto il premio di maggioranza distorce il voto e quindi la volontà popolare. Poiché non esiste una soglia minima di voti perché la lista o coalizione possa concorrere al premio, la Consulta ha sottolineato che chi lo conquista ottiene una sovra-rappresentazione eccessiva rispetto ai voti ottenuti. Infatti il centrosinistra nel 2013 ha ottenuto il 55% dei seggi alla Camera avendo ricevuto solo il 29,55% dei voti: quasi la metà.
Il secondo motivo per cui la Corte ha dichiarato incostituzionale il porcellum riguarda le liste bloccate. Non sono illegittime le liste bloccate in sé, ma il fatto che essendo composte da molti nomi (cioè tanti quanti sono i seggi disponibili in una circoscrizione), l’elettore non è in grado di sapere per chi sta effettivamente votando.

E’ così che la Corte Costituzionale ha affermato che «Il principio fondamentale della continuità dello Stato non è un’astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento». «Le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare».
Quindi il Parlamento eletto incostituzionalmente può restare ad operare ma, sembra evidente che non può modificare la Costituzione (un Parlamento fuori legge, un premier non eletto, una riforma mai annunciata nei programmi elettorali. Perché il comunista massone Napolitano non ha indetto nuove elezioni?).

Vediamo allora cosa è accaduto in seguito tenendo bene a mente che l’artefice principale di tutto è stato il comunista, massone, capo dell’unica corrente corrotta del PCI (quella dei miglioristi, nome forse da un tal Migliore), Giorgio Napolitano.
Bersani, capo coalizione del centro-sinistra non ha voluto fare accordi con Berlusconi, in accordo con il programma del centro-sinistra. Napolitano non ha dialogato con lui ma ha dato l’incarico a chi era disponibile all’accordo con la destra, Gianni Letta che ha fatto l’accordo con Berlusconi violando ogni promessa elettorale. Poiché Letta era troppo blando, Napolitano ha dato l’incarico all’appena eletto nuovo segretario PD, Matteo Renzi, un non eletto daagli italiani.
Quest’ultimo ha iniziato ad operare tanto disinvoltamente quanto autoritariamente. Da un lato ha praticamente deformato la Costituzione e dall’altro ha scritto una legge elettorale molto più autoritaria del porcellum.
Ma da dove viene l’accanimento di Renzi contro la Costituzione?
Come già fatto da Luigi Berlinguer per la riforma della scuola con l’OCSE che dettava,, gli ispiratori di Renzi sono gli affari e la finanza. Nel caso di Renzi, oltre all’onnipresente OCSE, è stata la banca d’affari J.P. Morgan.

Vediamo.

Il 17 gennaio 2014, quasi in corrispondenza con l’ascesa al potere di Renzi, abbiamo saputo che una delle banche criminali americane, la J P Morgan (quella a cui Renzi sta regalando il Monte dei Paschi di Siena), chiedeva con forza ai Paesi europei di liberarsi delle costituzioni antifasciste. Renzi, al guinzaglio, ubbidendo e gli ex comunisti continuano a fare le foglie di fico.
Riporto un articolo dell’epoca del Fatto Quotidiano (19 giugno 2013):

J. P. MORGAN. IL FASCISMO BANCARIO ED UN GOVERNO AL SUO SERVIZIO

Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste Report della banca d’affari statunitense, considerata dal governo Usa responsabile della crisi dei subprime: “I sistemi politici dei paesi europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche inadatte a favorire l’integrazione. C’è forte influenza delle idee socialiste”. E cita, tra gli aspetti problematici, la tutela garantita ai diritti dei lavoratori. di Luca Pisapia | da il Fatto Quotidiano 19 giugno 2013 Che un gigante della finanza globale produca un documento in cui chiede ai governi riforme strutturali improntate all’austerity non fa più notizia. Ma Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, si è spinta più in là. E ha scritto nero su bianco quella che sembra essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo consiglio ai governi nazionali d’Europa per sopravvivere alla crisi del debito è: liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste. In questo documento di 16 pagine datato 28 maggio 2013, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea” (traduzione da http://culturaliberta.wordpress.com/). JPMorgan è stata tra le protagoniste dei progetti della finanza creativa e quindi della crisi dei subprime che dal 2008. Fino a essere stata formalmente denunciata nel 2012 dal governo federale americano come responsabile della crisi, in particolare per l’acquisto della banca d’investimento Bear Sterns. Ecco che invece dai grattacieli di Manhattan hanno pensato bene di scrivere che i problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che “i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”. E per colpa delle idee socialiste insite nelle costituzioni, secondo Jp Morgan, non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity. “I sistemi politici e costituzionali del sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”. Quindi Jp Morgan, dopo avere attribuito all’Europa l’incapacità di uscire dalla crisi per la colpa originaria della forza politica dei partiti di sinistra e delle costituzioni antifasciste nate dalle varie lotte di liberazione continentali, ammonisce che l’austerity si stenderà sul vecchio continente “per un periodo molto lungo”. _____________________

http://culturaliberta.files.wordpress.com/2013/06/jpm¬the¬euro¬area-adjustmentabout¬halfway¬there.pdf

“In the early days of the crisis, it was thought that these national legacy problems were largely economic: over¬levered sovereigns, banks and households, internal real exchange rate misalignments, and structural rigidities. But, over time it has become clear that there are also national legacy problems of a political nature. The constitutions and political settlements in the southern periphery, put in place in the aftermath of the fall of fascism, have a number of features which appear to be unsuited to further integration in the region”. […] The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis. Countries around the periphery have only been partially successful in producing fiscal and economic reform agendas, with governments constrained by constitutions (Portugal), powerful regions (Spain), and the rise of populist parties (Italy and Greece). There is a growing recognition of the extent of this problem, both in the core and in the periphery. Change is beginning to take place. Spain took steps to address some of the contradictions of the post¬Franco settlement with last year’s legislation enabling closer fiscal oversight of the regions. But, outside Spain little has happened thus far. The key test in the coming year will be in Italy, where the new government clearly has an opportunity to engage in meaningful political reform. But, in terms of the idea of a journey, the process of political reform has barely begun.

Spero ci si renda conto di quanto dicono questi fascisti americani. Sono rappresentativi del Fascismo odierno che è quello delle banche che stanno prendendo il potere nel mondo. Guardate intorno: la BCE governa ormai l’Europa. Truppe di rinforzo sono quelle del FMI. Altro caposaldo è la Banca Mondiale, sostenuta dall’OCSE. Notate chi comanda in Italia (a parte l’inutile Letta nipote, rappresentante Opus Dei): abbiamo Saccomanni della Banca d’Italia (uomo di Draghi) è incapace di fare politica ma è un eccellente vampiro che succhia i soldi a tutti noi per riversarlo nelle banche; vi è poi Carlo Cottarelli proveniente dal FMI a farci le pulci sui conti (spending Review); stanno imponendo un tal Padoan all’Istat e Padoan proviene dall’Ocse. Da ultimo ricordo che la banca d’affari J.P. Morgan, quella che parla delle costituzioni democratiche come un freno alla crescita (la loro crescita, banditi !) ha avuto come consulente Mario Monti ed è per questo che il liberista Napolitano lo ha sistemato a Capo del governo italiano. E Monti è stato di parola ci ha ammazzato per poi lasciare il compito agli altri di straziare i cadaveri. Sopportare ancora o ribellarsi ? R PS. Stiamo pagando una crisi che istituti come J.P. Morgan hanno provocato. La crisi proviene dagli USA. Stiamo pagando una dipendenza politica insopportabile con l’accettazione servile di nostri porti (per non dire di basi aeree) agli interessi USA Bonino sarebbe ministro degli esteri ? ed io che credevo fosse uno straccio da cucina pronto ad essere buttato alla spazzatura !). Mandiamo i nostri soldati a combattere in zone di interesse USA. Compriamo quelle bare volanti degli F 35. Paghiamo noi anche economicamente tutto questo. Poi, improvvisamente, non siamo più buoni e la crisi ce la dobbiamo pagare da soli. Insomma tra USA e Vaticano c’è poco spazio per l’Italia, cioè per noi che ancora ci crediamo.

Di seguito riporto anche un altro articolo che dice praticamente le stesse cose ma che serve a far notare quanto sia di rilievo il tema (tratto dahttp://www.wallstreetitalia.com/newarticle.aspx?IdPage=1592227)

JP MORGAN ALL’EUROZONA: “SBARAZZATEVI DELLE COSTITUZIONI ANTIFASCISTE”

18 giugno 2013

Il team di analisti lo dice senza grandi giri di parole: “Dovete liberarvi delle leggi sinistroidi e antifasciste”. Austerita’ fara’ parte del panorama europeo “per un periodo molto prolungato”.

NEW YORK (WSI) – Gli economisti del gigante finanziario americano JP Morgan lo dicono senza troppi fronzoli ai governi europei: “Dovete liberarvi delle vostre costituzioni sinistroide e anti fasciste”.

Lo si legge in un documento di 16 pagine in cui vengono elencate le modifiche da apportare nell’area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito (si veda:http://culturaliberta.files.wordpress.com/2013/06/jpm-the-euro-area-adjustment-about-halfway-there.pdf )

Oltre alla parte sul buon lavoro fatto sin qui, la sezione piu’ interessante riguarda il lavoro che resta ancora da fare in termini di deleveraging delle banche e di alleggerimento del debito sovrano e delle famiglie.

Le riforme strutturali piu’ urgenti, oltre a quelle politiche, sono secondo la banca quelle in termini di riduzione dei costi del lavoro, di aumento della flessibilita’ e della liberta’ di licenziare, di privatizzazione, di deregolamentazione, di liberalizzazione dei settori industriali “protetti” dallo stato.

Gli autori della ricerca osservano che nel cammino che porta al completamento degli accorgimenti da apportare alla propria struttura politico economica, l’area euro si trova a meta’ strada.

Cio’ significa che l’austerita’ fara’ con ogni probabilita’ ancora parte del panorama europeo “per un periodo molto prolungato”.

L’analisi dei banchieri risale ormai a piu’ di due settimane fa. Stupisce vedere che non abbia ricevuto un’attenzione maggiore. Gli unici ad avere scritto qualcosa sono i giornalisti del Financial Times, che pero’ non fanno il benche’ minimo cenno alla parte piu’ eclatante, quella sulla costituzione.

Probabilmente l’idea che le grandi banche – in parte colpevoli per la crisi scoppiata in Usa ormai sei anni fa – anticipino altri anni di austerita’ e rigore non sarebbe stata accolta con grande favore dall’opinione pubblica e dai governi.

Nessuno si illude che l’austerity scompaia da un giorno all’altro e nemmeno spera che lo faccia a breve. Tuttavia, ai paesi che hanno fatto ricorso al programma di aiuti internazionali dellaTroika (FMI, Bce e Commissione Ue) sono state fatte concessioni. Come premio delle modifiche strutturali apportate, e’ stato offerto in cambio un alleggerimento degli impegni presi in materia di riduzione del debito.

E’ un peccato che l’analisi di JP Morgan non abbia ricevuto l’attenzione che meritava. Si tratta infatti del primo documento pubblico in cui dei banchieri ammettono francamente come la pensano su certi temi.

Il problema non e’ solo una questione di reticenza fiscale e di incremento della competivita’ commerciale, stando alla loro spiegazione, bensi’ anche di “eccesso di democrazia” che va assolutamente ridimensionato. L’elite finanziaria internazionale lascia intendere che se i paesi del Sud d’Europa vogliono rimanere aggrappati alla moneta unica devono rassegnarsi arinunciare alla Costituzione.

DI SEGUITO UNA PARTE DEL DOCUMENTO ORIGINALE:

Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico.

I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo.

I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia).

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Questo è il motivo dell’accanimento dei liberisti incapaci renziani a sbarazzarsi della Costituzione antifascista. La vergognosa manovra è accompagnata, come accennato alla modifica del porcellum che diventa il vergognoso italicum

Se si legge con attenzione si capisce che il premio di maggioranza bocciato dalla Corte Costituzionale è ora maggiore e che le liste bloccate con i capolista presentati in più collegi permettono di avere una Camera alla dirette dipendenze del Presidente del Consiglio. La cosiddetta Legge Truffa sulla quale cadde il Governo De Gasperi prevedeva un premio di maggioranza ma solo per chi raggiungesse per conto suo il 50% dei voti.
Aggiungo solo che la Legge Acerbo che ci regalò la maggioranza fascista in Parlamento era molto più blanda e quasi democratica dell’Italiacum.

A parte questi dati una sola considerazione che si riallaccia a commenti da me fatti subito dopo il golpe realizzato dal peggior Presidente della Repubblica italiano, Giorgio Napolitano: fermiamo Renzi e tutti i suoi protettori che sono gli affamatori del mondo intero.

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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