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Quello che il renzismo non dice (271) – Sul ritorno di Grillo e della “normalità” politica in Italia. Sul patetico rinvio del Referendum alle calende natalizie.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

corriererank

Sopra il ranking del Corriere.it sotto il ranking di Repubblica.it

repubblicarank

Dati al 25 sett 2016 - Per Alexa Repubblica ormai passa il Corriere di 3 punti

di Rina Brundu. Dice che Grillo si è ripreso in pieno il ruolo di leader politico del movimento. Bene, ma sono in ansia per la salute di Vittorio Zucconi dopo che, giorni fa,  a Otto e mezzo (La7) ha palesato un odio viscerale contro l’ex comico genovese, nonché la viva speranza di non vedere mai costui quale leader politico del partito, del movimento, che a suo dire (di Zucconi) presto governerà la nazione: una tisana comunque potrebbe aiutare anche perché all’età di Zucconi in alcuni casi (non sempre debbo dire), i neuroni si svegliano già addormentati.

Per la maggioranza degli italiani però il ritorno di Beppe Grillo non può essere che una buona notizia dato che ad ora si è dimostrato l’unico capace di rispettare l’ideale mandato del movimento che pure ha creato e che in virtù dello stesso ha macinato e continua a macinare tante simpatie. Forse Grillo dovrebbe solo acquistare una immagine più low-profile: meno occhiali neri, meno discorsi che spaventano le nonnette e i nonnetti alla Zucconi, più pragmaticità istituzionale anche in politica estera e sostanza. Per il resto che dire a proposito di questa notizia se non che forse per la prima nell’Italia post seconda guerra si respira un clima di normalità politica? Di sicuro – e il mitico buffone shakespeariano compagno di Lear, docet! – è sempre meglio un comico di professione in-charge piuttosto che un principiante improvvisato, come ben denunciano i disastri procurati dal governo Renzi 1, oggi anche indirettamente pungolato dalla CEI che lamentava la mancata crescita del paese nonostante gli annunci.cei

Già, chissà perché il paese non è cresciuto?!! Forse perché i renzisti hanno continuato a costruire indisturbati sulla merda che già avevamo, e non hanno ancora capito che l’usata ricetta di girare le carte in tavola per abbindolare le menti semplici non funziona più. Paradossale è che l’hanno capito tutti ma davvero tutti, inclusi i nonnetti di cui sopra che hanno cominciato ad abbandonare finanche i programmi RAI pensati per indottrinare  politicamente l’uditorio come da ultime notizie di oggi. Gli unici a non averlo ancora capito sono Renzi, Alfano, Boschi e Verdini, la dirigenza RAI appunto, e quel Luciano Fontana che imperterrito – nonostante anche Alexa denunci pure il calo di visite all’inguardabile sito Corriere.it, ormai tre posizioni sotto Repubblica (vedi featured images) – continua a spendersi da par suo per incensare il leader maximo e fanculo la deontologia giornalistica.

Patetica anche la decisione di rimandare il Referendum al 4 dicembre prossimo, alle calende natalizie insomma, come se il redde-rationem rimandato possa risultare in qualche modo più dolce con contorno di panettone. Au-contraire, non c’é nulla di meglio di questa ennesima presa per il culo per riconfermare quel NO dovuto, oltre che per i disastri procurati dal renzismo, per l’onore degli Italia. E degli italiani, quelli che sono stati, che sono e soprattutto che saranno. 

draghi

Un altro criptico messaggio contro il renzismo pro spese pazze e Olimpiadi?

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